Cuba, dopo l’avvento di raul Castro la repressione contro i dissidenti non è diminuita
Come il sole, le spiagge bianche e lunghissime, la musica per le strade e le
fantastiche Chevrolet degli anni cinquanta, a Cuba la repressione è sempre la
stessa, nonostante il Lider Maximo, Fidel Castro, non sia più alla guida del paese.
Al suo posto dal luglio scorso c’è il fratello, Raul Castro, già vicepresidente
e capo delle forze armate, ma sembra, secondo quanto dichiarano i gruppi di dissidenti
cubani sparsi un po’ in tutto il mondo, che in tema di repressione a Cuba la situazione
sia sempre la stessa.
Niente di nuovo. La conferma arriva da un notissimo esponente della dissidenza cubana, Elizardo
Sanchez, che durante una conferenza stampa ha dimostrato come in tema di diritti
umani nulla sia cambiato, dall’avvento di Raul.
Sanchez fa parte della Commission Cubana de Derechos Humanos y Reconciliacion
Nacional e ha le idee chiarissime su quanto accade nell’isola. Nonostante il
bastone del comando sia passato di mano, la repressione del governo contro tutte
quelle persone ritenute ‘dissidenti’ continua come prima, solo con forme differenti.
Se nell’era di Fidel era facile ricevere informazioni di condanne durissime per
i dissidenti, adesso la strategia sembra essere un’altra: detenzioni più brevi,
perquisizioni più frequenti e sequestri di pubblicazioni di ogni tipo, dai libri
a semplici volantini. E il dato fornito da Sanchez sembra confermare questa tendenza:
283 prigionieri politici censiti al 31 dicembre 2006.
Anche se è vero che nella seconda metà dell’anno scorso sono stati liberati sette
dissidenti, è altrettanto vero che ben 10 oppositori del regime di Castro, nello
stesso periodo, sono stati rinchiusi nelle carceri o nei campi di lavoro cubani.
Il sistema carcerario cubano prevede l’esistenza di 200 fra campi di lavoro e
vere prigioni che non sono mai state sottoposte a nessun tipo di controllo da
parte degli uomini della Croce Rossa Internazionale e da altre organizzazioni
umanitarie.
Anche il Directorio Democratico Cubano, organizzazione con sede a Miami, ha fornito
delle cifre: nel solo 2005 sono state 3.322 le manifestazioni di protesta della
popolazione, ma pochissimi media ne hanno dato notizia.
Voci dalla dissidenza. Osvaldo Payà, altro notissimo esponente della dissidenza anticastrista, vincitore
del premio Sajarov consegnato dal parlamento europeo, invita a riflettere sulla
situazione dell’isola. Come si legge nelle pagine del quotidiano spagnolo ‘El
Pais’, Payà, invita i governanti di tutto il mondo a “non abbassare la guardia
davanti al tentativo di continuare con il totalitarismo”.
Sembrano veramente moltissimi i casi di repressione ad opera dal governo cubano.
Uno di questi potrebbe essere quello di Fabio Prieto Llorente, probabilmente
incarcerato per le sue idee nella prigione El Guayabo, nell’Isla de la Joventud,
dove dorme sopra un tavolo di cemento senza coperte per potersi riparare dal freddo.
Fabio Prieto Llorente soffre di una malattia polmonare cronica che gli fa sputare
sangue
Oppure il caso di Caridad Gonzales, segretaria del Frente Feminino del Movimento
indipendente Opcion Alternativa, accusata da agenti della sicurezza di aver distribuito
‘stampa sovversiva’, mentre lei sostiene di aver distribuito “letteratura alternativa”.