19/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Cuba, dopo l’avvento di raul Castro la repressione contro i dissidenti non è diminuita
 
Come il sole, le spiagge bianche e lunghissime, la musica per le strade e le fantastiche Chevrolet degli anni cinquanta, a Cuba la repressione è sempre la stessa, nonostante il Lider Maximo, Fidel Castro, non sia più alla guida del paese.
Al suo posto dal luglio scorso c’è il fratello, Raul Castro, già vicepresidente e capo delle forze armate, ma sembra, secondo quanto dichiarano i gruppi di dissidenti cubani sparsi un po’ in tutto il mondo, che in tema di repressione a Cuba la situazione sia sempre la stessa.
 
Elizardo SanchezNiente di nuovo. La conferma arriva da un notissimo esponente della dissidenza cubana, Elizardo Sanchez, che durante una conferenza stampa ha dimostrato come in tema di diritti umani nulla sia cambiato, dall’avvento di Raul.
Sanchez  fa parte della Commission Cubana de Derechos Humanos y Reconciliacion Nacional  e ha le idee chiarissime su quanto accade nell’isola. Nonostante il bastone del comando sia passato di mano, la repressione del governo contro tutte quelle persone ritenute ‘dissidenti’ continua come prima, solo con forme differenti.
Se nell’era di Fidel era facile ricevere informazioni di condanne durissime per i dissidenti, adesso la strategia sembra essere un’altra: detenzioni più brevi, perquisizioni più frequenti e sequestri di pubblicazioni di ogni tipo, dai libri a semplici volantini. E il dato fornito da Sanchez sembra confermare questa tendenza: 283 prigionieri politici censiti al 31 dicembre 2006.
Anche se è vero che nella seconda metà dell’anno scorso sono stati liberati sette dissidenti, è altrettanto vero che ben 10 oppositori del regime di Castro, nello stesso periodo, sono stati rinchiusi nelle carceri o nei campi di lavoro cubani.
Il sistema carcerario cubano prevede l’esistenza di 200 fra campi di lavoro e vere prigioni che non sono mai state sottoposte a nessun tipo di controllo da parte degli uomini della Croce Rossa Internazionale e da altre organizzazioni umanitarie.
Anche il Directorio Democratico Cubano, organizzazione con sede a Miami, ha fornito delle cifre: nel solo 2005 sono state 3.322 le manifestazioni di protesta della popolazione, ma pochissimi media ne hanno dato notizia.
 
Raul Castro e Fidel CastroVoci dalla dissidenza. Osvaldo Payà, altro notissimo esponente della dissidenza anticastrista, vincitore del premio Sajarov consegnato dal parlamento europeo, invita a riflettere sulla situazione dell’isola. Come si legge nelle pagine del quotidiano spagnolo ‘El Pais’, Payà, invita i governanti di tutto il mondo a “non abbassare la guardia davanti al tentativo di continuare con il totalitarismo”.
Sembrano veramente moltissimi i casi di repressione ad opera dal governo cubano.
Uno di questi potrebbe essere quello di Fabio Prieto Llorente, probabilmente incarcerato per le sue idee nella prigione El Guayabo, nell’Isla de la Joventud, dove dorme sopra un tavolo di cemento senza coperte per potersi riparare dal freddo. Fabio Prieto Llorente soffre di una malattia polmonare cronica che gli fa sputare sangue
Oppure il caso di Caridad Gonzales, segretaria del Frente Feminino del Movimento indipendente Opcion Alternativa, accusata da agenti della sicurezza di aver distribuito ‘stampa sovversiva’, mentre lei sostiene di aver distribuito “letteratura alternativa”.

Alessandro Grandi

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