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Parola d'onore. La 'piccola Saigon', come gli americani chiamano Sigonella, storpiando la pronuncia
della località siciliana, sorge in mezzo a un fertile agrumeto con vista sull'Etna.
In un'area possibilmente ancor più amena, tra i frutteti e le rovine dell'antica
civiltà sicula del VI secolo avanti Cristo, in località Lentini, vedrà presto
la luce un nuovo insediamento, destinato a ospitare 7 mila militari Usa. Ma nulla,
si dice, è ancora certo. Nulla, come per la nuova base Usa a Vicenza, è stato
ancora formalizzato. Tuttavia, in alcune circostanze, nella politica e nella gestione
della cosa pubblica, nel nostro Paese 'basta la parola'. La parola d'onore. Così,
come per la Dal Molin l'uomo d'onore fu Romano Prodi, così a Lentini la 'parola'
è stata garantita dal consiglio comunale, che nell'ottobre 2006 ha approvato con
procedura d'urgenza e voto trasversale la variante al piano regolatore per cambiare
destinazione d'uso a quegli splendidi terreni soleggiati e fruttiferi con vista
sull'Etna: da agricoli ad abitativi. Ovvero: mentre prima non si poteva costruire,
su un'area - come detto - coltivata ad agrumi e sottoposta a vincolo paesaggistico
perché di rilevante interesse archeologico, oggi, su quell'area è già pronto un
mega-progetto di urbanizzazione e un committente pronto a rendere quel progetto
realtà.
La Sigonella sconosciuta. Il "complesso insediativo ad uso collettivo destinato alla esclusiva residenza
temporanea dei militari americani della base di Sigonella Us Navy", così come
recita la delibera comunale, sarà costituito da oltre 1.200 villette a schiera,
occuperà un'area di 91 ettari per 670 mila metri cubi di costruzioni e costerà
675 milioni di euro. Il progetto è stato presentato al consiglio comunale di Lentini
dalla Scirumi srl, società siciliana fondata nel 2005, per metà di proprietà dell'azienda
'Maltauro' di Vicenza (già specializzata in lavori all'interno di basi Usa in
Italia), e per metà di Mario Ciancio Sanfilippo, potente editore-imprenditore
siciliano. Perchè, ci si chiede, la costruzione di casette per i soldati sta facendo
tanto discutere, in Sicilia come altrove? Lo abbiamo chiesto alla persona che
sull'argomento ha prodotto la maggior mole di documenti. Si chiama Antonio Mazzeo,
è insegnante e redattore di 'Terrelibere.org', animatore delle storiche lotte
pacifiste contro la base missilistica di Comiso nonché studioso di insediamenti
militari in Sicilia e nell'area mediterranea. "Se dico Sigonella vengono alla
mente solo alcune cose: Cruise Ss-20, Achille Lauro, Craxi. Dopo gli anni '80
abbiamo cercato di far tornare la base al centro del dibattito sul militare. Invano.
Eppure qui si sono verificati fatti gravissimi, come l'interminabile numero di
inchieste giudiziarie che hanno provato la presenza di Cosa Nostra all'interno
della base, come l'infiltrazione di imprese mafiose negli appalti. O come gli
studi sul numero assai elevato di leucemie nell'area tra i comuni di Lentini e
Francofonte, tassi di malattia unici in tutta Italia. Oppure ancora il problema
dell'approdo militare di Augusta, a pochi chilometri dalla base, dove attraccano
sommergibili nucleari e portaerei per rifornimenti di armi e carburante. Nel tragitto
tra Sigonella e Augusta si sono schiantati decine di elicotteri e aerei militari,
ma nessuno ha mai potuto verificare cosa trasportassero perché sono precipitati. Oppure,
ancora, l'ipotesi della presenza di discariche abusive per rifiuti speciali ritrovate
nel territorio del comune di Lentini. Poi, il problema dell'ospedale militare
statunitense, il più grande dell'area mediterranea, legato anche questo allo smaltimento
di rifiuti pericolosi. Infine, il consumo di acqua dell'aeroporto: 570 litri al
giorno, contro i 200 di un italiano, in una regione dove l'approvvigionamento
idrico è un problema enorme. Le nostre denunce sono spesso cadute nel vuoto. L'informazione,
qui, è controllata dalla famiglia Ciancio Sanfilippo: con partecipazioni nella
Gazzetta del Sud, nel Giornale di Sicilia, in alcune emittenti locali, il potere
che sviluppa sui media è imponente".
I 'soliti noti'. Nonostante i lavori del nuovo insediamento di Sigonella facciano gola a molti,
ad aggiudicarseli saranno probablimente i 'soliti noti', ovvero i costruttori
che da anni vantano un rapporto privilegiato con il governo degli Stati Uniti.
Parliamo della Maltauro, già assegnataria di lavori per la base di Aviano e candidato
numero uno per il mega progetto del Dal Molin a Vicenza. Se ci chiediamo il perché
la ditta vicentina sia riuscita ad arrivare così lontano, nell'area feconda della
'piccola Saigon', troviamo una risposta tanto scontata quanto convinta: "Perché
siamo bravi". A dirlo è l'ingegner Ezio Trentin, da almeno dieci anni il tecnico
della Maltauro che ha lavorato più spesso con gli americani, attualmente nel consiglio
di ammininstrazione della Scirumi srl. "La scelta di un'impresa come la nostra
nasce dal rapporto di credibilità che abbiamo costruito nel tempo con gli americani.
Per lavorare con loro bisogna avere personale altamente qualificato, che corrisponda
ai requisiti richiesti, molto più rigidi di quelli italiani. Nei nostri quadri
aziendali abbiamo persone che hanno questo tipo di cultura tecnica e tecnologica.
E poi, in Sicilia ci conoscono perché in provincia di Catania abbiamo già costruito
la più grande opera di edilizia commerciale del Mezzogiorno: Etnapolis, un centro
commerciale al quale abbiamo lavorato per un valore i 15 milioni di euro. Anche
per questo, la Maltauro ha tutte le carte in regola per poter lavorare bene anche
al progetto di Lentini". La Maltauro ha un rapporto ben radicato in questa zona
della Sicilia: ha costruito la casa circondariale di Siracusa, un liceo scientifico
a Rosolini (piccolo comune siracusano) e il tronco autostradale Palermo-Caltavulturo
sulla A/19. Alla luce di queste relazioni ben consolidate, come trovare obiezioni
all'idillio Maltauro-Ciancio Sanfilippo? In fondo, come diceva tal Jacopo da Lentini,
uno del luogo, che di passioni se ne intendeva, "amor è un disio che ven da core".Luca Galassi