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"Sarà come essere in prigione: perderò la mia libertà". Per le prime, ironiche parole di commento al suo insediamento ufficiale come nuovo governatore di Aceh, Yusuf Irwandi (leggi l'intervista in esclusiva di PeaceReporter) non potrebbe utilizzare metafora più appropriata. A Irwandi, eletto nelle scorse consultazioni per l'autonomia della provincia indonesiana colpita dallo tsunami, non è mai spiaciuto raccontare la sua vicenda personale, e come lo tsunami lo ha liberato dal carcere nel quale si trovava in quanto ribelle del Gam, il movimento indipendentista acehnese.
Tremila invitati. L'attuale 'prigione', ovvero la poltrona di uomo più potente della provincia
ricca di gas naturale e petrolio, sarà sicuramente un posto molto più comodo.
Tremila persone sono state invitate alla cerimonia ufficiale di insediamento nel
capoluogo Banda Aceh. Davanti a se', tuttavia, lo aspettano anni di lavoro duro.
La provincia esce da 30 anni di guerra civile e da una devastazione che ha distrutto
decine di migliaia di abitazioni, ucciso 200 mila persone e messo in ginocchio
l'economia. A tutt'oggi, nemmeno la metà delle case devastate dall'onda sono state
ricostruite.
La provincia della Sharia. Irwandi era uno degli otto candidati che si sono presentati al voto nel dicembre
2006. Riluttante dapprincipio, ha ottenuto un successo schiacciante sugli altri
contendenti. Si è trattato delle prime elezioni libere nella provincia, dopo un
processo di pace durato oltre un anno e mezzo, al termine del quale il governo
indonesiano ha ritirato l'esercito, garantito autonomia ad Aceh e concesso la
possibilità di sfruttare i proventi dei giacimenti di risorse naturale di cui
è ricco lo Stretto di Malacca. Nella provincia di Aceh, che conta 4 milioni di
abitanti, si applicano i dettami dell'Islam in modo più rigoroso che in qualsiasi
altra provincia indonesiana. Una speciale polizia vigila sull'osservanza della
legge islamica, la Sharia.
Luca Galassi