18/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Uno studio in Uganda rivela i rischi neurologici per i pazienti sieropositivi
In Uganda quasi un paziente sieropositivo per il virus dell’Aids su tre potrebbe avere una forma di demenza: deterioramento mentale con disturbi di memoria, apprendimento e comportamento. Questo il risultato del primo studio condotto nel Paese africano con esami neurologici e test neuropsicologici per valutare il decadimento mentale in pazienti con Hiv.

Il fiocco rosso simbolo della lotta all'Aids. Copyright - Who/P. Virot Test a confronto. La ricerca è stata fatta a Kampala da un gruppo di ricercatori statunitensi della John Hopkins University. Sono stati presi in esame 78 pazienti sieropositivi e, per quanto il campione fosse piccolo, è stato considerato rappresentativo della popolazione infettata dal virus dell’Aids in Uganda. Sono stati anche valutati nello studio 100 soggetti negativi per l’Hiv, con lo scopo di valutare i parametri di normalità dei test neuropsicologici nella popolazione ugandese, e ottenere così un confronto attendibile con i risultati riferiti al gruppo dei pazienti con Hiv. I ricercatori hanno riscontrato quadri di demenza di diversa gravità nel 31 percento dei pazienti sieropositivi (24 su 78). Saranno necessari ulteriori studi; in ogni caso, vista la diffusione del virus dell’Aids nel continente africano, il numero di pazienti con necessità di cure per tale condizione potrebbe essere assai alto. Dice in proposito Ned Sacktor, neurologo della John Hopkins University, a capo della ricerca: “Se la percentuale vista nel nostro studio viene trasferita a tutta l’Africa Subsahariana, noi dovremmo avere oltre 8 milioni di persone in questa regione con demenza da Hiv”.

Kampala, Uganda Poche possibilità di cura. I risultati ottenuti in questo seppur piccolo gruppo di pazienti sono concordi con quanto si vedeva anche nel mondo ricco prima delle possibilità offerte dalla terapia antioretrovirale. Quest’ultima può infatti bloccare il decadimento cerebrale e anche far recuperare capacità perdute. Ma la situazione si presenta più difficile in Paesi in cui i farmaci non sono garantiti per tutti i malati che ne hanno bisogno. A tutto questo si aggiunge la mancanza di cure adeguate per malattie mentali e quindi della possibilità di seguire al meglio questi malati. Il sito Science and Development Network
riporta come, in Uganda, l’unico ospedale psichiatrico sia il Butabika, a Kampala. Questo nonostante, Hiv/Aids a parte, vi sia un notevole numero di persone con necessità di cure, per esempio per abuso di sostanze, incluso l’alcol, secondo quanto riferito da Fred Kigozi, direttore di questo ospedale. Infatti, strutture più periferiche come il Gulu Mental Unit, nel Nord nel Paese, non sono preparate per seguire questi pazienti: Thomas Pyok, psichiatra che vi lavora, racconta che il Gulu Mental Unit si appoggia al Butabika di Kampala per avere i farmaci e non è attrezzato per gestire un aumento del numero di pazienti.

Valeria Confalonieri

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