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Resa dei conti. Il congresso straordinario del Cndd-Fdd, apertosi mercoledì nella provincia settentrionale di Ngozi, segna l’inizio
di una nuova era per il partito: all’ordine del giorno la modifica dello statuto
e la sostituzione del presidente, voluta dallo stesso capo di stato, Pierre Nkurunziza,
per troppo tempo rimasto succube delle decisioni di Radjabu. “Nkurunziza è stato
letteralmente spogliato del potere presidenziale – conferma a PeaceReporter il giornalista Jean Claude Kavumbagu – mentre Radjabu è apparso in tutti gli
scandali recenti, a cominciare dallo storno dei fondi pubblici guadagnati dalla
vendita di un aereo presidenziale nel 2006 e di quelli destinati alla costruzione
di un’autostrada nel sud. Il capo del partito è anche accusato di aver ucciso
32 membri del Cndd-Fdd che non condividevano la sua linea politica”. Radjabu sarebbe anche responsabile
della svolta anti-democratica dell’ultimo anno, che ha portato all’incarcerazione
- o alla fuga all’estero - di molti giornalisti ed è culminata con il processo
per tentato golpe contro l’ex-presidente Domitien Ndayizeye, assolto lo scorso
mese. A pagare le conseguenze della politica di Radjabu è stata anche la vice-presidente
del Burundi, Marina Barampama, sua convinta sostenitrice.
Futuro. Ora che il guru della politica burundese è stato scalzato, la popolazione si
augura un deciso cambio di rotta. “Tra arresti e omicidi, l’ultimo è stato un
anno nero per la democrazia – conferma Nsambimana – il presidente Nkurunziza è
sempre stato succube di Radjabu, autoimpostosi come l’ideologo del partito anche
per la sua lunga militanza nel Cndd-Fdd durante la guerra civile (scoppiata nel 1993 e che ha fatto 300 mila morti,
ndr). Certo, anche Nkurunziza ha le sue responsabilità nella crisi. Ma tutti qui
in Burundi sanno che le fila della politica le ha sempre tenute Radjabu”, poco
amato anche per essere uno dei pochi musulmani in un Paese al 90 percento cattolico.
Da oggi, il Burundi può voltare pagina e assumersi in toto le sue responsabilità.
Senza guru ed eventuali capri espiatori che tengano. Matteo Fagotto