16/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un quotidiano inglese denuncia: l'Ltte estorce soldi agli immigrati Tamil per finanziare la guerriglia
Scritto per noi da
    Antonella Sinopoli  
 
Tra le 1.000 e le 50.000 sterline. E’ questa la cifra che esponenti delle Tigri Tamil in Inghilterra richiederebbero ai loro connazionali anch’essi emigrati.
 
guerrigliera dell'LtteLa denuncia. I soldi della “donazione” andrebbero a supportare proprio le azioni del Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte) che da anni combattono il governo centrale di Colombo per l’indipendenza di una parte del Paese. La notizia, ora al vaglio della polizia britannica, è stata diffusa nei giorni scorsi dal quotidiano londinese The Times. La voce che i soldi spediti dagli immigrati tamil alle famiglie potessero servire anche a sovvenzionare le “tigri” era già nota a molti. Ora dal contributo volontario si sarebbe passati all’estorsione vera e propria, ma l’ipotesi che il gruppo stia agendo come una sorta di organizzazione mafiosa viene respinta fortemente da molti esponenti della comunità che ormai da tempo vive a Londra.
 
manifestazione pro Ltte a LondraLa reazione. “Come membro della comunità tamil e conoscendo molte famiglie che ormai da tempo vivono qui, posso sicuramente sostenere che queste notizie sono false ed esempi di una campagna diffamatoria portata avanti nei confronti del nostro popolo” scrive un lettore del quotidiano a difesa della minoranza tamil. In Gran Bretagna i tamil, di religione hindu, sono circa 150.000, concentrati soprattutto a Londra nord, e fino ad ora non si erano lamentati particolari problemi di integrazione o sicurezza. Ma alcuni di loro avrebbero confermato agli inquirenti di aver subito intimidazioni da rappresentanti dell’Ltte, minacce di ritorsione contro i parenti rimasti nello Sri Lanka seguite ai rifiuti di versare denaro per la causa. “Sono deluso che il Times non riconosca anche il perché ci sono 150.000 tamil che hanno lasciato il loro luogo di nascita, in cerca di rifugio contro le repressioni in atto nel Paese. Perché non si parla a sufficienza degli abusi del Governo cingalese sui diritti umani e sui rapimenti e le sparizioni? Da tutto questo i tamil, che oggi vivono in Inghilterra, sono scappati” scrive ancora il lettore che si rifiuta di credere ad un tale imbarbarimento delle regole di un conflitto a tratti dimenticato dalla comunità internazionale. E poi, fanno notare ancora dall’interno della comunità, sarebbe assai difficile per un immigrato - tamil o di altra nazionalità - riuscire a mettere insieme una cifra così alta. “Solo questo dovrebbe far capire che non può trattarsi una notizia vera” dice Dambulle che da otto anni vive nella periferia della capitale britannica e gestisce una bottega nel centro di Londra. Alla notizia ha dato grande risalto l’esercito regolare dello Sri Lanka che l’ha anche riportata sul suo sito web.

Una guerra sconosciuta. Dichiarazioni raccolte dal “Times” lasciano trapelare la paura delle persone avvicinate dai rappresentanti tamil di rivolgersi alla polizia, da cui non si sentirebbero sufficientemente protetti. Intanto il presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapaksa, pochi giorni fa si è appellato alla comunità internazionale affinché convinca l’LTTE a tornare al tavolo delle trattative e affinché supporti le azioni del Governo nel trovare una soluzione politica al conflitto. Ma finora non sembra che ci siano stati contatti. Il conflitto, la cui intensità era calata solo per breve tempo dopo il cessate il fuoco firmato nel 2002, è riesploso con forza nel 2006 e, da gennaio a oggi, si sono già contate più di seicento vittime.

Categoria: Guerra, Migranti, Popoli
Luogo: Sri Lanka