01/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il parlamento afgano approva l'immunità per chi si è macchiato di crimini di guerra negli ultimi 25 anni
“Per favorire la riconciliazione fra i vari settori della società, tutte le parti politiche e belligeranti che sono state coinvolte in un modo o nell'altro negli ultimi venticinque anni di guerra non saranno perseguite da punto di vista legale e giudiziario”. Con questa mozione la Wolesi Jirga, la camera bassa del parlamento afgano, ha approvato mercoledì l'immunità per quelli – e sono tanti – che si sono macchiati di crimini di guerra in Afghanistan dall'invasione sovietica a oggi. Una mossa che dà da pensare.

una seduta del parlamento afganoImmunità per tutti. Il provvedimento è passato con la maggioranza assoluta dei voti, mentre uno sparuto gruppo di deputati ha abbandonato l'aula per protesta. I critici del provvedimento sottolineano che l'immunità riguarderà anche personaggi come il mullah Omar e il comandante Gulbuddin Hekmatyar, uno dei più feroci signori della guerra afgani fin dai tempi della lotta antisovietica, famoso per il suo odio nei confronti delle donne che, raccontano, amava sfregiare con l'acido. Che l'immunità sarà concessa a pioggia è confermato anche dai parlamentari che l'hanno voluta, come Mohammad Mohaqiq: “Questa è una legge, e la legge sarà applicata a tutti gli individui allo stesso modo”. Critica anche la reazione di Unama, la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan: “La verità è vitale per la riconciliazione”, si legge in una nota diffusa giovedì, “nessuno ha il diritto di perdonare i responsabili delle violazioni dei diritti umani se non le vittime stesse ”.

combattenti mujaheddinI criminali assolvono se stessi. La proposta di legge, si è detto, è uno strumento per giungere alla riconciliazione di una società lacerata. Ma non solo. Nel parlamento afgano, infatti, siedono molti signori della guerra e leader dei combattenti mujaheddin che, nella lotta contro i sovietici prima e contro i talebani poi, si sono macchiati delle peggiori atrocità: prigionieri giustiziati in massa, villaggi saccheggiati e dati alle fiamme, donne violentate. Lo stesso Mohammad Mohaqiq, uno dei legislatori che ha voluto più fortemente questa legge, è un ex signore della guerra, leader dei combattenti hazara (leggi l'intervista a Mohammad Mohaqiq del nostro inviato). Nel parlamento afgano, a votare l'immunità, c'erano anche gli ex funzionari talebani che nel 2005 hanno abbracciato la causa governativa e si sono presentati alle elezioni. Oggi possono tutti tirare un sospiro di sollievo, certi che il loro passato non verrà mai messo sotto accusa.

Cecilia Strada

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