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Pazienza terminata. "Gli americani hanno aspettato, gli americani sono stati pazienzi", ha detto
ieri Obama in una sferzante arringa al Senato. "Abbiamo concesso una chance dietro
l'altra a questa amministrazione per una risoluzione che non è arrivata". Il pacchetto
di proposte presentato da Obama è stato definito 'Iraq war de-escalation Act',
in opposizione a ciò che il senatore democratico ha definito, riferendosi alla
guerra voluta da Bush, una 'escalation pericolosa e partorita male'. Secondo la
sua proposta, la diminuzione progressiva delle truppe dovrebbe cominciare non
più tardi del maggio di quest'anno, e terminare il 21 marzo del 2008. "Il tempo
dell'attesa è ormai finito - ha ribadito il parlamentare -, ed è sopraggiunta
la necessità di concludere questa guerra".
Campagna all'inizio. Per Obama, in una guerra civile dove non esiste soluzione militare, il disimpegno
rimane l'unica via che esorti il governo iracheno a raggiungere un equilibrio
politico tra le fazioni in lotta, "ponendo termine al bagno di sangue e promuovendo
la stabilità". Il senatore 'povero' comincia oggi da 'quota quasi zero' - come
ha lui stesso dichiarato - la sua raccolta fondi per la campagna presidenziale.
La corsa alla Casa Bianca lo opporrà come outsider al candidato più accreditato
dei Democratici, Hillary Clinton. Mentre la moglie dell'ex-presidente Bill Clinton
ha già messo insieme 10 milioni di dollari, Obama sta 'corteggiando' la miliardaria
Penny Pritzker, proprietaria della catena di alberghi 'Hyatt', una delle corporazioni
più ricche e potenti degli Stati Uniti. Lo scorso anno Obama, che è un formidabile
fund-raiser, concluse l'anno con 'soli' 516 mila dollari, parte dei quali sono
finiti, le settimane scorse, nello start-up della campagna.
Contestazioni.
Intanto, l'opposizione alla guerra in Iraq continua a crescere negli
Stati Uniti.
Secondo un sondaggio commissionato dal Los Angeles Times e pubblicato
ieri, il
70 per cento degli statunitensi sono schierati contro la gestione della
questione
irachena da parte del presidente Bush. Sono il sette per cento in più
rispetto
a un analogo sondaggio diffuso ad agosto. Il 67 per cento ritiene che
la guerra
all'Iraq non abbia reso il Paese (gli Stati Uniti) più sicuro.
L'insoddisfazione degli statunitensi si manifesta anche riguardo alla
guerra in Afghanistan: un sondaggio della Cnn mostra che, per la prima
volta, la maggioranza dei cittadini Usa è contraria: il 52 per cento,
quattro punti in più rispetto a settembre dello scorso anno. Secondo
un'altra
inchiesta condotta da Washington Post e Abc, la percentuale di coloro
che approvano
la politica anti-terrorismo del presidente ha raggiunto il minimo
storico, il
46 percento. La scorsa settimana altre manifestazioni si sono tenute a
Washington
e in numerose altre città degli Stati Uniti. A corollario di queste,
anche alcuni
cortei anti-pacifisti. I militaristi gridavano che bisognava dare
supporto ai
soldati, anziché contestarli. I pacifisti rispondevano che il miglior
modo di
dare loro supporto è di riportarli a casa.
Luca Galassi
Parole chiave: obama, guerra, iraq, bush, sondaggio, casa bianca