31/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Cresce la tensione nel Paese in vista delle elezioni del 25 febbraio
Senza esclusione di colpi. A poco meno di un mese dalle elezioni presidenziali, l’atmosfera politica in Senegal si è pesantemente surriscaldata: tra arresti dei leader dell’opposizione e trattative sottobanco, la campagna elettorale si preannuncia dura e piena di colpi bassi. Nonostante il presidente uscente, l’80enne Abdoulaye Wade, abbia buone possibilità di essere riconfermato, le urne potrebbero riservare qualche sorpresa.
 
La polizia arresta Abdoulaye Bathily, uno dei leader dell'opposizioneScontri. Ad aprire le ostilità è stato l’arresto, avvenuto lo scorso venerdì nella capitale Dakar, di sei  membri dell’opposizione (tra i quali l’ex-premier Moustapha Niasse), responsabili di aver organizzato una manifestazione non autorizzata per protestare contro la decisione del presidente Wade di spostare al prossimo giugno le elezioni parlamentari, inizialmente previste per febbraio in concomitanza con le presidenziali. Le forze dell’ordine hanno sciolto la manifestazione, di poche centinaia di persone, a colpi di gas lacrimogeni, rilasciando i sei arrestati dopo poche ore. “Il governo si è giustificato sostenendo che la manifestazione non era stata autorizzata, ma è ovvio che si è trattato di un modo per intimidire gli oppositori in vista del 25 febbraio”, riferisce il giornalista Serigne Saliou Samb, direttore della sezione attualità del quotidiano locale L’Observateur. “Un provvedimento che ha scioccato la popolazione, visto che il Senegal (uno dei pochi Paesi africani a non aver vissuto colpi di stato dall’indipendenza ad oggi, ndr) è considerato nella regione una vera democrazia”.
 
Wade contro Seck. Anche senza intimidazioni, Wade rimane il principale candidato alla sua successione. “Il presidente ha molti mezzi di cui l’opposizione non dispone – rivela Tervil Okoko, direttore dell’agenzia di stampa PanaPress a Dakar – in primis quello della televisione: c’è una sola rete, controllata dal governo, contro cui le radio e i giornali vicini all’opposizione non possono competere”. Il principale sfidante rimane Idrissa Seck, l’ex-premier e delfino di Wade; coinvolto due anni fa in uno scandalo di corruzione costatogli 199 giorni di prigione, e successivamente liberato per non luogo a procedere, Seck si presenta alle presidenziali con tutte le carte in regola per poter arrivare almeno al ballottaggio. Peccato che da alcuni giorni, dopo un colloquio avuto con il presidente in persona, Seck abbia smesso di apparire in pubblico. Un comportamento inspiegabile, che sta inquietando i suoi seguaci. “Nessuno sa cosa si siano detti – conferma Okoko – ma le speculazioni abbondano”. “Forse le trattative tra i due non sono ancora finite – sostiene Samb – Seck ha fatto enormi sacrifici per candidarsi: ha creato un partito, raccolto fondi. Se ora decidesse di ritirarsi, perderebbe buona parte dei suoi sostenitori. Per questo tace: per guadagnare più tempo possibile e continuare a trattare”.
 
Il presidente senegalese Abdoulaye WadeOutsiders. Senza Seck, la strada di Wade per la riconferma sarebbe pressoché spianata. “Nonostante la sua impopolarità nelle grandi città, il presidente può contare sull’appoggio dei marabutti, le guide spirituali islamiche che hanno un grosso séguito nelle campagne”, continua Okoko. Dopo sette anni di governo, il bilancio di Wade è deficitario: se la qualità dei trasporti è cresciuta grazie all’apertura di nuovi cantieri, non si registrano miglioramenti sensibili nell’economia, con un tasso di disoccupazione che rimane alto e spazi democratici ristrettisi dal 2000 ad oggi. Il presidente, insomma, ha più possibilità di essere rieletto per mancanza di oppositori piuttosto che per il proprio lavoro, anche se, come ammonisce Samb, “la partita non è del tutto chiusa. Ci sono molti candidati provenienti dalla società civile che potrebbero giocare un ruolo da outsider. La gente è stanca della classe politica, la corruzione è rampante”. Forse i tempi sono maturi per un cambio di rotta vero.

Matteo Fagotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità