30/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli Stati Uniti a Israele: bombe a grappolo in Libano, potreste aver commesso violazioni

Bomba israelianaLa notizia è di portata storica: Washington che accusa Israele di 'possibili violazioni' degli accordi sulla vendita di bombe a grappolo. Pensando alla sintonia - e all'acquiescenza - degli Usa riguardo la politica di Tel Aviv, vien da sgranare gli occhi a leggerla. Tale stupore deve tuttavia venir trattenuto: esiste un precedente, e risale al 1981, quando l'amministrazione Reagan sospese la vendita di bombe a grappolo a Israele per sei anni, dopo un'indagine del Congresso che evidenziò la violazione degli accordi relativi all'utilizzo di tali armi durante l'invasione del Libano.

Si carica il cannone al confine col LibanoLa storia si ripete, non troppo dissimile, oggi. A seguito di insistenti segnalazioni da parte di organizzazioni umanitarie, Human Rights Watch in primis, il Dipartimento di Stato Usa ha aperto un fascicolo per indagare sulle denunce rivolte a Tel Aviv: durante i bombardamenti in Libano - sostengono le organizzazioni - l'esercito israeliano avrebbe utilizzato le bombe a grappolo contro i civili. Le armi in questione sono bombe che, esplodendo, si frammentano in decine di altre piccole bombe, per 'massimizzare' il numero di vittime. Nel luglio 2006, l'aviazione di Tel Aviv alla ricerca dei rifugi di Hezbollah colpì con una pioggia di fuoco la città di Cana, uccidendo 57 civili. Le leggi internazionali non vietano la vendita di 'cluster bombs' e il loro utilizzo contro combattenti nemici, ma ne proibisce l'uso contro civili e in zone prossime ad abitazioni civili. Gli Stati Uniti hanno utilizzato bombe a grappolo, anche dette 'a frammentazione', in Iraq e Afghanistan, ma, secondo il direttore di Human Rights Watch, Steve Goose, nessun utilizzo è stato così 'esteso e pericoloso per i civili' come quello avvenuto durante i 34 giorni della guerra israeliana in Libano. Le bombe utilizzate dall'aviazione israeliana sono state prodotte proprio da industrie belliche statunitensi. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormack, ha  riferito che durante la guerra "possono esserci state violazioni degli accordi", e che un rapporto preliminare è stato inviato al Congresso. Spetterà adesso all'assemblea parlamentare Usa decidere se aprire un'inchiesta e adottare provvedimenti contro Israele.
 
Morti a distanza. Al 26 settembre scorso, data che segna la fine della guerra in Libano, almeno 19 persone risultavano morte e 90 ferite da esplosioni di bombe a frammentazione. Tra le vittime, diversi bambini. Al 18 gennaio 2007, giorno in cui un contadino rimase ferito dallo scoppio di una cluster bomb, il numero complessivo di morti e feriti è salito a 207. Le Nazioni Unite hanno avvertito che occorreranno ancora diversi mesi per ripulire il Libano dalle bombe a grappolo utilizzate da Israele.
 

Luca Galassi

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