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Dai salari alla Costituente. Molte le congetture su possibili cause non accidentali.
Larriva era una delle figure più carismatiche del nuovo governo: “Guadalupe era
una delle menti più lucide, una delle mani più pulite e uno dei cuori più
ardenti della patria”, per usare le parole dello stesso Correa. Era un ministro
determinato a riformare l’esercito e ad appoggiare appieno la costituzione di
un nuovo Ecuador, più giusto a cominciare dai salari da concedere ai
soldati semplici per arrivare all’assemblea costituente.
No agli Usa. Solo alla luce di questi timori si possono comprendere le
reazioni accese della Conaie, che ha alzato i toni in particolare quando gli
Usa, sulla scia di altri paesi quali Colombia e Venezuela, hanno dato la loro
disponibilità a partecipare alla commissione d’inchiesta. “Il governo di quel
paese ha partecipato a decine di omicidi di leader popolari e militari
nazionalisti dell’America Latina – ha accusato l’associazione indigena – non ha
dunque nessuna autorità morale per investigare su questi fatti”. Poi riferendosi
direttamente a Correa, hanno chiesto che venga revocato unilateralmente e
immediatamente l’accordo che permette a Washington di usufruire della base
militare di Manta, suo principale avamposto del Pacifico nella lotta alla
droga, almeno fino al 2009, e che Correa ha già annunciato che non rinnoverà.
Stella Spinelli
Parole chiave: Ecuador, rafael correa, Guadalupe Larriva, Manta, Stella Spinelli