stampa
invia
Sospetti e violenze. Questa situazione appare
differente da quella che, a metà dicembre, ha causato la morte di almeno 30
persone negli scontri tra i sostenitori dei due principali schieramenti
politici palestinesi. In quell’occasione il casus belli era stato l’attacco,
volontario o meno, subito dal convoglio del premier Ismail Haniyeh, che
rientrava da un giro di visite ufficiali nei paesi del Golfo Persico e in Iran,
al valico di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Secondo gli
uomini di Hamas, ad aprire il fuoco contro il loro leader erano stati gli
uomini fedeli ad Abu Mazen, presidente palestinese e capo di al-Fatah. La
battaglia durò per qualche giorno, ma alla fine si arrivò a una tregua. Quello
che, in apparenza, non si riesce a capire è quale sia stato il motivo che ha
portato oggi all’esplosione della violenza tra le fazioni palestinesi che, pur
non essendo mai del tutto cessata, si era placata dopo gli scontri di dicembre.
In realtà, almeno secondo la stampa israeliana, il motivo potrebbe essere
piuttosto simile. Secondo il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, una
settimana fa, il presidente Mazen è scampato a un attentato lungo la strada che
da Ramallah, in Cisgiordania, porta a Gaza. Quattro ordigni sarebbero stati
trovati e disinnescati lungo la via che il convoglio di Mazen avrebbe dovuto
percorrere dopo una serie d’incontri in Israele. E secondo il quotidiano, gli
uomini di Hamas conoscevano l’itinerario di Abu Mazen.
Paralisi politica. Manca qualsiasi conferma a questa
ricostruzione dei fatti, ma anche solo il sospetto di un attacco pianificato
degli uomini di Hamas contro il loro leader avrebbe potuto scatenare i
miliziani del Fatah. La tensione è alle stelle e l’ultimo accenno di Mazen alla
possibilità, constatata l’impossibilità di costituire un governo di unità
nazionale tra Fatah e Hamas, di elezioni anticipate ha scaldato gli animi,
portando gli uomini di Hamas a dichiarare che Mazen prepara un golpe, essendo
ormai da loro considerato poco meno che un agente al soldo di Stati Uniti e
Israele. Christian Elia
Parole chiave: abu mazen, mahmoud abbas, ismail haniyeh, al-fatah, hamas, gaza, cisgiordania, palestina, israele