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“Ci
sono migliaia di persone in fuga.
Questa mattina alle sei ci hanno informato che i diecimila sfollati
che si erano raccolti nell'area dell'ospedale di Vakarai hanno
cominciato a muoversi”. Davide Vignati, delegato della Croce Rossa
internazionale nella capitale Colombo, dipinge un quadro
preoccupante. L'esercito cingalese ha annunciato questa mattina di
avere “liberato” la zona di Vakarai, che si trova sulla costa orientale
dello Sri Lanka, poco a nord di Batticaoloa, ed è
una delle principali roccaforti delle Tigri per la Liberazione della
patria
Tamil. Secondo il ministero della Difesa cingalese, nell'operazione
sarebbero morte quasi 400 persone, tra cui 45 soldati regolari e 331
guerriglieri delle Tigri Tamil. Le Tigri non hanno ancora confermato né
smentito la
sconfitta, mentre ammettono che migliaia di civili sono in fuga
“dalle bombe dell'esercito cingalese”.
Ospedale nel mirino.
L'operazione dell'esercito di Colombo è iniziata martedì, e uno
degli obbiettivi è stato proprio l'ospedale di Vakarai, che
secondo i militari cingalesi sarebbe stato utilizzato dalle Tigri
come base per lanciare attacchi contro le forze cingalesi,
“sequestrando” i civili e usandoli come scudi umani. Diversa la
versione delle Tigri: l'ospedale sarebbero stato unicamente un
rifugio per i profughi interni, scappati negli scorsi mesi
dalla zona degli scontri – sempre più violenti – tra le
parti in conflitto. E i ribelli accusano l'esercito di avere tirato
colpi di artiglieria sull'ospedale ferendo almeno cinque civili.
Proprio ieri la Croce Rossa internazionale aveva diffuso un
comunicato per chiedere alle parti in conflitto di “proteggere le
strutture sanitarie civili”.
Migliaia di sfollati. “In
tarda mattinata migliaia di persone sono già arrivate al check
point che segna il confine fra le zone controllate dalle due
fazioni. Abbiamo cominciato ad accoglierli, nei campi che abbiamo
allestito insieme alle altre organizzazioni umanitarie della zona,
dove ci sono già 60mila persone, sfollati negli ultimi mesi”,
continua Davide Vignati. “Non possiamo confermare quanto dice
l'esercito, che ha annunciato stamattina di avere il controllo della
città, né possiamo confermare eventuali feriti o
vittime nell'operazione di ieri, perché non siamo stati a
Vakarai. L'ultima visita nella zona, per quanto riguarda Icrc ma
anche le altre organizzazioni umanitarie - prosegue Vignati - è stata l'11
dicembre scorso, perché da allora non siamo più riusciti a
ottenere, da entrambe le parti in conflitto, le garanzie di sicurezza
necessarie per entrare nell'area. Ho parlato con un medico locale di
Vakarai, che ha detto che l'ospedale è stato colpito, ieri,
ed è stato chiuso questa mattina”. Cecilia Strada