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Chattisgarh,
l’epicentro del conflitto. L’allarmismo del premier indiano appare
pienamente giustificato dopo aver letto il rapporto annuale annuale su questa
ennesima guerra dimenticata, diffuso pochi giorni fa dal Centro Asiatico per i Diritti Umani (Achr).
Il 2006 si è chiuso con un bilancio ufficiale di 749 morti, di cui 285 civili,
329 naxaliti o presunti tali e 135 militari, paramilitari e poliziotti indiani.
“Anche se rispetto al 2005, che vide 892 morti, si registra un calo delle
vittime, il conflitto Naxalista sta crescendo”, spiega Suhas Chakma, direttore
dell’Achr. “Non tanto in termini di estensione geografica, quanto di
concentrazione geografica e intensità del conflitto in un unico stato, il
Chattisgarh, diventato l’epicentro degli scontri con circa la metà delle
vittime: 363 morti su 749 – seguito da Andhra Pradesh (135), Jharkhand (95),
Maharashtra (60), Bihar (45), Orissa (25), Bengal Occidentale (22) e altri
(4)”.
Una sanguinosa
campagna per la pace. Questo cambiamento rispetto al passato si spiega con l’avvio
di una dissennata campagna anti-guerriglia da parte del governo statale del
Chattisgarh nel sud di questa regione. La Salwa
Judum, “Campagna per la Pace”, è iniziata nel giugno 2005, intensificandosi
nel corso del 2006. Le autorità l’hanno spacciata per una rivolta spontanea
della popolazione locale contro i guerriglieri naxaliti. In realtà le forze
armate indiane hanno costretto con la violenza le popolazioni indigene locali
e
i contadini poveri del posto a imbracciare le armi contro i ribelli maoisti,
fomentando una sanguinosa guerra civile. “La Salwa Judum ha avuto effetti disastrosi, non solo in termini di
vittime”, ha commentato il direttore dell’Achr. “Per forzare la popolazione ad
arruolarsi
nelle milizie ‘spontanee’ del Salwa Judum,
le forze militari terrorizzano la gente con esecuzioni extragiudiziali, torture
e stupri. I villaggi e le comunità che, per non sopportare tutto questo, accettano
di passare dalla parte del governo, finiscono poi nel mirino dei Naxaliti.
Presi tra i due fuochi, molti preferiscono fuggire: ad oggi, nel solo distretto
di Dantewara, si contano 43,740 sfollati.
L’esercito non vuole
sporcarsi le mani. Il governo federale di Nuova Delhi, che finora ha
sostenuto la campagna Salwa Judum in
Chattisgarh, pare rendersi conto della necessità di cambiare strategia. Negli
ultimi giorni ci sono state forti pressioni sulle forze armate perché queste si
facciano carico delle operazioni anti-Naxaliti. Enrico Piovesana