18/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Per insegnanti e studenti di una scuola di Gerusalemme est, il muro significa la fine delle attività
Un istituto tecnico palestinese, situato su una collina a Gerusalemme est, è stato ripetutamente colpito durante il conflitto negli scorsi 40 anni, ma la costruzione della barriera di sicurezza in Israele sul confine della Cisgiordania, ne ha ridotto la frequenza come mai prima.
 
studenti palestinesi si recano a scuola a gerusalemme estIstruzione negata. La costruzione del muro di sicurezza ha impedito a molti alunni e insegnanti dell’Industrial Secondary School di raggiungere le loro classi, riducendo così la presenza di circa due terzi, con conseguente carenza di insegnanti. I ragazzi- di età compresa tra i 16 e i 18 anni, ritornati in settembre per un nuovo anno di scuola, hanno scoperto che gli insegnanti, tutti provenienti dalla Cisgiordania, erano scomparsi. "Dicevamo agli studenti: speriamo di riaprire domani e il giorno successivo ripetevamo la stessa cosa", racconta il vicepreside Hussein Nasser, che contribuì a fondare la scuola nel 1965.
Contemporaneamente alla costruzione della contestata barriera di sicurezza attraverso la Cisgiordania, sono sorte restrizioni per i palestinesi che cercavano di attraversarla.
Visto che la scuola si trova dall’altra parte del muro, nella zona di Gerusalemme Est annessa ad Israele, molti alunni e insegnanti provenienti dai Territori palestinesi hanno ora bisogno di un permesso per raggiungerla.
Ma ci vogliono settimane per ottenere quel prezioso pezzo di carta blu che permette di passare attraverso la città santa, sempre che si riesca ad ottenerlo. La scuola ha potuto dare il via alle lezioni solo a novembre, quando la quota minima di 10 insegnanti su 65 ha ottenuto il permesso trimestrale. Una volta riaperta la scuola, gli allievi erano diminuiti di circa due terzi, passando da 300 degli anni passati agli attuali 105. Ci sono solo 27 studenti provenienti dalla Cisgiordania, rispetto ai 260 di alcuni anni fa.
Per rimediare alla carenza di insegnanti, l’amministrazione ha assunto 22 nuovi professori provenienti da Gerusalemme est, ma gli ha dovuto concedere salari più alti di quelli dei loro colleghi della Cisgiordania, a causa del maggiore costo della vita, e questo ha provocato dei malcontenti.
 
un pezzo di muro in costruzione a gerusalemme estVite interrotte dal muro. "Gli insegnanti chiedevano: ma perché devono pagare il nuovo staff più di noi? Alcuni di noi sono qui da 15-20 anni", dice Nasser, aggiungendo che un nuovo addetto alla manutenzione di Gerusalemme guadagna più di un direttore di scuola. Il vasto edificio, un reticolato di larghi e bianchi corridoi che conducono alle classi, alla lavanderia, alla sala di preghiere e a una grande mensa, è frequentato da giovani i cui studi coprono specializzazioni diverse, dalla saldatura al management alberghiero. Al piano superiore si trovano le camere da letto, occupate da un piccolo numero di studenti ammessi dopo un esame, ma oggi è quasi vuoti: solo 17 studenti dormono qui, rispetto ai 120 del passato.
"I miei genitori all’inizio non volevano che venissi qui", racconta Abdullah, un ragazzino magro di 16 anni proveniente da un villaggio vicino a Nablus, nel nord della Cisgiordania. "Avevano paura perché all’inizio dell’anno dovevo attraversare tre checkpoints per arrivare e tre per tornare a casa. Ci mettevo due ore e mezzo per raggiungere la scuola.” Ora Abdullah ha un permesso temporaneo e risiede nella scuola per evitare di impiegare più tempo ad attraversare i checkpoints che in classe. "All’inizio ero da solo", dice, ammettendo che piangeva e bagnava il letto il primo periodo della sua permanenza. Muatasem, 17 anni di Hebron, ha i capelli neri pettinati indietro e una giacca di pelle. "Prima che il muro fosse completato, venivo da Hebron tutti i giorni, mi alzavo alle 5 del mattino e arrivavo alle 8", dice questo giovane che studia da tappezziere.
"Cercavo di saltare al di là del muro, perché era basso quando lo stavano costruendo, e a volte usavo un falso certificato di residenza a Gerusalemme per mi permetteva di passare", continua.
Pur avendo dei permessi temporanei per entrare in Gerusalemme, la maggior parte dei Palestinesi del West Bank non ha però il permesso di restare dopo il tramonto. Con il consenso degli ufficiali Israeliani locali, però, gli studenti che risiedono nella scuola possono restare, ma non possono uscire dopo le sette di sera.
 
il muro di separazione a gerusalemme estMura sempre più alte. Non avendo accesso ai servizi sociali locali, se un ragazzo si ammala nel pomeriggio, un insegnate deve ricondurlo illegalmente nella Cisgiordania. "Quando raggiungono il checkpoint, gli dico di scendere dalla macchina e attraversare a piedi, anche se devono camminare a lungo, così non mi metto nei guai. Poi li vado a prendere dall’altra parte", dice Nasser. La scuola rischia delle grosse multe o addirittura la chiusura se disobbedisce alle condizioni di Israele. È stata fatta irruzione diverse volte dalla polizia di confine israeliana, aggiunge. Israele dichiara che la barriera è vitale per prevenire potenziali attacchi da parte d’infiltrati nel paese e nelle colonie. Un vasto tratto di questa si estende a est della Linea Verde che marcava il confine israeliano precedente alla Guerra dei Sei Giorni del 1967, quando lo stato ebraico occupò il Golan, Gerusalemme est, la striscia di Gaza e la Cisgiordania. Poiché l'accesso alle famiglie, al lavoro, alla scuola e ai servizi sociali viene così bloccato a molti, i Palestinesi considerano le recinzioni elettrificate, il filo spinato e le barriere di cemento come un tentativo di sottrarre loro la terra e vanificare così la realizzazione di una condizione che è stata promessa. "Non credo che tutto questo sia fatto per la sicurezza", dice Yusef Krunz, 48 anni, insegnante in quella scuola per 26 anni. "Non c’è stato dibattito, semplicemente è successo.È sempre molto difficile per noi e il peggio è avvenuto l’anno scorso a causa del muro".

Sophie Nicholson*
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