Il futuro. Alberto, dicevo, sogna di andarsene da Cuba in Brasile, in Canada, magari in
Italia: questo è il suo futuro, aiutare la famiglia. In casa ha la possibilità
di vedere 3 canali satellitari americani (in lingua spagnola), con una parabola
installata illegalmente. La sua famiglia rischia 10mila pesos di multa e il sequestro
dell'impianto (il cui costo è intorno agli 800-900 dollari). Mi dice che la tv
cubana è
'mierda', politica tutto il tempo, programmazione poco interessante, solo il sabato e
la domenica un film e la notte tutto tace.
Certo, riconosce che a Cuba ci sono vantaggi quali la scuola e la sanità gratuita,
ma vive comunque con molta tensione. Ad esempio i trasporti pubblici funzionano
malissimo, non ci sono metro, ma camejo (autobus economici, affollati, scomodi,
puzzolenti e rischiosi a causa dei furti). Meglio il taxi, che per un cubano costa
circa 10 pesos (40 centavos).
Non ci sono leggi che penalizzano l'omosessualità, però il machismo predomina
in tutti gli ambienti e si spera in cambiamenti futuri; si mormora perfino della
gaiezza di Raul, il fratello di Fidel.
I divieti. La prostituzione e la pornografia sono vietati. Non è possibile frequentare
turisti: si rischia, la prima volta, una multa di 200 pesos per 'assedio al turismo',
dopo essere stati beccati la terza volta c'è l'arresto per 4 anni. E qui devo
sottolineare che c'è anche un motivo di ordine pubblico. Il governo vuole a ragione
contrastare la piaga della pedofilia e soprattutto proteggere il turista, a volte
preda di furti, ricatti e perfino omicidi per pochi pesos.
Alberto mi dice: "Non mi piace vivere all'Avana, ci sono sempre problemi, non
c'è libertà. Non posso usare internet neppure a scuola, dove studio informatica,
a casa non ho il telefono (è molto costoso l'allacciamento), ho un cellulare ma
non posso usarlo perché una scheda costa 120 dollari. La 'comida' è costosa e
si mangiano sempre le stesse cose: riso, fagioli, carne di maiale, platano. La
mia famiglia ha il libretto per acquistare a prezzi convenienti le derrate alimentari,
ma spesso non viene utilizzato perché come nel caso del pane la qualità è pessima.
Va meglio con il caffé, lo zucchero e le uova. Tutti qui sono molto tristi, non
hanno futuro. Mi piace Cuba ma non questo sistema. Secondo me la maggioranza della
popolazione è insoddisfatta. Non possiamo nemmeno esprimere il nostro dissenso.
In ogni strada c'è un delegato che controlla tutto quello che facciamo. Se non
lavoro o non studio, sono 4 anni di prigione. Ho fatto anche questa esperienza.
A 15 anni sono stato arrestato per un mese perché, giocando con la 'pelota' ho
colpito per sbaglio il vetro di un auto militare. Mio padre ha pagato il cristallo
ed io sono stato rinchiuso assieme a persone adulte. La polizia mi colpiva con
il bastone e con calci, dormivo per terra, dovevo difendermi pure da proposte
sessuali".