Mentre l’occidente cerca di fermare l’avanzata nucleare iraniana, il Venezuela firma accordi con il paese mediorientale
L’occasione arriva dalla seconda visita in pochi mesi del presidente Ahmadinejad
in America Latina. Nel suo viaggio, oltre al leader venezuelano Hugo Chavez, Ahmadinejad
incontrerà anche l’ex guerrigliero sandinista, Daniel Ortega, ora presidente del
Nicaragua.
Petro-fratelli. Il leader venezuelano, Hugo Chavez e quello iraniano, Mahamud Ahmadinejad, tanto
amici da abbracciarsi ripetutamente in pubblico e definirsi quasi “fratelli” ,
sembrano essere d’accordo proprio su tutto, soprattutto sull' "anti imperialismo
statunitense”. Rispettivamente ottavo e quarto esportatore di petrolio al mondo,
Venezuela e Iran hanno un ruolo molto attivo ed importante all’interno accordi
che, probabilmente, avranno lo scopo di abbassare lo strapotere decisionale degli
Usa in materia di greggio.
“Ci siamo accordati per incrementare i nostri sforzi coordinati all’interno dell’Opec
– ha fatto sapere il presidente bolivariano, Chavez – e con i maggiori produttori
fuori dall'Opec per salvaguardare il prezzo del nostro prodotto principale”.
Ma sembra anche che i due presidenti, per proteggere il prezzo dell’oro nero
sul quale i loro paesi galleggiano, abbiano deciso di “appoggiare le decisioni
di tagliare la produzione di greggio”.
Fra i vari accordi stipulati anche quello che vedrà la Petropars, la compagnia
petrolifera nazionale iraniana, partecipare ai lavori di esplorazione e sviluppo
dei pozzi petroliferi della regione dell’Orinoco.
Non solo petrolio. Fra gli oltre venti accordi stipulati nel corso del tempo fra Iran e Venezuela,
uno in particolare stuzzica le fantasie degli analisti internazionali. Si tratta
di un accordo economico che prevede lo stanziamento di due miliardi di dollari
“per aiutare i Paesi amici nel mondo in via di sviluppo”. Aiuto che dovrebbe essere
utilizzato, soprattutto, per la costruzione di infrastrutture in quei paesi privi
di strade, ponti, abitazioni.
E l’obiettivo per Chavez (ma crediamo anche per Ahmadiniejad) è molto semplice:
“incoraggiare gli investimenti in quei paesi che stanno cercando di liberarsi
del giogo imperialista”.
La lotta all’ “imperialismo statunitense”, infatti, sembra essere uno dei collanti
maggiori dell’amicizia fra i due presidenti che hanno anche messo la loro firma
su accordi per il settore agricolo, per quello dell’informazione e per il settore
delle telecomunicazioni. In più i due presidenti hanno anche discusso l’eventuale
nascita di una compagnia petrolifera comune.
Alleanze. Se da un lato l’amicizia fra Ahmadinejad e Chavez era cosa conosciuta, dall’altro
si aspetta di capire cosa potrà scaturire degli altri incontri che il leader
iraniano terrà in questo viaggio in America Latina. Dopo Chavez, infatti, il presidente
Ahmadinejad, si è visto con il neoeletto presidente nicaraguese, l’ex guerrigliero
sandinista Daniel Ortega. E l’incontro sembra essere stato positivo per i due.
“Dobbiamo essere uno a fianco dell’altro – ha fatto sapere Ahmadinejad – e aiutarci
reciprocamente. I nostri due popoli hanno interessi comuni, nemici comuni e sfide
comuni”. Dello stesso avviso Ortega che ha ribadito che la vistia del numero uno
iraniano non è stata una semplice “visita protocollare”. Ahamdinejad ha partecipato inoltre alla cerimonia di insediamento del presidente
dell’Ecuador, Rafael Correa, che dopo aver confermato la sua volontà di integrazione
con i paesi socialisti dell’America Latina, ha fatto sapere “rivoluzionerà l’Ecuador”
promettendo anche una nuova carta costituzionale. Non solo. Un'altra grande novità
attende sia i cittadini del Nicaragua sia quelli iraniani. Ortega e Ahmadinejad
hanno deciso l'apertura di ambasciate nei rispettivi paesi: fino a oggi, infatti,
era l'ambasciata iraniana di stanza a Città del Messico ad occuparsi degli affari
iraniani in Nicaragua.