14/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Bolivia, violenti scontri fra simpatizzanti di Morales e sostenitori del governatore Reyes Villa per dire 'no' all'autonomia della regione
Sale la tensione nel distretto di Cochabamba. Reyes Villa, il governatore, vuole indire il referendum per l'autonomia. Contrari i fedeli del presidente Evo Morales.
 
I tafferugli a CochabambaOpposte fazioni. Contadini vicini al partito di Evo Morales, il Movimento al Socialismo, e un nutrito gruppo di giovani battezzato ‘Giovani per la Democrazia’, supporter del governatore di Cochabamba, Manfred Reyes Villa (un acceso oppositore di Morales), si sono scontrati furiosamente in ogni angolo della città a colpi di bastone e fitte sassaiole. I tafferugli hanno causato due morti e oltre cento feriti. Secondo il dirigente sindacale, Omar Fernandez, però, ci sarebbe un altro morto, ma la notizia non ha ancora avuto conferme. Alcuni uffici del governatore sono stati dati alle fiamme. La tensione resta altissima e dalle personalità politiche ed ecclesistiche arrivano appelli per il dialogo fra le parti
 
Gli scontri sono andati avanti in tutta la cittàI fatti. Da alcuni giorni la città di Cochabamba è al centro di continue manifestazioni di protesta dei contadini, in maggioranza cocaleros, chiamati a raccolta dal Movimento al Socialismo, che premono per obbligare il governatore locale, Manfred Reyes Villa (al momento solo costretto ad abbandonare la città scortato dalla polizia) a rinunciare al suo incarico istituzionale, dopo che più volte ha espresso l’intenzione di voler indire un nuovo referendum per far diventare autonomo il distretto di Cochabamba, scopo condiviso con altri governatori regionali boliviani.
La situazione, però, è iniziata a degenerare quando, lunedì scorso, la polizia di Cochabamba, alle dipendenze di Reyes, ha sparato lacrimogeni e proiettili di gomma contro i contadini, nel tentativo di disperderli mentre cercavano di occupare gli uffici della prefettura. Sul terreno, ferite, sono rimaste almeno 35 persone, fra loro anche donne e bambini.
 
Manfred Reyes Villa, governatore del distretto di CochabambaBraccio di ferro. Reyes non retrocede dalle sue posizioni, l’ha confermato più volte. Il governatore di Cochabamba, riunito con gli altri governatori dell’opposizione a La Paz, ha confermato la sua intenzione di portare avanti il referendum sull’autonomia. Non solo. Con un sorriso, ai giornalisti presenti, ha confermato che non si dimetterà mai dalla carica di governatore della regione.
C’è di più. Reyes Villa accusa il presidente boliviano Evo Morales di essere il registra delle violenze e degli attacchi ai palazzi del governatore.
Anche gli altri governatori presenti alla riunione, José Luis Paredes (La Paz), Rubén Costas (Santa Cruz), Ernesto Suárez (beni), Mario Cossio (Tarija) e Leopoldo Fernandez (Pando), accusano il governo di aver favorito lo scenario di violenza degli ultimi giorni.
Allarmanti anche le dichiarazioni dell’ex vicepresidente, Hugo Cardenas, preoccupato per una possibile guerra civile, che sostiene che la mancanza di dialogo politico fra le parti è madre della violenza di questi giorni nel paese.
Dalla chiesa cattolica boliviana, per voce di Waldo Albarracín (che si recherà a Cochabamba con verificare di persona la situazione),  arriva l’appello al dialogo fra le parti affinché si arrivi alla pace.

Alessandro Grandi

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