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Opposte fazioni. Contadini vicini al partito di Evo Morales, il Movimento al Socialismo, e un
nutrito gruppo di giovani battezzato ‘Giovani per la Democrazia’, supporter del
governatore di Cochabamba, Manfred Reyes Villa (un acceso oppositore di Morales),
si sono scontrati furiosamente in ogni angolo della città a colpi di bastone e
fitte sassaiole. I tafferugli hanno causato due morti e oltre cento feriti. Secondo
il dirigente sindacale, Omar Fernandez, però, ci sarebbe un altro morto, ma la
notizia non ha ancora avuto conferme. Alcuni uffici del governatore sono stati
dati alle fiamme. La tensione resta altissima e dalle personalità politiche ed
ecclesistiche arrivano appelli per il dialogo fra le parti
I fatti. Da alcuni giorni la città di Cochabamba è al centro di continue manifestazioni
di protesta dei contadini, in maggioranza cocaleros, chiamati a raccolta dal Movimento
al Socialismo, che premono per obbligare il governatore locale, Manfred Reyes
Villa (al momento solo costretto ad abbandonare la città scortato dalla polizia)
a rinunciare al suo incarico istituzionale, dopo che più volte ha espresso l’intenzione
di voler indire un nuovo referendum per far diventare autonomo il distretto di
Cochabamba, scopo condiviso con altri governatori regionali boliviani.
Braccio di ferro. Reyes non retrocede dalle sue posizioni, l’ha confermato più volte. Il governatore
di Cochabamba, riunito con gli altri governatori dell’opposizione a La Paz, ha
confermato la sua intenzione di portare avanti il referendum sull’autonomia. Non
solo. Con un sorriso, ai giornalisti presenti, ha confermato che non si dimetterà
mai dalla carica di governatore della regione.Alessandro Grandi
Parole chiave: bolivia, peacereporter, evo morales, alessandro grandi, pace, guerra