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Litigio. Ad
aprire le “ostilità”, salendo sul palco allestito a Juba davanti a migliaia di
persone, è stato Kiir, che ha evidenziato tutte le pecche del processo di pace:
il mancato disarmo delle milizie filo-governative nel sud, responsabili lo
scorso autunno degli scontri che a Makalal fecero almeno 100 vittime; il
non-rispetto degli accordi per la spartizione degli introiti petroliferi
(fissata al 50 percento tra nord e sud); e per finire, il mancato ritiro delle
truppe governative dalla regione del Nilo occidentale superiore. Tutti problemi
riconosciuti da el-Bashir, il quale però li imputa alla leadership del Spla, colpevole di essere entrata tardi
nelle commissioni di transizione ritardando così la messa in pratica degli
accordi. Il parziale fallimento è quindi un piano preordinato dalla capitale Khartoum
per
mettere in crisi il sud o il risultato di manchevolezze e lentezze burocratiche?
La verità sembra stare nel mezzo.
Milizie. Negli
ultimi mesi il problema del disarmo delle milizie ha preso il sopravvento.
Utilizzate da Khartoum al posto dell’esercito durante la guerra, molte di
queste formazioni armate sono ancora in attività. Secondo il presidente el-Bashir,
30 dei 40 mila miliziani in attività sarebbero stati disarmati. Numeri che
Radia Achouri, portavoce della Unmis
(la missione Onu nel Paese) contattata da PeaceReporter,
non ha potuto confermare, pur sottolineando che “il programma di disarmo sta
continuando, ma coinvolge soprattutto civili staccatisi dalle milizie”. Secondo
Smith, invece, “le milizie del sud, nonostante abbiamo una certa autonomia,
sono ancora legate a Khartoum, che le usa per esacerbare le divisioni già
esistenti nella parte meridionale. Buona parte dell’establishment del Nc non
ha mai visto di buon occhio gli accordi ed è ostile al referendum del 2011, e
le milizie sono un modo per mettere i bastoni tra le ruote. Non è un caso che
le figure coinvolte negli scontri di novembre siano tra le più vicine a
Khartoum”. Nonostante tutte le difficoltà, il processo di pace sembra tenere,
anche perché né il nord né il sud vogliono essere additati come gli affossatori
degli accordi. Ma il tempo passa e le incognite all’orizzonte restano. Matteo Fagotto
Parole chiave: sudan, spla, milizie, el-Bashir, Kiir, sud sudan, juba, Hassan Omar el-Bashir, Salva Kiir, matteo fagotto