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Una tradizione millenaria. A lanciare l’allarme è il
dottor Ahmed al-Haddad, direttore del Sana’a University Medical College, una
delle principali istituzioni mediche dello Yemen. “Secondo le ricerche che
abbiamo condotto”, continua il medico, “circa il 70 percento dei prodotti che
viene utilizzato sulle piantagioni è cancerogeno”. L’utilizzo di agenti chimici cancerogeni in agricoltura è molto
diffuso, tanto nelle piantagioni di qat che in quelle di altri prodotti
agricoli. “Secondo le nostre ricerche, l’uso di pesticidi illegali causa tra i
16mila e i 17mila casi all’anno di cancro”, conferma Nadeem Mohammed Sa’eed,
direttore del Centro Nazionale per la lotta al Cancro di Sana’a, “l’esposizione
prolungata a questo genere di prodotti è una delle cause maggiori della
diffusione della malattia”.
Pericolo grave. Ma cos’è il qat? Il qat è un albero e le sue
foglie, se masticate, secernono una sostanza che dona un senso di benessere,
aumentando la resistenza alla fatica e tenendo sveglio chi ne fa uso. Le foglie
di qat vanno tenute in bocca e masticate, anche per ore, ma mai inghiottite. Di
per sé non ha alcun effetto dannoso per la salute, anzi questa pratica è così
diffusa e popolare in Yemen e nel Corno d’Africa, che è stata legalizzata dal
governo di Sana’a. Le foglie di qat sono utilizzate regolarmente da tutti e
offerte agli ospiti come gesto di ospitalità, alimentando un fiorente mercato.
E’ abitudine consolidata quella di riunirsi tra amici, dopo il lavoro, per
chiacchierare davanti a una tazza di thè, masticando qat. Fin qui nulla di
male, ma l’utilizzo dei pesticidi ha cambiato le carte in tavola. Il governo di
Sana’a, a dicembre scorso, ha affrontato l’argomento e ha promesso
d’intervenire per porre fine all’utilizzo sconsiderato dei pesticidi, anche
perché i dati presentati dai ricercatori yemeniti sono inquietanti e ad
aggravare la situazione concorre il fatto che nei campi, di qat e non solo, la
maggior parte della manovalanza è rappresentata da minori.
Infanzia
negata. Il Consiglio Supremo per la Maternità e
l’Infanzia, un’agenzia del governo yemenita, ha pubblicato il 26 dicembre
scorso un rapporto che disegna uno scenario desolante per i minori nel Paese
arabo: povertà, analfabetismo e disoccupazione vengono individuati come i
fattori chiave del mancato rispetto dei diritti dei minori sanciti dalle
convenzioni internazionali. “Quasi la metà delle famiglie yemenite vive al di
sotto della soglia di povertà”, racconta Fathia Ahmed, portavoce del Consiglio,
“e circa il 18 percento di loro patisce la fame. Questa situazione genera una
condizione dolorosa, fatta di lavoro minorile, traffico di minori e abusi
sessuali”. Molti sono infatti i bambini che dallo Yemen vengono venduti alle
ricche famiglie saudite che non possono avere figli, e sono anche tanti i
bambini che invece di andare a scuola fanno i pastori o le sentinelle per i
traffici illeciti. Ma la maggior parte di loro finisce a fare i braccianti nei
campi agricoli, e i pesticidi cancerogeni sono l’ultimo di una lunga serie di
pericoli che incombe sulla testa di questi bambini.Christian Elia