10/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Pakistan vuole minare il confine afgano "contro il terrorismo". Ma gli Usa vogliono di più
L'aveva annunciato due anni fa, ma questa volta sembra che faccia sul serio: il Pakistan intende costruire una “barriera difensiva” lungo una parte del suo confine con l'Afghanistan. E, soprattutto, intende minare la frontiera. Una mossa che ha scatenato forti polemiche.

soldati pachistani al confine afganoContro il terrorismo”. La barriera difensiva, spiegano a Islamabad, servirà a fermare il libero transito dei guerriglieri talebani attraverso la frontiera. E’ la risposta del Pakistan a chi lo accusa di “non fare abbastanza” contro le retrovie pachistane della guerriglia. La guerra in Afghanistan è sempre più dura: nel 2006, tra attentati e bombardamenti, sono morte più di seimila persone (*) e le truppe straniere hanno subito le perdite più pesanti dall'inizio del conflitto. Secondo Stati Uniti e Onu, il governo di Islamabad non ha rispettato fino in fondo la risoluzione 1267 per lo smantellamento delle reti terroristiche legate ai talebani. Alcuni dei leader talebani presenti sulla lista dell'Onu sarebbero stati arrestati, mentre molti altri avrebbero trovato in Pakistan un rifugio sicuro. Islamabad respinge le accuse: “Siamo il Paese che più di ogni altro ha combattuto il terrorismo”. E, per dimostrarlo, srotola il filo spinato.

il ministro degli Esteri pachistano Aziz (a sin.) con il presidente afgano KarzaiMinare il confine. La decisione di piazzare mine lungo parte dei circa 2.600 chilometri di confine, già presidiato da 80 mila soldati pachistani, ha però suscitato l'immediata reazione di parte della comunità internazionale. Chris Alexander, inviato dell'Onu in Afghanistan, ha obiettato che la barriera non servirà a fermare i talebani, mentre le mine antiuomo metteranno a rischio la vita della popolazione che abita nell'area, già densamente minata. L'utilizzo di mine antiuomo è bandito dalla convenzione di Ottawa del 1997, ma il Pakistan è fra i quaranta Stati (tra cui Cina, Stati Uniti, Israele e la Federazione Russa) che hanno sempre rifiutato di firmare il trattato, quindi non sono tenuti a rispettarlo. Anche il ministro degli Esteri canadese, in visita diplomatica tra Afghanistan e Pakistan, ha duramente contestato la mossa di Islamabad: “Ci sono altre soluzioni”, ha detto Peter MacKay. Allora proponete qualcosa, ha replicato seccamente il suo omologo pachistano.

Una vecchia storia. L'opposizione maggiore è naturalmente venuta dal governo afgano. La linea di confine, la cosiddetta linea Durand, è stato disegnata nel 1893 e prende nome dal segretario agli affari esteri dell'allora Impero britannico, Sir Mortimer Durand, che firmò il trattato con l' Emiro d’Afghanistan, Abdur Rahman Shah. All'Impero britannico, che aveva bisogno di un Afghanistan cuscinetto per isolare i propri possedimenti dalla Russia zarista, tracciare quel confine serviva anche a dividere in due una popolazione, quella pashtun, che poteva essere una minaccia dall'interno. Oggi i pashtun vivono sui due lati del confine, e l'idea di un grande Pashtunistan, la terra dei pashtun, è un vecchio sogno nazionalista che ancora oggi infiamma gli animi. Inoltre, dal 1949, l'Afghanistan non riconosce più la linea Durand come confine internazionale, ritenendo quindi di avere il diritto di veto sulle scelte di Islamabad riguardo al confine conteso. Il ministro degli Esteri afgano ha infatti duramente contestato la scelta pachistana. E i governatori delle province afgane orientali hanno organizzato manifestazioni di protesta. Secondo il governatore di Zabul, “la barriera dividerebbe le famiglie”. Secondo quello di Paktika, “il Pakistan dovrebbe smettere di ospitare i terroristi anziché minare il confine”.

militari pachistani in WaziristanIncognita Waziristan. Il dittatore pachistano, generale Pervez Musharraf, ha ideato la mossa di barricare e minare il confine nella speranza di alleggerire la crescente pressione che gli Usa stanno esercitando sul Pakistan riguardo alla vera causa del problema: le basi talebane in territorio pachistano. Nella regione del Waziristan, a ridosso del confine afgano, è stato raggiunto lo scorso settembre un accordo di pace tra talebani waziri e governo pachistano, che ha segnato, almeno ufficialmente, la fine di un conflitto che ha ucciso quasi quattromila persone in due anni. Ma Washington non ha apprezzato la tregua, che avrebbe alleggerito la pressione sui talebani in Pakistan consentendo loro di intensificare gli attacchi contro le truppe straniere in Afghanistan: dopo la firma dell'accordo, la violenza è esplosa anche nelle province afgane di Paktia, Paktika e Khost, confinanti con il Waziristan, che fino ad allora erano relativamente più tranquille. Il Waziristan continua ad essere, secondo le foto satellitari che gli Usa avrebbero consegnato al Pakistan, rifugio e territorio di addestramento per i combattenti talebani e di Al Qaeda. L'amministrazione Bush, quindi, sta premendo sul governo pachistano per riprendere le operazioni militari nella zona, o per consentire all'aviazione degli Stati Uniti di farlo direttamente. Non sarebbe la prima volta.

Cecilia Strada

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