10/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un piano per proteggere i turisti dalle bande criminali di Rio de Janeiro
Un piano speciale di sicurezza per proteggere i turisti che arrivano a Rio de Janeiro, la città che da due settimane si è trasformata nel teatro di una guerriglia interna fra narcotrafficanti e milizie paramilitari, la quale ha lasciato sul terreno diciotto morti. Il corpo dei motociclisti della polizia militare presidierà tutta la Zona Sul. Si tratta della prima di una serie di misure che il governatore dello stato, Sergio Cabral, ha deciso di adottare per ridurre il pericolo di assalti e incursioni.
 
militante brasilianoLa mattanza carioca. Durante il periodo natalizio orde di uomini armati hanno attaccato autobus zeppi di gente, appiccando il fuoco e sparando su chiunque indossasse una divisa. Una maniera inequivocabile per dichiarare guerra a coloro che hanno osato sfidare la loro supremazia, ossia gruppi di paramilitari che da tempo vanno spacciandosi per angeli custodi degli abitanti delle favelas, espellendo uno a uno i criminali legati al narcotraffico. Il tutto a suon di reais. In cambio della loro protezione, infatti, impongono una sorta di tassa da sborsare regolarmente e, una volta preso il totale controllo del quartiere, iniziano a trarre profitti illeciti dalla gestione dei collegamenti illegali delle Tv satellitari e degli allacciamenti del gas, oppure organizzando servizi di trasporto alternativi i cui lauti proventi gonfiano le loro tasche.
 
Scheletro di autobus bruciato, dato alle fiamme dai narcotrafficanti in rivoltaLa tolleranza. Sono squadroni composti da poliziotti, vigili del fuoco, agenti penitenziari ed ex poliziotti, che a quanto riferisce il quotidiano O Globo ormai fanno il bello e il cattivo tempo in 92 delle 700 favelas registrate ufficialmente nella capitale carioca. Una vera e propria forza di sicurezza parallela, tollerata dalle istituzioni. “In città esiste un vero esercito di sicurezza molto particolare, formale e informale, all’interno del quale si contano le milizie. Senza questo tipo di investimento, ossia senza questa tassa da pagare, non sarebbe possibile tenere ordine in questi luoghi della città”, ha spiegato Daniel Plá, presidente del Consejo de Commercio Minorista di Rio, il quale spiega che il 60 percento dei commercianti del popolare mercato San Sebastiano, nel centro della città, “pagano” per la sicurezza una “tassa” che può arrivare fino al 5 percento del fatturato.
 
Auto della polizia di fronte a uno degli autobus dati alle fiamme a RioPiano combinato. La nuova strategia prevede un cambiamento anche nella struttura organizzativa delle pattuglie: 24 su 24 saranno sotto la ferrea supervisione di un comandante che, contrariamente a quanto avvenuto finora, avrà completa autonomia decisionale nelle emergenze, potendo quindi agire prontamente senza dover aspettare il via libera dei superiori. In tutto saranno messi a disposizione il doppio degli uomini dispiegati finora: 276 agenti contro 140, concentrati nei due tratti più caldi della città carioca. L’idea è comunque arrivare a un piano d’azione combinato fra lo Stato e il governo federale, per intraprendere un’azione capillare che riesca a sradicare il crimine organizzato. Intanto, da Brasilia arriveranno 600 uomini che pattuglieranno le tangenziali e le principali vie d’accesso. Si tratta degli agenti più addestrati provenienti dalle più svariate realtà del Paese.  
 
Da San Paolo. A chiedere l’intervento del governo centrale è anche il governatore di San Paolo, José Serra, impegnato da mesi in una lotta serrata contro la criminalità organizzata catalizzata intorno al Primero Comando da Capital, che ha messo a ferro e fuoco la città a più riprese fra la primavera e l’estate scorsa. L’intento è spaccare la spina dorsale al contrabbando di armi e droga che finanzia l’intera catena criminale.  

Stella Spinelli

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