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La mattanza carioca. Durante il periodo natalizio orde di uomini armati hanno
attaccato autobus zeppi di gente, appiccando il fuoco e sparando su chiunque
indossasse una divisa. Una maniera inequivocabile per dichiarare guerra a
coloro che hanno osato sfidare la loro supremazia, ossia gruppi di paramilitari
che da tempo vanno spacciandosi per angeli custodi degli abitanti delle
favelas, espellendo uno a uno i criminali legati al narcotraffico. Il tutto a
suon di reais. In cambio della loro protezione, infatti, impongono una sorta di
tassa da sborsare regolarmente e, una volta preso il totale controllo del
quartiere, iniziano a trarre profitti illeciti dalla gestione dei collegamenti
illegali delle Tv satellitari e degli allacciamenti del gas, oppure
organizzando servizi di trasporto alternativi i cui lauti proventi gonfiano le
loro tasche.
La tolleranza. Sono squadroni composti da poliziotti, vigili del fuoco,
agenti penitenziari ed ex poliziotti, che a quanto riferisce il quotidiano O
Globo ormai fanno il bello e il cattivo tempo in 92 delle 700 favelas
registrate ufficialmente nella capitale carioca. Una vera e propria forza di
sicurezza parallela, tollerata dalle istituzioni.
Piano combinato. La nuova strategia prevede un cambiamento anche nella
struttura organizzativa delle pattuglie: 24 su 24 saranno sotto la ferrea
supervisione di un comandante che, contrariamente a quanto avvenuto finora,
avrà completa autonomia decisionale nelle emergenze, potendo quindi agire
prontamente senza dover aspettare il via libera dei superiori.
Stella Spinelli
Parole chiave: Brasile, San Paolo, Rio de Janeiro, milizie paramilitari, favelas