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Non-assamesi nel
mirino. L’ultimo attacco la notte scorsa, contro un accampamento a bordo strada
dove dormono gli operai che lavorano nelle fornaci per mattoni. Nei giorni
scorsi erano stati presi di mira perfino i lattai che fanno consegne a
domicilio.
Trattative e guerra.
Dietro questa sanguinosa e razzistica offensiva lanciata dall’Ulfa, c’è però soprattutto
la volontà dei ribelli assamesi di dimostrare al governo di Nuova Delhi di
essere ancora una forza minacciosa, con cui “conviene” trattare. I negoziati
tra ribelli e governo si sono infatti interrotti a settembre e il governo ha ripreso
la sua offensiva militare. L’obiettivo dell’Ulfa è quindi quello di riportare
il governo federale al tavolo delle trattative. Ma per ora l’unico risultato
ottenuto è una decisa reazione militare da parte di Nuova Delhi, che ha
risposto militarizzando lo stato, proclamando un coprifuoco indefinito e
ordinando una gigantesca operazione di rastrellamento nelle giungle dove si
nascondono i guerriglieri.
I pretesti del
conflitto. La guerriglia secessionista assamese, iniziata nel 1979, è costata
finora almeno 15mila morti e inaudite sofferenze per una popolazione
schiacciata tra l’incudine delle violenze e delle violazioni dei diritti umani
compiuti dall’esercito indiano, e il martello delle efferatezze e dei soprusi
compiuti
dai guerriglieri. Il Fronte di Liberazione Unito dell’Assam sostiene di lottare
in difesa della popolazione assamese, ridotta in povertà da uno stato centrale
che pensa solo a sfruttare le risorse locali, e per la creazione di uno Stato
d’Assam
indipendente e socialista. E’ vero che in Assam la povertà è dilagante,
nonostante sia uno degli stati più ricchi dell’India. Ma per l’Ulfa, la povertà
è solo uno strumento di propaganda e reclutamento (la disoccupazione fornisce
molti combattenti al movimento).
Le vere cause. In
realtà dietro questa guerra ci sono ragioni economiche e internazionali: il
controllo delle risorse di questo ricchissimo stato (petrolio e tè) e soprattutto
– come per il conflitto in Kashmir – l’intramontabile volontà del nemico
storico dell’India, il Pakistan, di sostenere ogni movimento armato
anti-indiano. I potenti servizi segreti pachistani, l’Isi, hanno sempre
sostenuto, finanziato, armato e addestrato i combattenti dell’Ulfa. I guerriglieri
assamesi pare godano anche della protezione del vecchio Pakistan orientale, l’odierno
Bangladesh, che contrariamente alla Birmania e al Butan non ha mai intrapreso
azioni militari contro le basi dell’Ulfa esistenti sul proprio territorio. Enrico Piovesana