08/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Scoperto in Siria uno scenario bellico antico 5500 anni, la prima guerra dell'umanità
“Si tratta del più antico esempio di guerra dell’umanità”, parola di Clemens Reichel, archeologo dell’istituto orientale dell’università di Chicago. Reichel, assieme al suo team di ricerca e ad alcuni colleghi del governo siriano, lavora da mesi presso il sito archeologico di Tel Hamoukar, nel nordest della Siria, vicino al confine con l’Iraq e la Turchia.
 
Proiettili di pietra rinvenuti nel sito di HamoukarWar zone. “L’intera area dei nostri scavi più recenti era una zona di guerra” ha spiegato Reichel annunciando la scoperta alla stampa. Gli archeologi hanno scoperto resti di mura di mattoni collassate in seguito a pesanti bombardamenti e incendi. Attorno alla barriere sono stati trovati 1200 proiettili di forma ovale e circa 120 palle d’argilla di misura maggiore. Nel sito sono stati trovati anche oggetti e vasellame proveniente dalle città del sud, ma solo nei livelli superiori – e dunque posteriori – a quelli con i resti della battaglia. “il quadro è inconfutabile –spiega Raichel- se non furono gli abitanti di Uruk a lanciare quei proiettili, certamente se ne avvantaggiarono”. Questa scoperta rivoluziona in un certo senso la storia dell’espansione delle civiltà della Mesopotamia, e trova conferme in un altro sito archeologico nel nord della Siria, quello di Tel Brak. Gli archeologi inglesi che lo hanno studiato recentemente sostengono che anche a Tel Brak nel 4000 a.C. esisteva una civiltà sviluppata che avrebbe cessato di esistere 500 anni dopo, nello stesso periodo della battaglia a Tel Hamoukar. Clemens Reichel spiega che l’interesse del sito di Tel Hamoukar sta anche nel fatto che la battaglia deve aver colto di sorpresa gli abitanti della città, lo si capisce dal fatto che in diversi punti le macerie hanno seppellito degli ambienti abitati, preservandoli, un po’ come avvenne con le rovine di Pompei.
 
Proiettili d'argilla. A sinistra, proiettile deformato dopo l'impatto1200 proiettili. Gli scavi nella zona, iniziati nel 1999, avevano già rivelato l’esistenza di città antiche 4 mila anni nella parte settentrionale della Mesopotamia. Fino ad ora gli studiosi ritenevano che la culla della civiltà fosse stato il sud della terra tra i due fiumi -dove sorgeva la città di Uruk- e che le popolazioni del nord fossero state successivamente colonizzate. Ma gli scavi ad Hamoukar hanno dimostrato che anche allora esistevano civiltà sviluppatesi in modo indipendente dal sud, entrate nell’orbita di Uruk con una guerra che sarebbe avvenuta intorno al 3500 a.C. “Hamoukar è uno dei siti archeologici più importanti, non solo in Medio Oriente, ma nel mondo” ha dichiarato il vice ministro della Cultura siriano, Abdel Razzaq Moaz, specificando che le recenti scoperte gettano luce su un’epoca cruciale: “un punto di svolta nella storia della civiltà”.
 
Clemens Reichel durante gli scaviUsa e Siria. I progetti di cooperazione in campo archeologico tra Stati Uniti e Siria sono in corso da anni e non sembrano risentire né del clima, politicamente teso, tra i due governi, né della vicinanza con il conflitto iracheno, per il quale Washington accusa Damasco di consentire il passaggio di miliziani sul territorio siriano verso l’Iraq. “Ci hanno accolto come vecchi amici” ha dichiarato Clemens Reichel. “La ripresa del progetto congiunto tra Siria e Stati Uniti –commenta Abdel Razzaq Moaz- mostra come i siriani siano interessati a collaborare nel campo dell’archeologia, questo ci permette di migliorare gli scambi culturali e la comprensione tra i due popoli, condividendo un’eredità che appartiene all’umanità intera”.
 

Naoki Tomasini

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