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Il rapporto. Secondo il documento di 127 pagine presentato martedì 2 gennaio, non ci sono
“prove sostanziali” che la pena di morte serva, ed è anzi “non in linea con gli
standard sempre più evoluti della decenza”. La commissione fa notare inoltre che
i costi legali negli anni che vanno dalla sentenza all’esecuzione sorpassano quelli
del mantenimento a vita di un detenuto, e propone che “i soldi risparmiati con
l’abolizione della pena di morte vengano usati per le famiglie delle vittime”.
Una proposta che fa particolarmente piacere a Richard Pompelio, padre di un ragazzo
ucciso e direttore del New Jersey Crime Victims' Law Center, che davanti alla commissione ha sottolineato l’importanza di questo punto:
“Le spese legali per i condannati a morte nel New Jersey dal 1982”, dice al telefono
a PeaceReporter, “ammontano a circa 250 milioni di dollari, mentre le famiglie delle vittime
ricevono solo un contributo federale per il funerale”. Infine, la commissione
ha concluso che “l’interesse penalistico nel giustiziare un piccolo numero di
persone colpevoli di omicidio non può giustificare il rischio di compiere un errore
irreversibile”.
Tendenza verso l’abolizione. Sarebbe un’abolizione praticamente simbolica. Dalla reintroduzione della pena
di morte nel 1982, dopo la sospensione di tutte le esecuzioni negli Usa a opera
della Corte Suprema negli anni Settanta, il New Jersey non ha infatti giustiziato
nessuno, e l’ultima esecuzione risale addirittura al 1963. Al momento nel braccio
della morte, in attesa di un'esecuzione sempre più improbabile, ci sono nove detenuti.
Ma non è solo una questione di simboli. Il rapporto della commissione si inserisce
in una tendenza in atto da alcuni anni negli Stati Uniti, che ha galvanizzato
gli oppositori della pena capitale. I numeri dicono che le esecuzioni negli Usa
sono in continuo calo: nel 2006 sono state 53, quasi la metà rispetto a sette
anni prima. I sondaggi, che in passato evidenziavano sempre una maggioranza favorevole
alla pena di morte, ora rivelano una sostanziale parità tra i due campi. Negli
ultimi due anni, un crescente numero di giudici ha riconosciuto che l’iniezione
letale provoca dolori non necessari ai condannati, costituendo quindi una pena
“crudele e inusuale”, vietata dalla Costituzione. Prima del New Jersey, già l’Illinois
e il Maryland avevano imposto una moratoria sulle esecuzioni. La marea, insomma,
sembra essere cambiata.Alessandro Ursic
Parole chiave: new, jersey, commissione, pena, morte, esecuzioni, moratoria