22/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



James Baker, mediatore Onu tra Marocco e Sahara Occidentale, lascia il suo posto
james baker III“Le dimissioni di James Baker ci preoccupano moltissimo. Siamo stati informati direttamente da Kofi Annan della decisione del suo inviato speciale; per noi questo è un colpo durissimo”.
 
A parlare è Omar Mih, portavoce della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) per l’Italia. Praticamente l’ambasciatore del Sahara Occidentale a Roma, certo se non si parlasse di un territorio occupato militarmente dall’esercito del Marocco a metà degli anni Settanta che aspetta da quel momento il riconoscimento di uno status internazionale.
 
Il tono di voce di Mih è preoccupato. James Baker, segretario di Stato degli Stati Uniti d’America al tempo dell’amministrazione di Bush senior, svolge da tempo il compito di ambasciatore delle Nazioni Unite in aree di crisi. Kofi Annan, Segretario Generale dell’Onu, lo aveva nominato suo inviato personale per la questione del Sahara Occidentale. Ora queste dimissioni rischiano di complicare il lavoro svolto fino a questo punto.
 
“Siamo di fronte ad una sconfitta per il processo di pace”, spiega il portavoce dei Saharawi, “potrebbero andare in fumo tutti i tentativi compiuti dalle Nazioni Unite negli ultimi anni per raggiungere un accordo soddisfacente e pacifico tra Marocco e Saharawi. Baker si è impegnato tantissimo per risolvere l’ultimo, incredibile episodio di colonialismo in Africa. Il popolo Saharawi gli rende omaggio per il grande lavoro svolto, nonostante i suoi sforzi siano stati sistematicamente sabotati dal governo marocchino che gode dell’appoggio e della protezione della Francia che non hai mai mancato di far valere il suo peso politico di membro permanente del Consiglio di Sicurezza”.
 
La domanda è cosa resta del lavoro di Baker? A che punto è il dialogo tra Marocco e Sahara Occidentale? “Oggettivamente rimane il lavoro svolto che non va assolutamente smarrito- dice Omar Mih- e mi riferisco alla risoluzione 1493 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, più nota come Piano Baker. E’ un documento fondamentale, approvato dal Consiglio nel 2003, con richiesta di attuazione alla parti. Noi lo abbiamo già accettato. Il Marocco, di rinvio in rinvio, ha posticipato la decisione ad ottobre 2004”.
 
In cosa consiste il Piano Baker? “E’ un documento fondamentale, dal quale non ci distaccheremo mai”, dichiara il dirigente della RASD, “esso sancisce il diritto all’autodeterminazione della popolazione che abita la parte di Sahara Occidentale occupato dal Marocco, da esprimere con un referendum popolare. Questo punto rimane irrinunciabile per noi, rispetto a qualsivoglia piano di pace. L’obiettivo della lotta del popolo saharawi è quello di raggiungere una decolonizzazione corretta e definitiva del Sahara Occupato, come non è mai accaduto da quando la Spagna abbandonò il nostro territorio, all’epoca colonia di Madrid, al proprio destino e arrivò l’occupazione marocchina”.
 
Quindi almeno un punto fermo in questa vicenda è stato chiarito, ma la situazione potrebbe complicarsi. “Ora Baker se ne va e si corre il rischio che venga vanificato tutto il lavoro fatto fino a questo punto”, dice Mih, “non desisteremo mai dalla nostra resistenza, ma siamo preoccupati dal momento delicato in cui arrivano queste dimissioni. Proprio ora…”.
 
In un conflitto che dura da trent’anni, quando la guerra finisce per diventare routine, riesce difficile individuare un momento diverso da un altro, ma i Saharawi non sono d’accordo.

“Da qualche tempo la Wessex, una compagnia petrolifera inglese, ha iniziato le trivellazioni esplorative della piattaforma di l’Aaiun, nel Sahara occupato”, spiega il portavoce della RASD, “in violazione di qualsivoglia trattato internazionale. Fino a quando le nazioni Unite non si pronunceranno sullo status internazionale del Sahara occupato è vietato lo sfruttamento delle risorse naturali dello stesso. Il Marocco si sta portando avanti con il lavoro. Il tempo stringe e queste dimissioni non ci volevano proprio”.

Christian Elia

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