30/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La Corte Costituzionale ordina alle banche di ridare i soldi ai risparmiatori beffati dalla crisi del 2001
La Corte Costituzionale argentina ha messo la parola fine alla sentenza simbolo della crisi economica che ha gettato in ginocchio l’intero Paese. Le banche dovranno ridare fino all’ultimo centesimo dei soldi depositati da coloro che hanno sporto querela, con un però: le cifre depositate in dollari torneranno nelle tasche dei legittimi proprietari convertite in pesos. Una beffa che gli argentini non riescono a mandare giù: “Questa non è giustizia”, gridano.
A raccontarci lo stato d’animo che accomuna tanti, tutti gli argentini di quella classe media che ha visto fra il 2001 e il 2002 aprirsi un vortice che ha risucchiato soldi, speranze, sacrifici di una vita, è Manuel Ferreira, l’attore di Buenos Aires che ha messo in scena nelle sale di tutta Italia lo spettacolo “Gente come uno”. Un monologo in cui lo spettatore viene coinvolto proprio in quella disperazione dei nuovi poveri, in quella “rabbia nel vedere un Paese ricco e abbondante di risorse ritrovarsi oggi privato di tutto.  Rabbia nel vedere la gente piegata, senza lavoro, senza casa, senza copertura medica. Rabbia di vivere nella paura del futuro. Di non sapere più oggi cos’è un popolo una nazione una patria”.  
 
 Di Manuel Ferreira
 
gente che protesta contro le bancheCome sempre la giustizia in Argentina, ti lascia un amaro... molto difficile da digerire. Dopo l'ultima dittatura militare, nessun argentino ha più creduto ai mezzi di comunicazione, alla politica, alla giustizia. Quando alla radio senti il meteo che dice "domani c'è il sole", state sicuri che tutta l'Argentina uscirà prendendo l'ombrello.
 
Cosa penso di questa sentenza? Penso a tutti quelli che sono morti di rabbia, di ira, di frustrazione e angoscia per non aver potuto riavere i risparmi. Penso a questi cinque lunghi anni. Penso che nessuna sentenza può ridare in dietro realmente quello che l’Argentina ha person. Gente che è si è ammalata per la preoccupazione, la desolazione. Ecco quelli non tornano in dietro con una sentenza.
 
Signora con la pentola che protesta contro la crisi economicaSenza garanzie. Questa è gente che si è sentita appesa a un filo, un filo manovrato dalle banche. E mi chiedo, chi può credere ancora in una banca? Che garanzie abbiamo come cittadini di fronte a Governi che non ridanno fiducia ai risparmiatori. Forse noi argentini, abbiamo memoria corta e ricadiamo negli stessi errori. E forse rimetteremo i soldi nelle banche. Ma anche qui: come rifar partire un'economia senza risparmi? Non lo so... E’ che d’altra parte, non riesco a immaginare quale altro tipo di soluzione o sentenza sarebbe stata possibile.
 
Chi si è arricchito? Mi vengono in mente tutti quegli italiani, che mi fermano e mi dicono: "Ci avete fregato con i bond argentini, eh!" , ma chi ha fregato chi? Se i risparmiatori italiani hanno perso i loro soldi e i risparmiatori argentini non solo hanno perso i soldi, ma sono stati anche traditi e derubati dal non rispetto della legge, allora chi ci ha guadagnato? Dove sono finiti quei soldi?
 
Gente accampata fra materassi e roba vecchiaEx snob. Personalmente non ho visto nessuna banca fallire, né in Argentina, né in Italia, per questa crisi. Chi paga i piatti rotti? E poi, con tutti i problemi che ci sono in Argentina, chi può pensare ancora alla classe media argentina, pure un po’ snob, truffata per l'ennessima volta…
E quindi penso a mio padre, immigrato dalla Galizia in Argentina, senza studi, ma con un sogno: un futuro per i suoi figli e un figlio "dottore". Penso a mio padre che per anni ha temuto che suo figlio si mettesse in politica, "che entrassi in ambienti pericolosi". Penso a mio padre che si chiedeva perché suo figlio dovesse fare teatro se studiava per fare l'economista. Penso a mio padre che ora sta molto bene, ma che anche lui nel 2001 ha perso una parte importante dei suoi risparmi. Mio padre che guarda il telegiornale incredulo e mi dice: "E io che volevo lasciarvi qualcosa tutta per voi. E io che sempre ho avuto paura che i comunisti ci rubassero tutto… invece guarda qui, sono le banche ad averci portato via anche le mutande"