Rio de Janeiro si è svegliata fra scontri a fuoco e autobus in fiamme: 18 i morti
Rio de Janeiro si è svegliata fra scontri a fuoco e autobus in fiamme: diciotto
i morti accertati, decine i feriti. Dalle prime luci dell’alba squadre di uomini
armati hanno scorrazzato a destra e a manca attaccando posti di polizia e autobus
di linea. Varie zone della capitale carioca sono state teatro di scorribande furibonde,
riproponendo un copione già visto nei mesi
scorsi a San Paolo.
Adesso Rio è sotto l’assedio delle forze di polizia aiutate da quelle militari.
L’urgenza è riprendere il controllo di una città che in particolare in questo
periodo dell’anno è meta di un turismo di massa, in vista della Festa de reveillon di Copacabana.
La lista dei raid. Gli attacchi sono iniziati con l’assalto a due autobus che percorrevano una
delle arterie principali, quella che costeggia la favela di Cidade Alta, nel Cordovil.
Testimoni hanno raccontato che otto uomini armati hanno appiccato l’incendio a
un primo mezzo, senza dare il tempo a nessuno dei passeggeri di scendere. Molti
sono morti prigionieri del fuoco. Decine i feriti: una donna versa in gravi condizioni
per le ustioni riportate.
Con l’arrivo della polizia militare, poi, si è scatenato un violento scontro
a fuoco. Poco più avanti un altro bus è stato dato alle fiamme, gli automobilisti
si sono precipitati in un fuggi fuggi generale e la calma è tornata solo dopo
molte ore.
Per tutta la mattina si sono susseguiti attacchi ad autobus e posti di polizia.
Tre i mezzi incendiati nell’area di Bangu, da dove sembra sia partito l’ordine
di attaccare. L’area di Cidade Nova è stata attaccata a colpi di granate. Lo stesso
per Campinho. Molte zone sono state chiuse preventivamente. Tutti i corpi di polizia
sono stati chiamati a intervenire.
Nella zona sud, un militare di guardia al palazzo dove vive un deputato, nella
zona di Lagoa, è stato freddato con 12 colpi di pistola.
Scene di panico anche nella bianca spiaggia carioca. Nella Praia de Botafogo, mitragliatrici alla mano, un gruppo di uomini ha ammazzato un agente e una
venditrice ambulante.
Attacchi anche a nord della città. Due poliziotti sono stati uccisi nell’area
Del Castilho e un bandito è stato freddato nella favela Nova Holanda, fra Maré
e il quartiere di Rocha Miranda. Impugnava un M16, arma usata dalle truppe statunitensi.
Ma chi c’è dietro questo tiro al bersaglio contro la polizia? Molti analisti attribuiscono la firma di quanto accaduto alla cupola dei narcotrafficanti.
Negli ultimi tempi la situazione in alcune delle favelas-chiave del traffico
di stupefacenti sta cambiando e ai boss della droga non piace. Milizie formate
da poliziotti, ex agenti, pompieri, agenti penitenziari e militari stanno pian
piano prendendo il controllo dei quartieri più poveri e violenti di Rio, buttando
fuori uno a uno i capi mafia legati al narcotraffico. Nella zona di Maré, per
esempio, nell’ultimo mese le ‘milizie dell’ordine’ hanno preso possesso di tre
delle 17 favelas dell’area, espandendo la loro influenza nella zona sud di Rio.
Il loro intento pare sia contrastare la criminalità organizzata. I loro mezzi:
armi e violenza. Spesso questi gruppi stipulano una sorta di contratto con i sindaci
che li ingaggiano come vigilantes. Il loro compito è fare la ronda per le strade
del quartieri e cacciare chiunque puzzi di droga e denaro sporco.
E le istituzioni stanno a guardare. Milizie illegali, dato che vi partecipano perfino poliziotti in servizio, ma
che le istituzioni considerano una sorta di male minore nell’inferno delle favelas
carioca, una sorta di risposta alla criminalità dilagante.
La zona est è diventata un vero paradiso delle milizie: solo la favela Cidade
de Deus resta fuori del loro raggio d’azione. In questa parte della città è dagli
inizi degli anni Settanta che operano le milizie, tanto che da decenni il traffico
di droga è tagliato fuori. Il tutto dietro una tassa di sicurezza che gli abitanti
sborsano ai miliziani, i quali si finanziano anche gestendo i trasporti alternativi,
i collegamenti clandestini alle Tv via cavo e le forniture di gas. Per farsi benvolere
è regola l’assistenzialismo. Spesso i miliziani sono visti come veri supereroi,
tanto che alcuni gruppi usano nomi quali Batman e tanto di logo sulle divise per
distinguersi.
È contro di loro, contro i miliziani, contro i poliziotti che ne sono parte integrante,
che la mafia del narcotraffico ha scatenato la mattanza. Loro sono il nemico.
Loro il bersaglio da centrare per riappropriarsi di un territorio, quello dei
quartieri poveri, dove da sempre le bande fanno il bello e il cattivo tempo.