06/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



E' morto Valery Melis, soldato italiano, malato di leucemia dal suo ritorno dal Kosovo

Soldati italiani in KosovoAl suo ritorno dalla ultima missione nei Balcani nel 1999, Valery Melis, 25 anni, cagliaritano, caporalmaggiore dell’esercito italiano si era ammalato di leucemia. Linfoma di Hodgkin, la patologia contratta da molti militari, italiani e stranieri, dopo aver preso parte a missioni effettuate in zone di guerra in cui si è fatto ricorso a bombe all’uranio impoverito.

Valery ha combattuto la sua guerra contro la malattia sostenuto solo dalla famiglia e dagli amici, nella totale indifferenza delle istituzioni, militari e civili. All’inizio l’esercito gli ha perfino tolto lo stipendio. I rimborsi per costose cure sono stati del tutto inadeguati. “Nessun ufficiale è mai venuto a trovarmi in ospedale, raccontava Melis, nessun militare di vertice è mai venuto a portarmi la sua solidarietà”.
 
Petizioni parlamentari, interrogazioni al Presidente del Consiglio e ai ministri della Difesa e della Salute, lettere al Presidente della Repubblica non sono servite a niente. Un suo amico e commilitone conterraneo, il tenente Cristiano Pireddu, si è fatto allora alfiere della causa di Valery, scrivendo lettere ai giornali e partecipando a trasmissioni televisive. L’esercito lo ha sospeso dal servizio.
Solo grazie a una colletta di solidarietà i genitori di Valery hanno potuto pagare il trapianto di midollo di cui il ragazzo aveva bisogno. Ma non bastava. In Italia non ci sono le strutture adatte per curare la sua malattia: doveva andare negli Stati Uniti o in Gran Bretagna. Ma questo sarebbe costato molto. La famiglia Melis ha allora insistito perché i vertici militari riconoscessero a loro figlio lo stato di servizio, così da poter pagare le spese. Niente.
 
Uranio impoveritoLe condizioni di Valery, sottoposto a dialisi ogni 48 ore, sono andate progressivamente peggiorando, finché lo scorso 23 gennaio è stato ricoverato in rianimazione all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Ma neanche questo ha smosso le coscienze dello Stato e dell’esercito. Anzi.
Sabato scorso è intervenuta la polizia per disperdere un corteo non autorizzato organizzato dagli amici di Valery cui hanno preso parte i familiari del giovane. Le forze dell’ordine sono intervenute quando i manifestanti hanno raggiunto la sede del comando militare regionale scandendo slogan contro l’esercito, accusato di aver abbandonato un proprio soldato. Al termine della manifestazione una delegazione si è recata in ospedale per consegnare ai Melis il frutto di una colletta.
 
Il giorno dopo allo stadio di Cagliari, prima della partita, gli “Sconvolts”, gruppo di tifosi cagliaritani al quale Valery apparteneva, hanno lasciato vuoto lo spazio della Curva Nord solitamente da loro occupato, esponendo lo striscione: “Valery voi l’avete dimenticato, noi no! Fuori la verità”. Un lungo applauso, poi, ha accolto il messaggio di solidarietà letto dallo speaker dello stadio prima dell'inizio dell’incontro.
 
Valery è morto mercoledì sera.

Enrico Piovesana

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