28 dicembre 2006
10.40 ''Alcuni membri del governo ad interim somalo sono già a Mogadiscio per
prenderne il controllo. Le truppe etiopi e i federali sono in città.
Sono in corso saccheggi e sparatorie ovunque e il quartier generale
delle Corti islamiche è già stato saccheggiato. Le Corti si stanno
riorganizzando a Kismayo''. Lo racconta a PeaceReporter, raggiunto
telefonicamente, lo scrittore somalo Mohamed Abdinoor.
8.43 ''Abbiamo
ritirato da Mogadiscio le nostre forze, con tutti i comandanti e i
subordinati che erano all'opera in città. Non ci sono più milizie delle
Corti Islamiche. Adesso è il popolo somalo che sta resistendo. Non
abbiamo lasciato la capitale nel caos. Ce ne siamo andati per evitare
bombardamenti a tappeto, dal momento che le forze etiopiche stanno
perpetrando un genocidio a danno dei somali''. A parlare, al telefono
con al-Jazeera, è lo sceicco Ahmed, capo del comitato esecutivo del
Sics, il Consiglio Islamico Supremo della Somalia, le cosidette Corti
Islamiche.
8.16 Dopo le prime indiscrezioni giornalistiche, è giunta
la conferma ufficiale, attraverso un comunicato delle forze governative
federali somale. Le truppe del governo ad interim, appoggiate dalle
truppe etiopiche, entro due o tre ore entreranno a Mogadiscio. Le Corti
islamiche hanno ritirato dalla città uomini e mezzi armati ''per
evitare bombardamenti a tappeto''.
8.03 Il
vertice delle Corti Islamiche avrebbe dato l'ordine di abbandonare
Mogadiscio. E' quanto riporta il canale satellitare al-Jazeera, secondo
cui le forze governative, appoggiate dall'Etiopia, stanno entrando
nella capitale somala per prenderne il controllo.
27 dicembre 2006
17.28 In un comunicato reso noto oggi pomeriggio, l'Unione
Africana ha chiesto all'Etiopia di ritirare immediatamente le proprie
truppe dalla Somalia. L'appello è stato sottoscritto anche dalla Lega
Araba e dall'Ienter Governmental Agency for Development, un'agenzia che
raggruppa tutti i Paesi dell'Africa orientale. E' la prima volta che
l'Unione Africana adotta una posizione così dura nei confronti
dell'Etiopia, che ospita ad Addis Abeba la sede dell'organizzazione.
15.58 - Il governo di Gibuti ha lanciato un appello
all'Etiopia perché ritiri le truppe dalla Somalia e favorisca la
ripresa dei colloqui tra governo e Corti islamiche. Le autorità
gibutine temono infatti che il conflitto possa estendersi alle altre
nazioni del Corno d'Africa, destabilizzando ulteriormente la regione.
15.02 - L'esercito
somalo avrebbe conquistato la città di Balad, a circa 25 km dalla
capitale Mogadiscio. Un portavoce del governo ha reso noto che le forze
somalo-etiopi si attesteranno attorno alla capitale, ma che non
attaccheranno per evitare un bagno di sangue tra i civili. L'obiettivo
sarebbe quello di costringere le Corti a deporre le armi senza
combattere.
13.31 - Le truppe governative e i militari etiopi sarebbero
a circa 30 km dalla capitale Mogadiscio, secondo quanto riferito da
fonti locali. La notizia non è stata confermata dalle Corti islamiche,
che continuano a definire l'abbandono di numerosi centri abitati da
parte dei propri uomini "un semplice ripiegamento strategico".
12.17 -
La Croce Rossa Internazionale ha reso noto che gli aiuti umanitari
destinati alla popolazione somala dovrebbero giungere regolarmente a
destinazione, nonostante le difficoltà logistiche causate
dall'escalation del conflitto. La Cri starebbe mantenendo contatti con
la Corti islamiche e l'Etiopia per assicurarsi che gli aiuti, destinati
alle città di Baidoa e Mogadiscio, giungano a destinazione.
11.15 - Secondo un portavoce del governo le truppe somale,
sostenute da contingenti etiopi, si starebbero dirigendo a Balad, un
centro abitato tra Jowhar e Mogadiscio. Lo stesso portavoce ha comunque
smentito la possibilità che le truppe governative entrino a Mogadiscio
in giornata.
10.27 - Truppe
governative, sostenute da carri armati etiopi, sono entrati stamane
nella città di Jowhar, a circa 90 km a nord della capitale Mogadiscio.
Residenti locali hanno confermato la notizia. Le Corti islamiche si
sarebbero ritirate dalla città, ma secondo i portavoce delle milizie
islamiche il ritiro sarebbe solo un ripiegamento tattico mirante a
difendere la capitale Mogadiscio, in previsione di una guerra
lunga.
09.15 - Le Corti islamiche hanno lanciato una controffensiva per fermare l'avanzata
delle truppe somalo-etiopiche verso Mogadiscio. Il Programma alimentare mondiale
ha, intanto, sospeso tutte le operazioni e sta per ritirare il proprio personale
dal Paese del Corno d'Africa.
08.23 - Nel nord della città di Jowhar sono ripresi gli scontri fra le truppe
governative sostenute da Addis Abeba e le forze islamiche. Il Consiglio di Sicurezza
dell'Onu nel frattempo si è
riunito d'urgenza a porte chiuse, per trovare una soluzione e decidere sulla
richiesta di ritiro delle forze straniere dal territorio somalo,
ma non ha raggiunto nessun accordo.
Dopo più di una settimana di violenti combattimenti e due giorni di bombardamenti
aerei,
le truppe etiopi che sostengono il governo di transizione somalo hanno conquistato
diverse città che erano controllate dalle Corti islamiche e avanzano verso Mogadiscio,
dove le milizie integraliste si sono ritirate.
L'Etiopia con il governo. Domenica, i caccia-bombardieri e gli elicotteri da guerra di Addis Abeba hanno
sganciato bombe e missili sulle città di confine di Beledweyne, nel
centro del Paese, e di Galcaio, più a nord. Lunedì l'aviazione etiope ha colpito
più in profondità, bombardando
l'aeroporto
di Mogadiscio e quello di Balidogle. E martedì è inizata la marcia su Mogadiscio
dei 15-20mila soldati che l'Etiopia ha segretamente inviato in Somalia nei mesi
scorsi a protezione del
governo di transizione, stanziato a Baidoa.
L'Eritrea con le Corti. A fianco delle forze musulmane somale, ora in fuga dalle città riconquistate
dagli etiopi e dal governo, combattono invece alcune migliaia di
soldati eritrei clandestinamente inviati dal governo di Asmara nel
tentativo di contrastare quella che l’Eritrea – storia nemica
dell’Etiopia – definisce la politica “imperialista” di Addis Abeba nel
Corno d’Africa. Il rischio, tutt’altro che remoto a questo punto, è la
regionalizzazione del conflitto somalo con la riesplosione della guerra
tra Etiopia ed Eritrea, finita nel 2000.
Gli Usa con l'Etiopia contro le Corti. Gli Stati Uniti, che dopo l’11 settembre 2001 hanno rafforzato il
proprio sostegno all’Etiopia (unico Paese cristiano e filo-occidentale
della regione), accusano le Corti Islamiche di voler instaurare in
Somalia un regime integralista di tipo “talebano” e di avere contatti
con al-Qaeda. La loro vittoria, secondo Washington, trasformerebbe la
Somalia in un nuovo pericoloso santuario del terrorismo internazionale,
per giunta in una regione assai delicata per la sia vicinanza alle
rotte del petrolio mediorientale.