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In coincidenza con la stagione del raccolto del riso,
iniziata il mese scorso, l’esercito della giunta militare birmana ha minato tutte
le risaie, i villaggi e i sentieri dei distretti settentrionali dello Stato
Karen. Lo scopo è impedire ai contadini karen di lavorare nei campi, così da
affamare le comunità che costituiscono la base sociale della loro guerriglia
indipendentista. Un crimine di guerra che, come ogni anno, provoca non
solo drammatiche carestie, ma anche un drastico aumento delle vittime da mina
tra
la popolazione civile locale.
Civili vittime delle
mine e del cinismo. La scorsa settimana – riferisce Human Rigths Watch sulla base di proprie fonti
locali – tre persone sono morte e otto sono rimaste mutilate nella zona di Mon
a causa dell’esplosione di una mina piazzata dall’esercito addirittura nel
cortile-cucina di un’abitazione privata.
Civili come apripista
sui campi minati. Ma il cinismo del regime militare non si ferma qui. L’esercito
infatti continua a costringere la popolazione locale a fare da ‘apripista’, obbligandola
sotto la minaccia delle armi a camminare davanti ai soldati per ‘sminare’ i
sentieri minati dai guerriglieri del Knla. Secondo fonti di Hrw, l’ultimo caso
risale solo a pochi giorni fa, quando dodici contadini del distretto di Tangoo
sono stati costretti a camminare davanti a una colonna di soldati della 66esima
divisione di fanteria. Enrico Piovesana