02/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La denuncia dell'ultimo rapporto dell'Osservatorio italiano sulla salute globale
A distanza di due anni dal primo, esce il secondo rapporto dell’Osservatorio italiano sulla salute globale (Oisg), e con circa 350 pagine sottolinea la diseguaglianza nella salute, nel rischio di malattia e nella possibilità di cura. Una diseguaglianza crescente nelle diverse parti del mondo, la cui conseguenza viene sottolineata dal titolo del libro: “A caro prezzo”, si paga con la vita.

La copertina del libro Risposte da dare. Bastano poche domande, poste in quarta di copertina, a dare un’idea chiara della situazione mondiale. Perché in Giappone la speranza di vita è di 48 anni più lunga che in Sierra Leone? Perché ogni anno muoiono 11 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni e quasi tutti nascono nei paesi a scarso sviluppo? Perché in Inghilterra un manovale  vive in media 7 anni in meno rispetto a un professionista? Perché in Italia le persone con livello di istruzione superiore hanno una probabilità doppia di ricevere un trapianto di rene rispetto a quelle con un livello di istruzione inferiore? Il rapporto dell’Osservatorio fornisce gli strumenti per approfondire, farsi un’idea di quanto succede intorno e di cui forse a molti manca il polso della situazione. “Le correlazioni sono quanto mai evidenti: alla base di questo terribile eccesso di mortalità ci sono la deprivazione materiale, i bassi livelli d’istruzione, la pressoché totale impossibilità di accedere liberamente a servizi sanitari di base, essenziali e qualificati” scrive Gavino Maciocco, presidente dell’Oisg, riferendosi ai milioni di bambini che non raggiungono i cinque anni, i due terzi dei quali potrebbero essere salvati “garantendo l’accesso ai servizi sanitari di primo livello, tanto efficaci quanto economici”, e riferendosi ai milioni di morti per Hiv/Aids, “soprattutto in Africa sub-Sahariana, anche per la mancanza di farmaci (troppo costosi), di attrezzature e di personale adeguato (sistemi sanitari allo sfascio)”. Per non parlare dei morti per tubercolosi, malaria, mortalità materna: l’elenco è lungo.

Logo dell'Osservatorio italiano sulla salute globale (http://www.saluteglobale.it) Crimine contro l’umanità. “In un’epoca nella quale abbiamo conoscenze e mezzi necessari per contrastare gran parte delle malattie, si può accettare che vi siano persone, gruppi, paesi nei quali ‘è rischio di morte il nascimento’, come scriveva Giacomo Leopardi, nei quali superato questo rischio se ne incontrano altri, e si vive perciò un terzo o la metà degli anni di cui beneficiano i privilegiati? Come si può definire questo fenomeno, se non come un crimine contro l’umanità?” scrive Giovanni Berlinguer, eurodeputato, componente della Commission on Social Determinants of Health dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’Oisg, nato con l’obiettivo di promuovere il diritto alla salute a livello globale e di fornire strumenti di analisi e valutazione utili alla definizione di appropriate strategie e azioni, fornisce con i suoi rapporti gli elementi per rifiutare questo crimine e opporvisi. Tanti contributi, per un libro che aiuta ad aprire gli occhi e a scandalizzarsi, che stimola società civile, tutte le persone che la compongono, a porsi interrogativi e a pretendere le risposte, ma non ancora una volta sulla carta, con impegni altisonanti poi disattesi. Risposte fatte da numeri concreti, che possano testimoniare un cammino verso l’uguaglianza nel diritto alla salute. E alla vita.

 

Valeria Confalonieri

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità