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Risposte da dare. Bastano poche domande, poste in quarta di copertina,
a dare un’idea chiara della situazione mondiale. Perché in Giappone la
speranza di vita è di 48 anni più lunga che in Sierra Leone? Perché
ogni anno muoiono 11 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni e quasi
tutti nascono nei paesi a scarso sviluppo? Perché in Inghilterra un
manovale vive in media 7 anni in meno rispetto a un
professionista? Perché in Italia le persone con livello di istruzione
superiore hanno una probabilità doppia di ricevere un trapianto di rene
rispetto a quelle con un livello di istruzione inferiore? Il rapporto
dell’Osservatorio fornisce gli strumenti per approfondire, farsi
un’idea di quanto succede intorno e di cui forse a molti manca il polso
della situazione. “Le correlazioni sono quanto mai evidenti: alla base
di questo terribile eccesso di mortalità ci sono la deprivazione
materiale, i bassi livelli d’istruzione, la pressoché totale
impossibilità di accedere liberamente a servizi sanitari di base,
essenziali e qualificati” scrive Gavino Maciocco, presidente dell’Oisg,
riferendosi ai milioni di bambini che non raggiungono i cinque anni, i
due terzi dei quali potrebbero essere salvati “garantendo l’accesso ai
servizi sanitari di primo livello, tanto efficaci quanto economici”, e riferendosi
ai
milioni di morti per Hiv/Aids, “soprattutto in Africa sub-Sahariana,
anche per la mancanza di farmaci (troppo costosi), di attrezzature e
di personale adeguato (sistemi sanitari allo sfascio)”. Per non parlare dei
morti per tubercolosi, malaria, mortalità materna: l’elenco è lungo.
Crimine contro l’umanità. “In un’epoca nella quale abbiamo conoscenze e mezzi necessari per contrastare
gran parte delle
malattie, si può accettare che vi siano persone, gruppi, paesi nei
quali ‘è rischio di morte il nascimento’, come scriveva Giacomo
Leopardi, nei quali superato questo rischio se ne incontrano altri, e
si vive perciò un terzo o la metà degli anni di cui beneficiano i
privilegiati? Come si può definire questo fenomeno, se non come un
crimine contro l’umanità?” scrive Giovanni Berlinguer, eurodeputato,
componente della Commission on Social Determinants of Health
dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’Oisg, nato con l’obiettivo
di promuovere il diritto alla salute a livello globale e di fornire
strumenti di analisi e valutazione utili alla definizione di
appropriate strategie e azioni, fornisce con i suoi rapporti gli
elementi per rifiutare questo crimine e opporvisi. Tanti contributi,
per un libro che aiuta ad aprire gli occhi e a scandalizzarsi, che
stimola società civile, tutte le persone che la compongono, a porsi
interrogativi e a pretendere le risposte, ma non ancora una volta sulla
carta, con impegni altisonanti poi disattesi. Risposte fatte da numeri
concreti, che possano testimoniare un cammino verso l’uguaglianza nel diritto
alla salute. E alla vita.
Valeria Confalonieri