21/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Bolivia, l’ex presidente Sanchez de Losada accusato di omicidio e genocidio dalla magistratura
 
Consegna "a sorpresa" all'ex presidente Goni del plico di documenti con le accuse a suo caricoLa magistratura boliviana ha chiesto alla Corte Suprema di Giustizia l’emissione di un ordine di arresto per l’ex presidente Gonzalo Sanchez de Losada, accusato di omicidio e genocidio per i fatti avvenuti nel 2003 durante la tristemente famosa “guerra del gas”. Insieme a lui altri due accusati eccellenti: l’ex ministro della Difesa, Carlos Sanchez Berzain, e l’ex ministro degli Idrocarburi, Jorge Berindoague.
Sanchez de Losada fece reprimere nel sangue (i morti furono 60 e decine i feriti) le manifestazioni della popolazione (indigeni e poliziotti, ma anche insegnanti e contadini) che chiedeva le dimissioni del presidente e un’equa ridistribuzione dei proventi derivati dalla vendita degli idrocarburi, oltre ad una nuova politica economica.
Dopo le violenze, le morti e le continue sollecitazioni popolari, Sanchez de Losada abbandonò la poltrona presidenziale a favore di Carlos Mesa: per la Bolivia sarebbe iniziato un nuovo periodo storico che l’avrebbe traghettata verso la presidenza del cocalero Evo Morales.
Sanchez de Losada fu il presidente che negli anni 80 diede inizio alla svendita delle risorse naturali boliviane alle compagnie multinazionali statunitensi e francesi. Risorse naturali che non sono rinnovabili.
 
Le manifestazioni contro "Goni", come veniva chiamato Sanchez de LosadaPerché dell’accusa. “Per genocidio si intende l’uccisione di persone civili inermi senza armi e senza distinzione alcuna”, fa sapere Giovanna Vitriano, giornalista esperta di America Latina e fondatrice del sito internet Selvas.org “la questione è legata ai diritti umani. Io ho diritto alla vita e a manifestare il mio pensiero. Se qualcuno spara addosso ai manifestanti (come nel 2003) commette un genocidio”.
La Vitriano ricorda anche che la notizia dell’imputazione di Losada era nell’aria già da tempo. “Le organizzazioni di difesa dei diritti umani avevano da subito chiesto alla magistratura l’incriminazione di Losada, ma lui si era rifugiato negli Usa e non se ne fece nulla”.
In più la giornalista vuole ricordare che “Losada è stato raggiunto negli Usa dal rappresentante dell’Assemblea per i diritti umani che gli ha recapitato l’avviso di garanzia con la richiesta di presentarsi in tribunale. Gli Usa, però, non hanno mai concesso l’estradizione”.

Alessandro Grandi

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