Bolivia, l’ex presidente Sanchez de Losada accusato di omicidio e genocidio dalla magistratura
La magistratura boliviana ha chiesto alla Corte Suprema di Giustizia l’emissione
di un ordine di arresto per l’ex presidente Gonzalo Sanchez de Losada, accusato
di omicidio e genocidio per i fatti avvenuti nel 2003 durante la tristemente famosa
“guerra del gas”. Insieme a lui altri due accusati eccellenti: l’ex ministro della
Difesa, Carlos Sanchez Berzain, e l’ex ministro degli Idrocarburi, Jorge Berindoague.
Sanchez de Losada fece reprimere nel sangue (i morti furono 60 e decine i feriti)
le manifestazioni della popolazione (indigeni e poliziotti, ma anche insegnanti
e contadini) che chiedeva le dimissioni del presidente e un’equa ridistribuzione
dei proventi derivati dalla vendita degli idrocarburi, oltre ad una nuova politica
economica.
Dopo le violenze, le morti e le continue sollecitazioni popolari, Sanchez de
Losada abbandonò la poltrona presidenziale a favore di Carlos Mesa: per la Bolivia
sarebbe iniziato un nuovo periodo storico che l’avrebbe traghettata verso la presidenza
del cocalero Evo Morales.
Sanchez de Losada fu il presidente che negli anni 80 diede inizio alla svendita
delle risorse naturali boliviane alle compagnie multinazionali statunitensi e
francesi. Risorse naturali che non sono rinnovabili.
Perché dell’accusa. “Per genocidio si intende l’uccisione di persone civili inermi senza armi e
senza distinzione alcuna”, fa sapere Giovanna Vitriano, giornalista esperta di
America Latina e fondatrice del sito internet Selvas.org “la questione è legata
ai diritti umani. Io ho diritto alla vita e a manifestare il mio pensiero. Se
qualcuno spara addosso ai manifestanti (come nel 2003) commette un genocidio”.
La Vitriano ricorda anche che la notizia dell’imputazione di Losada era nell’aria
già da tempo. “Le organizzazioni di difesa dei diritti umani avevano da subito
chiesto alla magistratura l’incriminazione di Losada, ma lui si era rifugiato
negli Usa e non se ne fece nulla”.
In più la giornalista vuole ricordare che “Losada è stato raggiunto negli Usa
dal rappresentante dell’Assemblea per i diritti umani che gli ha recapitato l’avviso
di garanzia con la richiesta di presentarsi in tribunale. Gli Usa, però, non hanno
mai concesso l’estradizione”.