19/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Le Tigri liberano 24 ragazzi rapiti. Ma il reclutamento continua, da entrambe le parti
bambini Tamil profughi in Sri LankaVentiquattro studenti tra i sedici e i diciassette anni sono stati rapiti lunedì sera, insieme a due insegnanti, nel distretto di Ampara, sulla costa orientale dello Sri Lanka. I ragazzi, tra cui cinque maschi e diciassette ragazze, stavano seguendo un corso di preparazione agli esami scolastici che avrebbero dovuto sostenere questa mattina. L'esercito cingalese ha immediatamente accusato del sequestro i ribelli del Fronte di liberazione delle Tigri Tamil, che li avrebbero rapiti per arruolarli tra le loro fila. Un portavoce delle Tigri ha più tardi confermato l'episodio, ma ha aggiunto che si sarebbe trattato di “un grosso sbaglio”. “E' vero, sono stati alcuni giovani membri delle Tigri, ma hanno commesso un grosso errore e li abbiamo subito espulsi dal movimento – ha dichiarato Rasaiah Ilanthirayan –, stiamo restituendo i ragazzi ai loro genitori”. L'avventura dei ventiquattro dovrebbe quindi finire bene, ma i rapimenti di minori nello Sri Lanka restano un grave problema, la cui colpa non ricade solo sulle Tigri.

Bambini per le Tigri. Lo scorso novembre ha destato scalpore il rapporto di Allan Rock, inviato speciale delle Nazioni Unite, in missione in Sri Lanka per valutare i passi compiuti dalle parti in lotta nell'ambito del cosiddetto 'Piano d'azione per i bambini vittime del conflitto', un accordo stipulato tra governo e ribelli delle Tigri a seguito dei negoziati di pace del 2002. Il Piano d'azione, concertato con l'Unicef, prevedeva la fine dell'arruolamento dei minori e il rilascio di coloro che, ancora ragazzi, erano stati coscritti nelle rispettive fila. Secondo la relazione di Allan Rock, le Tigri Tamil non hanno rispettato i patti: il reclutamento continua, con 315 nuovi casi denunciati dalla fine di aprile ad oggi, e i ribelli devono ancora liberare diverse centinaia di bambini rapiti.
 
militare dell'esercito cingaleseLa complicità del governo. Ma non solo loro sono finiti sul banco degli accusati. Ad arruolare ragazzini – con 135 casi denunciati nello stesso periodo di tempo – sono stati anche i paramilitari del gruppo Karuna, guidati dal colonnello Muralidharan, un ex militante delle Tigri da cui si è separato nel 2004 e che oggi combatte contro di loro. Soprattutto, ha denunciato l'inviato Onu suscitando lo sdegno (e gli insulti) dell'esecutivo cingalese, “ci sono prove forti e credibili che le forze di sicurezza governative sostengano e a volte partecipino attivamente al rapimento e al reclutamento forzato di bambini da parte della fazione Karuna”. E' infatti improbabile, come sostengono anche i genitori dei minori scomparsi, che i Karuna possano attraversare i posti di blocco governativi con furgoncini pieni di bambini senza che le forze di sicurezza se ne accorgano, tanto più che molti quartier generali dei Karuna – dove alcuni bambini sono stati avvistati giorni dopo la loro scomparsa – sono presidiati dalla polizia cingalese.

Buoni propositi. A seguito del rapporto di Allan Rock, le parti in conflitto hanno manifestato la loro disponibilità a intensificare gli sforzi per raggiungere gli obbiettivi del Piano d'azione. Le Tigri hanno anche fissato una data – il primo gennaio 2007 – per completare il rilascio dei bambini ancora nelle loro fila. Ma non sembra probabile che questi ragazzi possano festeggiare l'anno nuovo nelle loro case. Intanto in Sri Lanka continuano le violenze, che solo quest'anno – con buona pace del cessate il fuoco del 2002, ormai carta straccia – avrebbero ucciso 3.400 persone e causato decine di migliaia di sfollati.

Cecilia Strada

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