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I grandi fratelli. “Il dialogo con il presidente Alvaro Uribe per cercare una
via d'uscita a questa crisi riprenderà non appena la Colombia sospenderà la
fumigazioni", ha precisato il ministro degli Esteri Francisco Carrión, che
ha anche informato della rottura diplomatica l'Organizzazione degli Stati
Americani (Oea) e le Nazioni Unite, alle quali ha chiesto di intervenire.
Secondo il ministro, il governo Uribe non ha rispettato l’accordo e questo “ha
generato un sentimento anticolombiano e una reazione ostile dell’opinione
pubblica” ecuadoriana.
Testimone oculare. Questa la testimonianza rilasciata a PeaceReporter da una
donna colombiana che vive nel Sur de Bolivar e che è stata testimone di una
fumigazione: “Quel veleno è micidiale – ha raccontato - Guardate, questi sono
i
pomodori che crescono intorno a casa mia. Pieni di macchie bianche. E’ un
incubo. Dicono che l’obiettivo è debellare le piantagioni di coca, ma a farne
le spese siamo noi povera gente. Sulla pelle ha la stessa consistenza
dell’olio. Ma prude. Gli occhi bruciano, lacrimano. E’ insopportabile. E poi i
mal di testa, il vomito, la diarrea, specialmente nei più piccoli. Per non
parlare delle conseguenze a lungo raggio. Due donne hanno abortito pochi giorni
dopo e in altri villaggi qua intorno qualcuna ha partorito bambini deformi. E
un uomo è morto. Stava lavorando proprio i campi fumigati. Non ha avuto
scampo”.
Il dito nella piaga. E così, l’Ecuador considera questa decisione di Uribe un “atto di
ostilità” contro un paese da sempre “estremamente solidale” con la Colombia,
dalla quale riceve migliaia di sfollati ogni anno. “Ci sono più di mezzo
milione di colombiani fuggiti nel nostro paese valicando quel confine
e la maggioranza è senza documenti. Questa risposta è d’inimicizia e sta
deteriorando le nostre relazioni”. Ed è mettendo il dito nella piaga che
l’Ecuador ha deciso di reagire: sta infatti pensando di chiudere la frontiera
ai desplazados e di rispedire in patria tutti i colombiani rifugiati e
senza documenti. Stella Spinelli
Parole chiave: Colombia, fumigazioni, Ecuador, Rafael Correa, Alvaro Uribe