19/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli ultimi aggiornamenti della situazione in Palestina
scritto per noi da
Stefano Grossi
 
Gerusalemme - Oggi pomeriggio  intorno alle sei di sera locali (le 17 in Italia), il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, parlerà alla nazione palestinese per rispondere al lungo discorso di sabato del presidente Abu Mazen. Fonti vicino al leader di Hamas in ogni caso hanno fatto filtrare l’anticipazione che il leader manderà un invito alla calma, e non si esclude un’apertura per un prossimo governo di unità nazionale. Mentre sempre fonti vicino a Hamas, affermano che Haniyeh non intenda ritornare sull’episodio della sparatoria al suo rientro al valico di Rafah, quando in pratica militanti di Fatah e polizia dell’Anp hanno aperto il fuoco sull’auto nella quale viaggiava. 
 
La violenza non cessa. Intanto il bollettino giornaliero delle violazioni alla tregua tra Hamas e Fatah - siglato domenica notte - continua ad aggiornarsi e registra nuovi episodi di violenza nella notte tra lunedì e martedì nella Striscia, con un morto e svariati feriti durante uno scontro all’ospedale di Gaza City. La sparatoria è iniziata quando poliziotti fedeli a Hamas hanno tentato di arrestare un militante di Fatah accusato di essere coinvolto negli scontri dei giorni scorsi. Sempre lunedì notte, un rapimento lampo, tre ore in tutto, di un ministro di Fatah, Abu Zaidah, da parte di militanti di Hamas, si è concluso con il rilascio dell’ostaggio in buone condizioni, il quale si è detto più preoccupato per le conseguenze politiche del rapimento che della sua sorte.  Inoltre si sono registrati colpi di mortaio sulla spiaggia di Gaza dove ha sede il comando dell’intelligence dell’Autorità nazionale palestinese, colpi andati in ogni modo a vuoto.
Durante la visita di ieri, lunedì,  in Israele e Palestina del premier  inglese Tony Blair, che ha incontrato prima il presidente palestinese Abu Mazen  alla Muqada e successivamente il premier israeliano Ehud Olmert a Gerusalemme, nella conferenza stampa congiunta il primo ministro israeliano ha annunciato che in pochi giorni sarà costituito un comitato con l’Autorità palestinese per un negoziato sul rilascio dei prigionieri, con il compito di indicarne i nomi.
 
L'uomo della svolta. E’ escluso comunque, per adesso, qualsiasi clemenza per il leader di Fatah  Marwan Barghouti, condannato all’ergastolo per cinque omicidi, tuttavia il negoziato riguarderebbe anche i ministri del governo palestinese, riconducibili a Hamas, ancora agli arresti.  Il premier israeliano  Olmert, che ha subordinato  sempre ogni trattativa innanzi tutto con la liberazione del caporale israeliano Shalit ( rapito a Gaza mesi fa),  ha affermato “ che questo  suo atteggiamento  sul rilascio del caporale potrebbe cambiare in futuro”, mandando un segnale forte ad Abu Mazen. Nell’incontro con il presidente palestinese, invece,  Blair ha affermato che “ le prossime settimane sono cruciali per il processo di pace, per intensificare gli aiuti all’Anp, e muoversi verso una pacifica soluzione per due stati”. Per contro Abu Mazen ha discusso con Blair per  il congelamento delle enclavi israeliane nei Territori, e che “la costruzione del Muro di divisione accresce l’isolamento di Gerusalemme”. Abu Mazen, sempre a margine dell’incontro con il premier inglese, si è detto convinto che “ la migliore via per uscire dalla crisi  politica comunque rimane la formazione di un governo tecnico di unità nazionale con Hamas, la soluzione ottimale per tutti i palestinesi”.
 Intanto fonti della Farnesina indicano il 21 dicembre prossimo un viaggio lampo del ministro degli Esteri Massimo D’Alema nei Territori. 
Categoria: Guerra
Luogo: Israele - Palestina