Si può, in nome della democrazia, stravolgere le regole democratiche? Quello
che sta accadendo in Palestina, nella striscia di Gaza, non può lasciarci indifferenti.
Il presidente Abu Mazen indice nuove elezioni (senza fissare ancora la data) per
il parlamento e il presidente e coloro che legittimamente hanno vinto le elezioni
gridano al "golpe". Dice il presidente palestinese: "E' un diritto costituzionale.
Ho la facoltà di decidere quello che voglio. Lasciamo decidere il popolo".
Dunque,
il successore di Arafat non vuole mettere in carcere i rappresentanti di Hamas
ma il partito fondamentalista non ci sta lo stesso e si mobilita nelle piazze.
E si contano già i primi morti.
C'è il rischio concreto di una guerra civile.
L'alternativa era quella di un governo di unità nazionale ma quelli di Hamas hanno
fatto sapere che non poteva essere deciso dagli americani e dagli israeliani.
Certo, meglio Al Fatah di Hamas. Meglio i laici dei fondamentalisti islamici.
Ma siamo tutti d'accordo a calpestare le regole in nome della "convenienza"?
E
se la situazione nella striscia di Gaza dovesse degenerare?