18/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Sedici minorenni rapiti, e c'è chi sostiene siano molti di più, nell'ultima ondata di sequestri a Port au Prince.
 
Ormai ad Haiti i rapimenti a scopo di estorsione sono all’ordine del giorno. Quasi tutti gli imprenditori, stranieri e non, sono stati sequestrati almeno una volta e in alcuni casi l’epilogo è stato drammatico.
Ma se prima veniva rapito chi, bene o male sarebbe riuscito a pagare un riscatto, adesso le cose stanno cambiando. E gli interrogativi aumentano.
 
un uomo viene perquisito perchè sospettato di essere un sequestratoreI fatti. Mercoledì 13 dicembre nel disastrato e periferico quartiere di La Plaine, nella capitale Port au Prince, alcuni individui armati di kalasnikov e pistole automatiche hanno rapito 12 studenti haitiani che si stavano recando a scuola. Secondo alcuni testimoni che si trovavano nei pressi pare che i malviventi abbiano in un primo momento bloccato il mezzo e poi l’abbiano dirottato verso una località indefinita.
Ma non è stato l’unico caso della giornata: più o meno nella stessa zona altri quattro ragazzi sono stati sequestrati mentre si trovavano a bordo dell’auto del padre. Dopo essere stati costretti a scendere dalla vettura nella quale si trovavano, sono stati fatti salire a bordo dell’auto dei rapitori e condotti chissà dove.
 
Scritte sui muri della capitale haitiana, Port au PrinceI rimedi. Pattuglie della polizia e della Minustah (i caschi blu dell’Onu presenti sull’isola dalla cacciata dell’ex presidente Aristide) sono state dispiegate in ogni angolo della capitale per cercare di recuperare quanto prima i ragazzi, ma senza successo.  E la speranza è che non accadano ancora fatti come quello di venerdì 15 dicembre, quando un uomo accusato di far parte della banda che ha sequestrato gli studenti è stato linciato dalla folla, che ha poi dato in pasto ad un maiale il suo cadavere.
La situazione ha davvero preso una brutta piega, tanto che alcune organizzazioni femministe martedì mattina, si erano date appuntamento davanti al ministero della Giustizia per chiedere azioni concrete da parte del governo contro la spaventosa ondata di violenza che sta devastando l’isola.
“La confusione ha preso il sopravvento – ha affermato Frantz Elde, commissario di polizia – e nemmeno noi sappiamo con esattezza se i minorenni rapiti siano quindici, sedici o ventidue. Questi rapimenti stanno minando la già traballante società haitiana”.
Dello stesso avviso il giornalista Francesco Fantoli che si pone anche delle domande. “Non è la prima volta che si sente parlare di rapimenti di minorenni. Chi li rapisce sa benissimo che mettendo in mezzo i bambini avrà una pubblicità maggiore. Il problema è capire chi fomenta questo tipo di delinquenza e chi riesce a finanziare l’acquisto di armi e le operazioni di sequestro. In città qualche ipotesi è già stata fatta ma senza prove è meglio non dire nulla”.
 
Alessandro Grandi
Parole chiave: haiti, rapimenti, aristide, guerra pace,
Categoria: Bambini, Diritti
Luogo: Haiti
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