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Il gioco. In un’apocalittica New York di un futuro imprecisato, dopo che oscure profezie
bibliche si sono avverate provocando milioni di morti, una popolazione di atei
rischia di cadere nelle grinfie di un finto politico che in realtà è l’Anticristo.
Per salvare il mondo, i virtuosi dovranno convertire gli atei al cristianesimo,
difendendosi dalle forze del male con la preghiera, ma anche sporcandosi le mani
uccidendo i soldati dell’Anticristo. Un esercito russo-arabo ha sterminato la
popolazione mondiale, Israele è miracolosamente salvo, i veri credenti sono saliti
in paradiso, l’Anticristo è un lugubre rumeno, nonché ex segretario generale dell’Onu,
che di cognome fa Carpathia: Left Behind, si sarà capito, è un polpettone che mescola precetti e spauracchi del classico
repertorio politico-religioso evangelico. Roba di nicchia in Europa ma non negli
Usa, dove si contano oltre 60 milioni di evangelici: tanto che la collana degli
omonimi libri ha venduto circa 63 milioni di copie. Ma in un momento storico in
cui gli Usa sono stati accusati di aver lanciato una crociata contro il mondo
islamico, temi del genere sono esplosivi.
La protesta. Tre gruppi cristiani liberal-progressisti si sono scagliati contro Left Behind, definito a turno “violento”, “pericoloso”, “immorale”, “antitetico al messaggio
di Gesù Cristo”, “istruttivo videogioco per la guerriglia religiosa” e persino
“negativo per la società civilizzata e la stessa democrazia costituzionale”. “Dopo
che hai ucciso qualcuno, devi ricaricare i tuoi punti-anima e per farlo ti dedichi
alla preghiera. Credo che il messaggio sia estremamente chiaro”, ha detto Clark
Stevens, co-direttore di Campaign to Defend the Constitution, uno dei gruppi che si sono scagliati contro il videogame. Come spesso accade
nelle controversie su un prodotto venduto un po’ dappertutto, di mezzo ci è finita
la Wal-Mart, che tra l’altro ha messo Left Behind sugli scaffali di circa un punto vendita su venti. La compagnia si è difesa
sostenendo che “la decisione di quali prodotti offrire nei nostri negozi è basata
su quello che crediamo i nostri clienti vogliano comprare”. Come a dire: gli affari
sono affari. Ma detta da una società che in passato ha scelto di non vendere la
pillola del giorno dopo, o i cd di gruppi rock con testi un po’ spinti, la risposta
non può soddisfare i critici di Left Behind.
Le difese dei produttori. “La realtà è che il nostro gioco diffonde la preghiera e l’adorazione di Dio,
e non ci sono uccisioni in nome di Dio. Ci sono morti ammazzati, sì, ma è un videogioco.
La base del gioco è il benessere spirituale”, si è difeso Troy Lyndon, amministratore
delegato dalla Left Behind Games, che si definisce un “discepolo di Cristo”. E intanto gongola: le vendite iniziali
del videogame sono andate benissimo, dice, e in fondo le polemiche sono tutta
pubblicità gratuita. Ma anche Lyndon ce l’ha con Wal-Mart, perché nei suoi ipermercati Left Behind viene collocato nella sezione videogiochi,
mentre secondo lui il gioco punta a una clientela di cristiani non necessariamente
smanettoni. Per questo, la casa produttrice sta cercando di espandere la rete
di vendita anche ai tanti Christian stores disseminati negli Usa. Se a Natale lo scoprono le mamme evangeliche per i loro
figli, per l’Anticristo si fa dura.Alessandro Ursic
Parole chiave: left, behind, evangelici, anticristo, israele, videogioco, wal-mart