13/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Scritto per noi da
Marco Sacchetti
 
Si è svolta all’Avana, dal 30 novembre al 4 dicembre, la 23° edizione dell’ Habana Jazz Plaza Festival, che quest’anno coincideva con le solenni celebrazioni posticipate (sabato 2 dicembre) del Compleanno del Presidente Fidel Castro, col 50° anniversario dello sbarco del Granma e della fondazione delle FAR (Forze Armate Rivoluzionarie). Il tutto è culminato con una parata militare e un’oceanica marcia  in Plaza de la Revolucion, forse la più grandiosa manifestazione popolare degli ultimi 40 anni (oltre mezzo milione di persone) dov’era attesissima da delegazioni di tutto il mondo la “riapparizione” in pubblico del convalescente Lidér Maximo. Purtroppo il Comandante en Jefe non è stato in condizione di partecipare e il fratello Raul ha condotto la cerimonia.
 A una rappresentanza di ben 24 musicisti nordamericani è stato negato il visto di entrata a Cuba dal governo USA che ripropone le solite limitazioni del bloqueo.
Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi nell’Hotel Habana Libre il 25 novembre, alla presenza del presidente Chucho Valdés e del Vice Presidente dell’Instituto Cubano della Musica,  Alexis Vazquez Aguilera, si è preferito non comunicare i nomi dei jazzisti americani, proprio per non creare loro conflitti interni e problemi artistici, a seguito di eventuali “rappresaglie governative.
La Costa Rica è stata rappresentata dal Patricio’s Trio e dal brillantissimo gruppo del pianista Luis Monge y Swing en 4. Segnaliamo il talento del giovane Davide Castro, bassista elettrico di questo interessante quartetto, che si è trattenuto altri tre giorni negli studi avaneri Abdala per realizzare il proprio terzo CD, intitolato “Con otro swing”, dedicato a  temi intramontabili del genere bolero internazionale.
La Colombia schierava la bassista svizzera Nathalie Gampert y Bajos Distintos e il Messico un “Jazz Trio”. C’è anche un gruppo Boliviano, che combina il Jazz con sonorità tipicamente andine.
Per il Sudafrica quest’anno partecipava il gruppo di Suthukazi Airoso mentre si è riconfermato il sassofonista canadese Hugh Fraser, presentandosi con una big band di 15 elementi. Canadese anche il duo formato da Lynn Mc donald  e David Restivo. Tra i “nordici”, la Svizzera è stata ben rappresentata dal trio di Markus Moser, la Cecoslovacchia da Rudy Linka e  la Svezia da Gunnar Andreas Berg.
Tra le star consolidate del Jazz cubano figuravano naturalmente il trio dell’eclettica e trascinante pianista, cantante e percussionista Bellita Exposito col bassista Miguel Miranda (“y su Jazz Tumbatà”) che hanno chiuso il Festival con una entusiasmante jam session al club la Zorra y el Cuervo.
Il Jazz italiano, tra i più evoluti d’Europa, risultava purtroppo anche quest’anno assente ingiustificato. Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Roberto Gatto, Antonello Salis, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso (tanto per fare dei nomi) e moltissimi altri che già da anni praticano il Latin Jazz, hanno suonato in tutto il mondo ma non sono mai venuti ad esibirsi “ufficialmente” a Cuba.
Il Jazz, non solo Latino, ma anche quello più contaminato, interetnico e mediterraneo, è soprattutto (aldilà di ogni business, non ce lo dimentichiamo) un linguaggio globale, omnicomprensibile, dove tutti gli artisti attraverso l’improvvisazione possono entrare in sintonia, senza barriere, anche parlando lingue diverse. E’ la musica della libertà espressiva, veicolo  di pace, solidarietà, spiritualità, ritualità, interazione creativa e conoscenza tra tutti i popoli del Pianeta.
 
Parole chiave: cuba, castro, che guevara, pace, guerra
Categoria: Popoli
Luogo: Cuba