Scritto per noi da
Marco Sacchetti
Si è svolta all’Avana, dal 30 novembre al 4 dicembre, la 23° edizione dell’ Habana
Jazz Plaza Festival, che quest’anno coincideva con le solenni celebrazioni posticipate
(sabato 2 dicembre) del Compleanno del Presidente Fidel Castro, col 50° anniversario
dello sbarco del Granma e della fondazione delle FAR (Forze Armate Rivoluzionarie).
Il tutto è culminato con una parata militare e un’oceanica marcia in Plaza de
la Revolucion, forse la più grandiosa manifestazione popolare degli ultimi 40
anni (oltre mezzo milione di persone) dov’era attesissima da delegazioni di tutto
il mondo la “riapparizione” in pubblico del convalescente Lidér Maximo. Purtroppo
il Comandante en Jefe non è stato in condizione di partecipare e il fratello Raul
ha condotto la cerimonia.
A una rappresentanza di ben 24 musicisti nordamericani è stato negato il visto
di entrata a Cuba dal governo USA che ripropone le solite limitazioni del bloqueo.
Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi nell’Hotel Habana Libre il
25 novembre, alla presenza del presidente Chucho Valdés e del Vice Presidente
dell’Instituto Cubano della Musica, Alexis Vazquez Aguilera, si è preferito non
comunicare i nomi dei jazzisti americani, proprio per non creare loro conflitti
interni e problemi artistici, a seguito di eventuali “rappresaglie governative.
La Costa Rica è stata rappresentata dal Patricio’s Trio e dal brillantissimo
gruppo del pianista Luis Monge y Swing en 4. Segnaliamo il talento del giovane
Davide Castro, bassista elettrico di questo interessante quartetto, che si è trattenuto
altri tre giorni negli studi avaneri Abdala per realizzare il proprio terzo CD,
intitolato “Con otro swing”, dedicato a temi intramontabili del genere bolero
internazionale.
La Colombia schierava la bassista svizzera Nathalie Gampert y Bajos Distintos
e il Messico un “Jazz Trio”. C’è anche un gruppo Boliviano, che combina il Jazz
con sonorità tipicamente andine.
Per il Sudafrica quest’anno partecipava il gruppo di Suthukazi Airoso mentre
si è riconfermato il sassofonista canadese Hugh Fraser, presentandosi con una
big band di 15 elementi. Canadese anche il duo formato da Lynn Mc donald e David
Restivo. Tra i “nordici”, la Svizzera è stata ben rappresentata dal trio di Markus
Moser, la Cecoslovacchia da Rudy Linka e la Svezia da Gunnar Andreas Berg.
Tra le star consolidate del Jazz cubano figuravano naturalmente il trio dell’eclettica
e trascinante pianista, cantante e percussionista Bellita Exposito col bassista
Miguel Miranda (“y su Jazz Tumbatà”) che hanno chiuso il Festival con una entusiasmante
jam session al club la Zorra y el Cuervo.
Il Jazz italiano, tra i più evoluti d’Europa, risultava purtroppo anche quest’anno
assente ingiustificato. Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Roberto Gatto, Antonello
Salis, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso (tanto per fare dei nomi) e moltissimi altri
che già da anni praticano il Latin Jazz, hanno suonato in tutto il mondo ma non
sono mai venuti ad esibirsi “ufficialmente” a Cuba.
Il Jazz, non solo Latino, ma anche quello più contaminato, interetnico e mediterraneo,
è soprattutto (aldilà di ogni business, non ce lo dimentichiamo) un linguaggio
globale, omnicomprensibile, dove tutti gli artisti attraverso l’improvvisazione
possono entrare in sintonia, senza barriere, anche parlando lingue diverse. E’
la musica della libertà espressiva, veicolo di pace, solidarietà, spiritualità,
ritualità, interazione creativa e conoscenza tra tutti i popoli del Pianeta.