Nella regione di Magdalena, in Colombia,
dove la Sierra Nevada si incontra con il Caribe, fra un’esuberante vegetazione
e pozze di acqua cristallina, si trova
il piccolo villaggio di Guachaca, nel cuore di una zona storicamente problematica
per la coltivazione e il commercio di coca e marijuana.
Alcuni anni fa, grazie all’iniziativa di Lily Colombia, pagliaccia colombiana,
ha cominciato a farsi
strada l’idea di creare uno spazio alternativo di espressione artistica per i
bambini e i giovani della Magdalena. Da questo sogno iniziale si è arrivati a
oggi, momento in cui si sta formando la prima classe della Scuola Circense Infantile
e Giovanile della Sierra Nevada de Santa Marta, chiamata “Disparate Magdalena”,
letteralmente “Assurdità Magdalena”.
Lunga la strada. “Basiamo il nostro progetto
sostanzialmente sui bambini, sul futuro, sulla speranza. Con esso vogliamo
richiamare l’attenzione del mondo sulle condizioni in cui si trovano i bambini
di campagna colombiani, e allo stesso tempo proporre un’alternativa di
solidarietà concreta che arrivi al cuore del problema. In altre parole, una
cultura della pace attraverso la creazione di scuole con componenti
artistiche”, scriveva Eduardo, educatore del progetto, in occasione della sua
presentazione.
Il “Disparate” è costituito da
una quarantina di studenti fra i sei e i diciotto anni, oltre a otto professori
specializzati che si dedicano alla scuola con affetto e molto impegno. La
disciplina di apprendimento è dura, ma ne vale la pena. Dopo aver seguito le
lezioni di mattina, i giovani si trasferiscono a Guachaca tre giorni alla
settimana, per lavorare dalle 2 alle 5 del pomeriggio. Alcuni devono fare anche
un’ora di strada, ma il tragitto non risulta troppo faticoso perché viaggiano
nel veicolo che presta servizio di trasporto fino alla scuola. Il sabato è
dedicato ai più grandi, che passano tutto il giorno a prepararsi in modo più
professionale.
Al momento di lavorare, vengono
suddivisi in gruppi per fare esperienza nelle diverse aree: acrobazie in volo,
equilibrismo,
teatro e pagliacci, danza, musica e arti plastiche.
Tenendo in conto l’impostazione e
gli obbiettivi di questo progetto, non stupisce che esso sia integrato da una
biblioteca rionale per tutti i bambini del villaggio, nella quale li si invita
alla lettura e alla creazione di racconti e storie. Si completa così un
cerchio, per formare individui liberi e creativi attraverso l’educazione
artistica.
Non solo gioco. Non si tratta di attività
puramente ludiche, a fini di intrattenimento, ma piuttosto di promuovere valori
quali l’amicizia, l’autodisciplina, l’aiuto reciproco, l’autostima, il rispetto
per la diversità. Tutto questo in vista di uno sviluppo umano che si ripercuota
positivamente sulle comunità della Sierra Nevada de Santa Marta.
Per chi sia in dubbio circa
l’utilità di una scuola come questa, abbiamo qui l’esempio concreto di uno
degli educatori, Leo. Originario di uno dei quartieri popolari di Cali, per uno
dei casi del destino si è avvicinato al mondo del circo ed è entrato nella
Scuola Circense di Cali. Questo fatto ha cambiato radicalmente le sue
prospettive per il futuro, fino al punto di fargli ottenere contratti
internazionali e, a partire da quest’anno, permettergli di far parte del gruppo
di educatori di questa scuola.
Sebbene i risultati di un
progetto come questo si notino più a lungo termine, è gratificante vedere come
già dopo un anno di lavoro i valori della scuola inizino a farsi strada.
Chumano, un altro educatore, ci raccontava l’evoluzione di questi bambini
provenienti da un ambiente duro, maschilista e individualista. “I primi giorni
era difficilissimo che parlassero e tanto meno che si abbracciassero, mentre
oggi condividono tutto e collaborano come una grande famiglia”. Anche adesso,
per iniziativa degli studenti, un gruppo dei più grandi si dedica
volontariamente a dar lezioni ad altri bambini che ancora non sono entrati
nella scuola.
“Si tratta di un progetto basato
sullo sviluppo umano inteso come processo “per liberare le coscienze e non
moltiplicare schiavi”, commenta Eduardo Chavarro. Forse per questa ragione,
difficilmente può essere sovvenzionato dalle Ong, sempre più sottomesse ai
programmi governativi. Fino ad ora, il progetto si è potuto sostenere grazie
all’appoggio di artisti e maestri nazionali e stranieri come Tortell Portrona
e
il Circ Cric, e con l’aiuto decisivo di
Pagliacci
senza frontiere Spagna, specialmente della sede di Barcellona e delle
regioni autonome di Catalogna e Aragona. Ma si pone il problema di ottenere
fondi per il nuovo anno.