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Identificare i gruppi armati illegali e aiutare il governo a sgominarli. Questo
lo scopo dell’accordo firmato ieri dal governo del Guatemala e dalle Nazioni Unite,
che ha dato vita a una commissione speciale internazionale che si impegnerà a
debellare l’impunità. Capeggiato da un personaggio nominato direttamente dal segretario
dell’Onu, che avrà un mandato di due anni, il gruppo di lavoro sarà composto da
ex procuratori non guatemaltechi le cui funzioni saranno quelle di indagare, racimolare
prove e poi inchiodare le bande armate che scorrazzano per il paese.
Retroscena. Si tratta di un paese che per 36 anni è stato teatro di una sanguinosa guerra
civile conclusasi nel 1996, con un accordo Onu e un bilancio che parla da solo:
più di duecentomila morti, in maggioranza indigeni maya, trucidati dalle forze
di sicurezze statali.
Una violenza inaudita, i cui strascichi si fanno sentire ancora oggi. Gang di
uomini armati scorrazzano, derubano e ammazzano. E non si tratta di bande sporadiche:
sono vere e proprie organizzazioni, reti legate alle Forze armate ufficiali, al
crimine organizzato e ai narcotrafficanti.
Premesse e conclusioni. Philip Alston, osservatore Onu dei diritti umani, ha affermato lo scorso agosto
che la maggioranza dei crimini violenti commessi in Guatemala restano impuniti
per mancanza di indagini.
“E’ triste dirlo, ma il Guatemala è il posto perfetto in cui commettere un crimine.
Le possibilità di essere processato e condannato sono estremamente basse”, ha
affermato Alston.
Da qui la necessità di questa Commissione. Dal momento che lo stato del Guatemala
"si è impegnato a livello internazionale nella difesa dei diritti umani, siglando
la Carta delle Nazioni Unite, il Patto internazionale dei diritti civili e politici,
e la Dichiarazione sui diritti e i doveri degli individui”, e dato che si è impegnato
ad appoggiare le organizzazioni umanitarie che “supervisionano le libertà fondamentali
universali”, dovrà sostenere seriamente questo gruppo di lavoro. La principale
minaccia alla salvaguardia dei diritti umani risiede proprio in quei gruppi clandestini
armati che “minacciano seriamente i diritti umani con le loro attività criminali
e la capacità di restare impuniti”.
Stella Spinelli
Parole chiave: Impunità, Guatemala, bande armate, maras, gang, Nazioni Unite, Onu, diritti umani