19/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo del Guatemala e le Nazioni Unite insieme per sconfiggere l'impunità e inchiodare i gruppi armati illegali
Esoponenti di bande criminali, GuatemalaIdentificare i gruppi armati illegali e aiutare il governo a sgominarli. Questo lo scopo dell’accordo firmato ieri dal governo del Guatemala e dalle Nazioni Unite, che ha dato vita a una commissione speciale internazionale che si impegnerà a debellare l’impunità. Capeggiato da un personaggio nominato direttamente dal segretario dell’Onu, che avrà un mandato di due anni, il gruppo di lavoro sarà composto da ex procuratori non guatemaltechi le cui funzioni saranno quelle di indagare, racimolare prove e poi inchiodare le bande armate che scorrazzano per il paese. 
 
L'opinione. “Con questo accordo, le Nazioni Unite appoggiano il Guatemala nel suo tentativo di consolidare democrazia e leggi, partendo dallo smantellamento dei gruppi criminali nati durante la guerra civile”, ha affermato il sottosegretario generale agli Affari politici dell’Onu, Ibrahim Gambari, il quale ha firmato il documento assieme al vicepresidente guatemalteco Eduardo Stein. Adesso non resta che l’approvazione del Parlamento e il gioco è fatto.   « E’ una gran buona cosa che questo documento sia stato finalmente siglato – spiega Mauro Polanco, presidente del Gruppo di Muto Appoggio, associazione guatemalteca leader nella difesa dei diritti umani che da 4 anni lavora per ottenere proprio questo risultato – Siamo contenti, ma coscienti che la strada per la giustizia in Guatemala è ancora molto lunga”.  
 
Ragazza maya, GuatemalaRetroscena. Si tratta di un paese che per 36 anni è stato teatro di una sanguinosa guerra civile conclusasi nel 1996, con un accordo Onu e un bilancio che parla da solo: più di duecentomila morti, in maggioranza indigeni maya, trucidati dalle forze di sicurezze statali. Una violenza inaudita, i cui strascichi si fanno sentire ancora oggi. Gang di uomini armati scorrazzano, derubano e ammazzano. E non si tratta di bande sporadiche: sono vere e proprie organizzazioni, reti legate alle Forze armate ufficiali, al crimine organizzato e ai narcotrafficanti.  
A dieci anni dalla dichiarazione ufficiale della fine della guerra, quindi, poco è cambiato: ogni anno – e a denunciarlo sono stime Onu – vengono assassinate 5mila persone e la maggioranza dei colpevoli resta impunita. Non solo: il Guatemala è il crocevia prediletto della cocaina. Funzionari Usa denunciano che tre quarti della cocaina che si consuma nel loro paese passa da questo stato centroamericano, snodo cruciale fra la Colombia e il Messico.
 
Membri di bande criminaliPremesse e conclusioni. Philip Alston, osservatore Onu dei diritti umani, ha affermato lo scorso agosto che la maggioranza dei crimini violenti commessi in Guatemala restano impuniti per mancanza di indagini. “E’ triste dirlo, ma il Guatemala è il posto perfetto in cui commettere un crimine. Le possibilità di essere processato e condannato sono estremamente basse”, ha affermato Alston.   Da qui la necessità di questa Commissione. Dal momento che lo stato del Guatemala "si è impegnato a livello internazionale nella difesa dei diritti umani, siglando la Carta delle Nazioni Unite, il Patto internazionale dei diritti civili e politici, e la Dichiarazione sui diritti e i doveri degli individui”, e dato che si è impegnato ad appoggiare le organizzazioni umanitarie che “supervisionano le libertà fondamentali universali”, dovrà sostenere seriamente questo gruppo di lavoro. La principale minaccia alla salvaguardia dei diritti umani risiede proprio in quei gruppi clandestini armati che “minacciano seriamente i diritti umani con le loro attività criminali e la capacità di restare impuniti”.
 

Stella Spinelli

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