19/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Abolite le tasse scolastiche per 150 milioni di bambini nelle comunità rurali
Scritto per noi da
Alessandro Orrù
 
Le autorità cinesi aboliranno le tasse scolastiche per 150 milioni di studenti nelle campagne. L’iniziativa è una scommessa lanciata da Pechino per tentare di  ridurre il divario tra le opulente province della costa e quelle più povere dell'interno.

Una scuola rurale cineseScuola gratuita. Gli studenti saranno esentati dal pagamento delle tasse scolastiche per tutti i nove anni della durata della loro istruzione obbligatoria. Il progetto avrà un costo di quasi 2 miliardi di dollari all’anno, circa 18 dollari per ogni bambino, ma non saranno comunque inclusi i figli di quelle famiglie che da una provincia rurale sono emigrati verso le grandi città, quasi 50 milioni di giovani. “Si tratta di nuova politica atta a ridurre l’onere fiscale dei contadini e degli allevatori”, ha comunicato oggi il quotidiano di stato China Daily. Nella pratica, rendendo gratuita l’educazione scolastica dai 6 ai 15 anni, il governo centrale andrà a nuocere al bilancio delle autorità locali e le scuole saranno quindi costrette ad applicare tasse extra. Paradossalmente, il nuovo provvedimento potrebbe addirittura far peggiorare la situazione delle famiglie più povere. Con un reddito che nel 2004, secondo l’Ufficio centrale di Statistica cinese, si attestava sui 2,936 yuan annui (367 dollari), potrebbe diventare troppo caro per una famiglia di contadini mandare a scuola il proprio bambino.

Classe d'inizio secoloLa situazione nelle campagne. Vivere in una zona rurale in Cina spesso significa vivere con meno di un dollaro al giorno. Le rivolte contadine che stanno interessando tutto il Paese si possono ormai contare nell’ordine di migliaia e sono sinonimo di un malessere diffuso. Troppo spesso a contadini e allevatori vengono espropriate per pochi soldi le terre da amministratori locali corrotti. A prescindere da questi avvenimenti, il panorama attuale è comunque costellato da enormi problemi. Stando a recenti statistiche, nelle campagne il tasso di disoccupazione si attesterebbe attorno al 20%-30%, un surplus di manodopera che non può essere assorbito dalle zone urbane del Paese, dove la disoccupazione è dell’8% e più di 14 milioni di persone vivono sotto la soglia di sussistenza. Non deve quindi stupire se i figli di coloro che dalle campagne vogliono andare a vivere nelle città (93 milioni nel 2003) non possono usufruire della riforma scolastica. A settembre Human Rights Watch ha denunciato la chiusura da parte della municipalità di Pechino di oltre 50 scuole private per i figli di migranti. Secondo la Ong, si tratterebbe di un tentativo di “scoraggiare” i lavoratori provenienti da altre parti della Cina a risiedere nella capitale durante le Olimpiadi.

Contadini in cittàFortunati i cittadini. Mingong chao, contadini-lavoratori, è il nome dato al grande flusso di persone che ogni giorno si sposta verso le città. In media, uomini dai 25 ai 35 anni di età, spesso non sposati e con un livello di istruzione pari a quello della nostra scuola media inferiore. Senza il documento di residenza sono considerati alla stregua di immigranti irregolari, cittadini di seconda categoria che non possono avere accesso agli stessi servizi previsti per il resto della popolazione urbana: possono ricevere assistenza negli ospedali solo dietro pagamento di cifre che equivalgono a due mesi di lavoro. Anche se la scuola sarà gratuita per i bambini delle campagne, nascere in città significa avere maggiori diritti. Si può frequentare più facilmente l’università, si hanno maggiori possibilità di trovare lavoro e di frequentare le scuole migliori. Chi nasce in campagna rimane destinato a essere contadino come i suoi antenati a meno che non superi i difficili esami di accesso all’università, che si tengono una volta all’anno e ai quali i cinesi possono partecipare solo una volta nella vita.

Parole chiave: cina, scuole, studenti, campagna, mingong
Categoria: Bambini, Diritti
Luogo: Cina
Articoli correlati: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: