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La richiesta. Tutto è partito dalle lamentele del rabbino ortodosso Elazar Bogomilsky. Vedendo
negli abeti della hall dell’aeroporto un simbolo delle feste cristiane, il religioso
ha chiesto alle autorità aeroportuali di aggiungere entro 24 ore anche un Hanukkiah,
il candelabro ebraico esposto durante la festività dell’Hanukkah, che anch’essa
ricorre in questo periodo. In caso contrario, il rabbino minacciava di fare causa.
Sentendo odore di ulteriori grane con esponenti di altre religioni, nel caso avessero
ceduto al rabbino, le autorità aeroportuali hanno deciso di rimuovere il problema
alla radice, togliendo gli alberi di Natale dallo scalo.
Le polemiche. Apriti cielo: nel giro di qualche ora, il presidente della Seattle Port Commission
ha ricevuto un centinaio di mail di protesta, di cittadini che lo pregavano di
rimettere gli alberi al loro posto. Alcuni dipendenti dell’aeroporto avevano intanto
già addobbato le proprie scrivanie con decorazioni natalizie. Il rabbino Bogomilsky,
da parte sua, si è visto arrivare “migliaia e migliaia” di mail minacciose e telefonate
“odiose”, che lo accusavano di rovinare il Natale, nonché richieste di interviste
da tutti i media nazionali. Il religioso si è difeso dichiarando che nelle sue
intenzioni non c’era assolutamente un epilogo simile: lui desiderava solo che
più tradizioni fossero rispettate. Alla fine, la Seattle Port Commission ha deciso
di riportare le cose come erano all’inizio. E gli alberi di Natale sono già stati
riportati all’aeroporto.Alessandro Ursic
Parole chiave: natale, rabbino, seattle, alberi, hanukkah, hanukkiah, candelabro