13/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



A Seattle un rabbino chiede che agli alberi di Natale venga aggiunto una Hanukkiah, scatenando un dibattito nazionale
Mentre in Italia il papa difendeva la presenza dei simboli religiosi negli uffici pubblici, negli Usa le richieste di un rabbino di Seattle hanno provocato un mezzo incidente religioso-politically correct in salsa natalizia, che per qualche ora ha rovinato lo spirito delle imminenti feste nella città statunitense, assurgendo a questione nazionale. L’oggetto del contendere sono stati i quattordici alberi di Natale dell’aeroporto di Seattle-Tacoma. Inizialmente tolti per evitare complicazioni, sono stati riportati al loro posto a furor di popolo. Mentre il rabbino ha rischiato di far la parte del Grinch, il personaggio dei cartoni che cerca di rovinare il Natale.
 
Alcune Hanukkiah, come quelle che chiedeva il rabbino di SeattleLa richiesta. Tutto è partito dalle lamentele del rabbino ortodosso Elazar Bogomilsky. Vedendo negli abeti della hall dell’aeroporto un simbolo delle feste cristiane, il religioso ha chiesto alle autorità aeroportuali di aggiungere entro 24 ore anche un Hanukkiah, il candelabro ebraico esposto durante la festività dell’Hanukkah, che anch’essa ricorre in questo periodo. In caso contrario, il rabbino minacciava di fare causa. Sentendo odore di ulteriori grane con esponenti di altre religioni, nel caso avessero ceduto al rabbino, le autorità aeroportuali hanno deciso di rimuovere il problema alla radice, togliendo gli alberi di Natale dallo scalo.
 
Gli alberi di Natale ritornano all'aeroportoLe polemiche. Apriti cielo: nel giro di qualche ora, il presidente della Seattle Port Commission ha ricevuto un centinaio di mail di protesta, di cittadini che lo pregavano di rimettere gli alberi al loro posto. Alcuni dipendenti dell’aeroporto avevano intanto già addobbato le proprie scrivanie con decorazioni natalizie. Il rabbino Bogomilsky, da parte sua, si è visto arrivare “migliaia e migliaia” di mail minacciose e telefonate “odiose”, che lo accusavano di rovinare il Natale, nonché richieste di interviste da tutti i media nazionali. Il religioso si è difeso dichiarando che nelle sue intenzioni non c’era assolutamente un epilogo simile: lui desiderava solo che più tradizioni fossero rispettate. Alla fine, la Seattle Port Commission ha deciso di riportare le cose come erano all’inizio. E gli alberi di Natale sono già stati riportati all’aeroporto.

Alessandro Ursic

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