Dal Cile Tomas Hirsch, leader degli umanisti, conferma la necessità di uno sbocco verso il Pacifico per la Bolivia
Il leader cileno Tomas Hirsch, esponente di spicco e candidato alle scorse presidenziali
(2005) del partito Umanista è arrivato in Bolivia, precisamente a Cochabamba, per partecipare alla “Cumbre Social de los Pueblos”, dove, insieme a Luis Inácio Lula da Silva (presidente del Brasile), Alan García
(presidente del Perù), Tabaré Vázquez (presidente dell’Uruguay) Nicanor Duarte
(presidente del Paraguay), ha trattato argomenti quali l’integrazione dei paesi
latinoamericani e l’economia dell’area. Inoltre ha discusso a lungo con Evo Morales,
padrone di casa, con il quale condivide l’idea che l’integrazione totale dei paesi
latinoamericani sia molto vicina.
L'Hirsch pensiero. Davanti a 2500 delegati arrivati da ogni angolo del pianeta, l’umanista cileno
Hirsch ha ottenuto una serie di successi clamorosi grazie alle sue affermazioni
sulla necessità dei boliviani di avere un’uscita verso il mare.
Non ha usato mezzi termini e ha espresso la
sua solidarietà alla popolazione boliviana e al suo presidente Evo
Morales, ribadendo la sua posizione: la Bolivia deve avere uno sbocco
tutto suo verso il mare. “Siamo convinti che il Cile debba integrarsi
nell’area latinoamericana - ha detto Tomas Hirsch durante una
conferenza - e che il primo gesto deve essere quello di contribuire a
soddisfare la richiesta della Bolivia”. Ma il leader umanista ha voluto
aggiungere: “Nessun paese può guardare al proprio futuro se ha problemi
con i suoi vicini. Soprattutto noi cileni - ha aggiunto – non
possiamo continuare a montare storie per una guerra avvenuta più di 120
anni fa. Quella guerra non aveva nulla a che vedere con gli
interessi dei boliviani e dei cileni. Fu solo una guerra di interessi
coloniali dei britannici, che vollero in quel modo impossessarsi dei
giacimenti di salnitro e rame. L’unica cosa che le due popolazioni
furono in grado di apportare alla guerra fu il numero dei morti”.
Una polemica centenaria. Sono decenni che in America Latina si discute sull’opportunità che la Bolivia
abbia o meno il diritto di ottenere uno sbocco al mare. Con orgoglio, Tomas Hirsch
(accompagnato a Cochabamba dal presidente del Partito Humanista cileno, Efren
Ozorio) racconta che nel 1894 il suo partito ha incluso nell’atto di fondazione
una postilla, nella quale si stabilisce che la Bolivia ha tutti i diritti ad avere
uno sbocco sul Pacifico. La corsa verso il mare della Bolivia è entrata anche
nella campagna elettorale per le presidenziali del 2005.
Le cose son cambiate. Grazie alla Cumbre di Cochabamba, Cile e Bolivia hanno avuto uno spazio per discutere
in modo serio e approfondito sugli effetti della Guerra che dal 1879 al 1883
le vide protagoniste insieme al Perù. Alla fine del conflitto Bolivia e Perù persero
porzioni di territorio strategicamente importanti: Antofagasta, regione boliviana
ricchissima di minerali, e Tarapacà, che apparteneva al Perù.
Ma oggi le cose sembrano essere cambiate e i due paesi sembrano pronti per avanzare
proposte che possano soddisfare entrambe le nazioni. Dopo i colloqui avvenuti
in Bolivia, Hirsch ha fatto sapere: “Mi sembra che le possibilità per arrivare
a una soluzione comoda per tutti e due siano alte. Mai come con questo governo
– ha aggiunto Hirsch – si è potuto discutere”.
Non solo. Il leader umanista cileno ha anche voluto far sapere che grazie all’affermazione
elettorale in Bolivia dell’indios Aymara, Morales, la popolazione cilena si è
avvicinata a quella boliviana, e ha chiuso il suo discorso chiedendosi : "Fino
a quando i nostri due popoli dovranno vivere divisi?".