12/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dal Cile Tomas Hirsch, leader degli umanisti, conferma la necessità di uno sbocco verso il Pacifico per la Bolivia
 
Il leader cileno Tomas Hirsch, esponente di spicco e candidato alle scorse presidenziali (2005) del partito Umanista è arrivato in Bolivia, precisamente a Cochabamba, per partecipare alla “Cumbre Social de los Pueblos”, dove, insieme a Luis Inácio Lula da Silva (presidente del Brasile), Alan García (presidente del Perù), Tabaré Vázquez (presidente dell’Uruguay)  Nicanor Duarte (presidente del Paraguay), ha trattato argomenti quali l’integrazione dei paesi latinoamericani e l’economia dell’area. Inoltre ha discusso a lungo con Evo Morales, padrone di casa, con il quale condivide l’idea che l’integrazione totale dei paesi latinoamericani sia molto vicina.
 
La zona dell'Antofagasta persa dalla Bolivia nella guerra contro il cile nell'800L'Hirsch pensiero. Davanti a 2500 delegati arrivati da ogni angolo del pianeta, l’umanista cileno Hirsch ha ottenuto una serie di successi clamorosi grazie alle sue affermazioni sulla necessità dei boliviani di avere un’uscita verso il mare.
Non ha usato mezzi termini e ha espresso la sua solidarietà alla popolazione boliviana e al suo presidente Evo Morales, ribadendo la sua posizione: la Bolivia deve avere uno sbocco tutto suo verso il mare. “Siamo convinti che il Cile debba integrarsi nell’area latinoamericana - ha detto Tomas Hirsch durante una conferenza - e che il primo gesto deve essere quello di contribuire a soddisfare la richiesta della Bolivia”. Ma il leader umanista ha voluto aggiungere: “Nessun paese può guardare al proprio futuro se ha problemi con i suoi vicini. Soprattutto noi cileni  - ha aggiunto – non possiamo continuare a montare storie per una guerra avvenuta più di 120 anni fa. Quella guerra non aveva nulla a che vedere con gli interessi dei boliviani e dei cileni. Fu solo una guerra di interessi coloniali dei britannici, che vollero in quel modo impossessarsi dei giacimenti di salnitro e rame. L’unica cosa che le due popolazioni furono in grado di apportare alla guerra fu il numero dei morti”.
 
Tomas Hirsch leader degli umanisti cileniUna polemica centenaria. Sono decenni che in America Latina si discute sull’opportunità che la Bolivia abbia o meno il diritto di ottenere uno sbocco al mare. Con orgoglio, Tomas Hirsch (accompagnato a Cochabamba dal presidente del Partito Humanista cileno, Efren Ozorio) racconta che nel 1894 il suo partito ha incluso nell’atto di fondazione una postilla, nella quale si stabilisce che la Bolivia ha tutti i diritti ad avere uno sbocco sul Pacifico. La corsa verso il mare della Bolivia è entrata anche nella campagna elettorale per le presidenziali del 2005. 
 
 
Il presidente boliviano Evo MoralesLe cose son cambiate. Grazie alla Cumbre di Cochabamba, Cile e Bolivia hanno avuto uno spazio per discutere in modo serio e approfondito sugli effetti della Guerra che dal  1879 al 1883 le vide protagoniste insieme al Perù. Alla fine del conflitto Bolivia e Perù persero porzioni di territorio strategicamente importanti: Antofagasta, regione boliviana ricchissima di minerali, e Tarapacà, che apparteneva al Perù.
Ma oggi le cose sembrano essere cambiate e i due paesi sembrano pronti per avanzare proposte che possano soddisfare entrambe le nazioni. Dopo i colloqui avvenuti in Bolivia, Hirsch ha fatto sapere: “Mi sembra che le possibilità per arrivare a una soluzione comoda per tutti e due siano alte. Mai come con questo governo – ha aggiunto Hirsch – si è potuto discutere”.
Non solo. Il leader umanista cileno ha anche voluto far sapere che grazie all’affermazione elettorale in Bolivia dell’indios Aymara, Morales, la popolazione cilena si è avvicinata a quella boliviana, e ha chiuso il suo discorso chiedendosi : "Fino a quando i nostri due popoli dovranno vivere divisi?".

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità