11/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dai blog le due facce del Cile dopo la morte del dittatore Augusto Pinochet
Augusto Pinochet“E’ un’amara allegria. Che brutto gioire per la morte di qualcuno. Eppure da un lato è ciò che sento, mentre dall’altro mi rattrista che il dittatore non abbia pagato con un giorno di carcere tutti i crimini commessi. Ed è avvilente vedere quanta gente è disposta a difendere il suo nome. Come possono non vedere che ha seminato morte e ruberie. Mi sconcerta che tanti miei concittadini stiano dalla sua parte e che altri si siano allontanati da lui solo per convenienza politica. Sarà una settimana piena di notizie superflue e sensazioni varie. Ma Pinochet è morto”.
Questa l’opinione di Mañungo, uno dei tanti cileni che ha affidato ai blog le sue sensazioni, i suoi sentimenti nelle prime ore dalla morte dell’ex dittatore cileno, Augusto Pinochet (1973-1990), deceduto domenica dieci dicembre nell’ospedale militare di Santiago. Aveva 91 anni.Un mezzo, quello dei blog, dove le due anime di un paese profondamente diviso sulla figura del dittatore, e su quanto ha rappresentato e commesso, si possono confrontare senza inibizioni, né filtri. Leggendo i più frequentati, si trovano le posizioni più estreme di chi lo odia e di chi lo esalta, ma si incontrano anche coloro che stanno cercando con razionalità di comprendere le ragioni dell’altro e digerire questa figura possente che ha segnato il paese per sempre. 
“Quanto è difficile confrontarsi faccia a faccia con i pinochetisti – racconta Jorger – come possono non sentire rimorso vedendo tutto quello che ha fatto quest’uomo, quanto ha ucciso e rubato. Si può dire, riferendosi a tanti cileni, che tutto quello che ora possiedono loro e i loro figli è quanto la dittatura ha tolto torturando e ammazzando altri cileni. Mi rendo conto di quanto sia incredibilmente difficile far sì che qualcuno arrivi a capire che sta appoggiando un assassino, ma capisco anche che, per tutti loro, sia meglio continuare a vivere nell’ignoranza, perché se solo arriveranno a rendersene conto, un giorno, non potranno che suicidarsi per la vergogna. E io non mi rallegro per la morte di nessuno. So solo che adesso il Cile vive un gran presente e si incammina verso un futuro promettente. I valori della democrazia crescono giorno dopo giorno, e questa minoranza di ipnotizzati pinochetisti diventa sempre meno importante”. 
 
Augusto PinochetI due estremi. Veronica Rojas è invece di tutt’altro avviso. “Con tristezza ho visto morire questo grande uomo. Vivrà sempre nei nostri cuori. Che la sua famiglia mantenga la calma e riceva l’affetto di tutti noi che saremo loro eternamente grati per quest’uomo unico, grande e nostro”.
Fra i due estremi, c’è qualcuno che tenta, comunque, di andare oltre. “Sono convinta che, dopo tanti crimini, non sia mai riuscito a essere felice – commenta una cilena che si firma Paz y nada mas – ho l’impressione che una volta spenti i riflettori della vita pubblica, anche la sua famiglia lo disprezzi, profondamente.Quale figlio può ammirare un padre così? Se esiste una morale della favola, può  solo essere che il Cile ha imparato a non lasciare che altri criminali della sua stazza restino impuniti. Intanto, mi sento molto triste di appartenere a un paese che mantiene una legislazione manipolata da un criminale che ha fatto di tutto pur di non essere giudicato per tutto ciò che conosciamo anche troppo bene. Comunque sia, sono certa che noi cileni non accetteremo mai più che le nostre vite e i nostri pensieri siano controllati da chicchessia. Questa è la lezione che abbiamo imparato con la sua morte”. 
 
Anziana cilena in lacrime per lamorte di PinochetChi è il codardo? “Sono appena rientrato dalla Scuola Militare (dov’è allestita la camera ardente per Pinochet) e nessuno ha commesso atti di disturbo. Tutti erano calmi, composti nella loro tristezza. Niente a che vedere con quanto è accaduto ieri in piazza Italia e alla Moneda”. A parlare è un pinochetista che si firma Grande mi general!. “Credo che sia comprensibile che festeggino, però che abbiano un minimo di educazione e rispetto. Ho visto cose vergognose, vandali scalmanati e i canali televisivi che celebravano ogni cosa facessero, perfino i furti. E che dire di tutti i minorenni e i bambini che hanno partecipato alle manifestazioni… per caso hanno vissuto la famosa dittatura? No, quindi cosa ci facevano lì? Oggi abbiamo perso un grande. Molti lo definiscono un codardo, ma credo che sia molto più codardo colui che non affronta la rovina che lascia nel suo paese e si suicida.Grazie oh mio generale, per aver liberato il paese!”.
 
Salvador AllendeColpe indelebili. “Può anche darsi che abbia fatto cose buone per il Cile, però è tutto macchiato di sangue. Questo è quanto lascia Pinochet. Un lascito di sangue, odio, risentimento, morte, persone esiliate, gente che non può ancora dormire a luci spente per i ricordi delle torture a cui è stata sottoposta”. Cris prende le difese di Salvador Allende, il presidente socialista rovesciato dal colpo di Stato di Pinochet, che fu trovato morto il medesimo giorno del golpe nel palazzo presidenziale della Moneda. La versione ufficiale lo dà suicida. “I pinochetisti danno del codardo ad Allende, ma chi è più codardo, chi ha attaccato gente indifesa o chi è morto cadendo per i suoi ideali. Chiamano Pinochet il liberatore, ma si può essere liberatore quando si è colpevoli di repressione e omicidi? Quanti bambini ha lasciato senza genitori? Quante madri sono rimaste senza figli? A quanti ha ucciso il fratello? Quanti hanno dovuto sopportare vessazioni? Quante donne sono state violentate mentre venivano torturate? Se qualcuno pensa che è così che si comporta un eroe della patria…".
Poi aggiunge: "Pinochet ha attaccato i suoi concittadini. Perché tutti erano cittadini, non solo quelli della sua stessa parte politica. Anche chi apparteneva all’Unidad Popolar (la coalizione di Allende) era cileno, era parte della patria, pagava le imposte con le quali poi venivano comprate le stesse armi che lo hanno perseguitato, che lo hanno ucciso. Non mi rallegra la morte di Pinochet, mi lascia indifferente. Era un assassino e un corrotto. Quanti milioni ci ha rubato… soldi della sua preziosa patria. Una patria che ha distrutto. Dopo di lui troppa gente vive con la paura. Quanta gente non si fida più di quello che il governo di turno dice, quanti cileni sono apatici verso la politica. Tutto questo dipende solo dalla brutale repressione che ha piegato il Cile. Sì, Pinochet era un dittatore. Di più non so”.
 

Stella Spinelli

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