stampa
invia
Un voto atteso 30 anni. Lunedì 11 dicembre, in quelle stesse strade, tappezzate di manifesti elettorali
che ritraggono
gli otto candidati per le prime consultazioni libere della provincia indonesiana,
affluiranno due milioni e mezzo di elettori, dai quali dipenderà il futuro della
comunità musulmana più osservante del Paese. Aceh si prepara ad un voto storico,
dopo quasi trent'anni di guerra civile che ha visto opporsi il Gam (Gerakan Aceh
Merdeka, ovvero Movimento per Aceh Libera) alle feroci squadre speciali dell'esercito
indonesiano. Un conflitto indipendentista che ha provocato almeno 15 mila morti,
per la maggior parte civili. E' stato proprio lo tsunami a condurre a un accordo
di pace che fino a pochi anni fa sembrava pura utopia. Nel 2003, infatti, l'esercito
sferrava contro i ribelli la più sanguinosa offensiva dall'inizio del conflitto,
nel lontano 1976.
Il Gam scende in campo. A Banda Aceh, esecuzioni sommarie, torture, violenze sui civili facevano da
corollario ai raid militari condotti nella giungla per stanare i guerriglieri
del Gam. Poi, nell'agosto 2005, la pace. Grazie alla decisiva mediazione dell'ex
presidente finlandese Martti Ahtisari, le parti raggiunsero un accordo che contemplava
l'amnistia per i ribelli, la consegna delle armi da parte di questi ultimi, il
ritiro delle truppe di occupazione, autonomia per la provincia e diritto a godere
del 70 per cento dei proventi delle risorse minerarie (gas e petrolio) di cui
è ricca. Circa 10 mila poliziotti sono stati dispiegati per garantire lo svolgimento
delle elezioni. Un numero ritenuto insufficiente dagli osservatori internazionali,
più per la difficoltà nel controllare il processo elettorale in tutti gli 8.471
seggi sparsi per la provincia, che per evitare frizioni o violenze isolate. Queste
ultime potrebbero verificarsi - stando a quanto sostiene l'International Crisis
Group - a causa delle divisioni tra gli stessi candidati del Gam. Infatti, eventuali
fonti di tensione potrebbero emergere tra le due anime della leadership: quella
che fa riferimento agli esuli rifugiatisi in Europa durante la guerra civile e
quella che invece sostiene coloro che scelsero di rimanere a combattere in patria.
Il favorito è Yusuf Irwandi. Ascrivibili ai secondi sono Yusuf Irwandi e Muhammad Nazar, che corrono come
indipendenti (fatto storico questo, per l'Indonesia, dove la partecipazione alle
elezioni è consentita solo a membri di partiti); ai primi, Human Hamid e Hasbi
Abdullah, del Partito islamico moderato, il Ppp (Partai Persatuan Pembangunan).
I seguaci degli esuli del Gam, che non potrà presentarsi come partito politico,
hanno accordato il proprio sostegno al Ppp, mentre Irwandi e Nazar raccoglieranno
le adesioni di chi preferisce vedere il potere politico nelle mani di quanti rimasero
nella provincia duranti gli anni insanguinati della guerra. Le previsioni danno
come favorito Yusuf Irwandi, cinquantenne con un passato avventuroso alle spalle
(fu liberato dallo tsunami mentre si trovava in prigione), mentre poche sono le
speranze appuntate sul candidato filo-governativo, Djali Yusuf, ex generale dell'esercito
che ha impostato la campagna all'insegna della distensione e della concordia con
gli ex ribelli.
Le richieste della popolazione. Se nessuno dei candidati raggiungerà il 25 per cento delle preferenze, sarà necessario
il ballottaggio. Tuttavia, se è vero che alcuni candidati promettono una più rigida
ed estesa applicazione della Sharia, in una provincia dove lo zelo religioso supera
quello di tutte le altre, gli abitanti di Aceh considerano la legge islamica come
la minore delle preoccupazioni. Ciò che la popolazione vuole, in un luogo dove
150 mila persone sono morte a causa dello tsunami, è un lavoro, una migliore istruzione,
una sanità efficiente, miglioramenti economici e, soprattutto, una decisiva accelerazione
nel processo di ricostruzione. Secondo un rapporto di Oxfam uscito due giorni
fa, 25 mila famiglie attendono ancora una casa, a due anni di distanza dalla tragedia
del 26 dicembre 2004.Luca Galassi
Parole chiave: Banda Aceh, pace, elezioni, Gam, Gerakan Aceh Merdeka, movimento per Aceh libera, tsunami, elezioni aceh, elezioni banda aceh