06/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Venezuela offre la cittadinanza a quattro membri Eta. Zapatero protesta. E' il primo incidente diplomatico dalla rielezione do Chavez
 
Sono passati solo tre giorni dalla schiacciante vittoria alle elezioni presidenziali venezuelane, che Hugo Chavez ha già dovuto fare i conti con un possibile incidente diplomatico con la Spagna di Zapatero.
 
Membri dell'organizzazione separatista basca Eta, Euskadi Ta Askatuasuna (Paesi Baschi e Libertà)I fatti. L’oggetto del contendere è l’organizzazione separatista basca Eta (Euskadi Ta Askatasuna, Paesi Baschi e Libertà) o per meglio dire, alcuni dei suoi militanti residenti in Venezuela.
Secondo quanto affermato dall’autorevole quotidiano spagnolo, El Pais, il governo venezuelano avrebbe offerto la cittadinanza a quattro di loro (si tratta di Eugenio Barrutiabengoa, Lorenzo Ayestaran, Jesus Ricardo Urteaga e Muguel Angel Aldana), per evitare loro una dura e alquanto dolorosa estradizione verso le carceri di Madrid, alla luce della ‘dispendiosa’ (solo oggi si è saputo che non ci sarà indennizzo) esperienza avvenuta con altri due membri dell’Eta: Sebastian Etxaniz Alkorta e Juan Victor Galarza Mendiola.
I quattro ‘Etarra’ risultano essere residenti da molto tempo nel Paese sudamericano, dato che dai primi anni ’80 la Repubblica bolivariana è meta di viaggio di molti componenti dell’Eta, alcuni dei quali hanno chiesto e ottenuto la nazionalità venezuelana
 
Il Presidente della Repubblica bolivariana di Venezuela, Hugo ChavezEsiste un precedente. Sebastian Etxaniz Alkorta (che dovrebbe scontare pene per 95 anni) e Juan Victor Galarza Mendiola (che già aveva scontato tre anni di galera) arrestati in Venezuela e estradati in Spagna nel 2002 hanno presentato tramite i loro avvocati una denuncia contro il Venezuela, davanti alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani per essere stati, a loro avviso, estradati in maniera illegittima. Dopo mesi di discussioni, nel giugno scorso, gli avvocati dei due baschi e il governo venezuelano sono giunti alla conclusione ‘amichevole’ della diatriba: sarà pagato un indennizzo ai due militanti pari a 325.000 euro. Al Governo di Zapatero, però, questa cosa non è andata giù. In virtù dell’accordo, infatti, il Venezuela avrebbe ammesso “la sua responsabilità internazionale per la violazione dei diritti umani sui due cittadini baschi nell’aver proceduto a un’estradizione illegale e a un’illegale ‘consegna’ allo stato spagnolo”. E secondo l’accordo, il Venezuela, avrebbe riconosciuto anche di aver violato diversi articoli della Convenzione Americana per i Diritti dell’Uomo.
L’accordo, che non è piaciuto affatto all’esecutivo iberico, avrebbe previsto il pagamento di un indennizzo ai due estradati e anche ai loro familiari. Se l'accordo fosse andato in porto Sebastian Etxaniz Alkorta e la sua compagna avrebbero ricuto un indennizzo pari a 193.000 euro e una pensione mensile di 750 euro come risarcimento, fra le altre cose, per le torture subite e per il danno morale accertato. Non sarebbe andata male nemmeno a Juan Victor Galarza Mendiola che “per le sofferenze causate anche ai suoi familiari” si sarebbe messo in tasca la considerevole cifra di 132.000 euro.
In più, per Etxaniz il governo bolivariano aveva fatto sapere che intendeva impegnarsi affinché riuscisse a passare il periodo di detenzione in un carcere vicino alla sua città di origine e si impegnerà anche a realizzare due visite mensili al detenuto per “informarsi sulla sua situazione carceraria, conoscere il suo stato di salute fisico e psichico”.
 
Il premier spagnolo, Jose Luis ZapateroDalla Spagna. Il ministro dell’Interno spagnolo, Alfredo Perez Rubalcaba, è stato chiarissimo: “Se fosse veramente così, sarebbe inaccettabile”. Lo stesso Zapatero, premier spagnolo, prima di pronunciarsi sull’accaduto ha detto di volersi informarsi bene sui fatti. “Bisogna aspettare e vedere se tutte le informazioni che ci sono giunte sono vere - ha ricordato il premier – valutarle opportunamente, ed eventualmente si potranno adottare le iniziative o le risposte del caso". E così è stato. Il governo di Caracas ha fatto un passo indietro nella proposta di donare la cittadinanza ai quatto membri dell'Eta e per voce del ministro degli Esteri Raul Morodo, ha fatto sapere che "non ci saranno indennizzi e non sarà offerta la nazionalità a nessun membro Eta".

Alessandro Grandi

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