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I fatti. L’oggetto del contendere è l’organizzazione separatista basca Eta (Euskadi Ta
Askatasuna, Paesi Baschi e Libertà) o per meglio dire, alcuni dei suoi militanti
residenti in Venezuela.
Esiste un precedente. Sebastian Etxaniz Alkorta (che dovrebbe scontare pene per 95 anni) e Juan Victor
Galarza Mendiola (che già aveva scontato tre anni di galera) arrestati in Venezuela
e estradati in Spagna nel 2002 hanno presentato tramite i loro avvocati una denuncia
contro il Venezuela, davanti alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani
per essere stati, a loro avviso, estradati in maniera illegittima. Dopo mesi di
discussioni, nel giugno scorso, gli avvocati dei due baschi e il governo venezuelano
sono giunti alla conclusione ‘amichevole’ della diatriba: sarà pagato un indennizzo
ai due militanti pari a 325.000 euro. Al Governo di Zapatero, però, questa cosa
non è andata giù. In virtù dell’accordo, infatti, il Venezuela avrebbe ammesso
“la sua responsabilità internazionale per la violazione dei diritti umani sui
due cittadini baschi nell’aver proceduto a un’estradizione illegale e a un’illegale
‘consegna’ allo stato spagnolo”. E secondo l’accordo, il Venezuela, avrebbe riconosciuto
anche di aver violato diversi articoli della Convenzione Americana per i Diritti
dell’Uomo.
Dalla Spagna. Il ministro dell’Interno spagnolo, Alfredo Perez Rubalcaba, è stato chiarissimo:
“Se fosse veramente così, sarebbe inaccettabile”. Lo stesso Zapatero, premier
spagnolo, prima di pronunciarsi sull’accaduto ha detto di volersi informarsi bene
sui fatti. “Bisogna aspettare e vedere se tutte le informazioni che ci sono giunte
sono vere - ha ricordato il premier – valutarle opportunamente, ed eventualmente
si potranno adottare le iniziative o le risposte del caso". E così è stato. Il
governo di Caracas ha fatto un passo indietro nella proposta di donare la cittadinanza
ai quatto membri dell'Eta e per voce del ministro degli Esteri Raul Morodo, ha
fatto sapere che "non ci saranno indennizzi e non sarà offerta la nazionalità
a nessun membro Eta".Alessandro Grandi