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Pericoloso e poco saggio: con queste parole il Primo ministro britannico Tony Blair definisce un eventuale abbandono del programma di difesa nucleare britannico.
Sottomarini atomici. Nell'annunciare che la Gran Bretagna spenderà 20 miliardi di sterline per rinnovare
il programma atomico basato su sottomarini e missili Trident, Blair ha detto che
tale strategia rappresenta 'l'ultima garanzia' contro eventuali minacce. Questo
nonostante le dichiarazioni propagandistiche di una riduzione del 20 per cento
dell'arsenale nucleare britannico, una promessa che cela il reale interesse di
Blair a prorogare 'Trident' oltre il 2024, data in cui avrebbe invece dovuto essere
smantellato. "Nonostante la Guerra Fredda sia finita da tempo - ha detto Blair
- nessuno può essere sicuro che un'altra minaccia nucleare non emerga in un futuro
prossimo". Il piano prevede la costruzione di nuovi sottomarini nei prossimi 17
anni, per una durata del programma fino al 2050. Sviluppato negli Stati Uniti,
il Trident è entrato in servizio nella Marina britannica nel 1994. Ciascun missile
ha una gittata di 7.400 chilometri e una potenza distruttiva pari a 8 volte quelle
della bomba che fu sganciata su Hiroshima. Ad oggi, il Regno Unito dispone di
16 missili Trident su ciascuno dei sottomarini della classe Vanguard, dei quali
uno è in pattugliamento costante. La flotta si trova a Falsane, in Scozia.
L'opposizione della Chiesa anglicana. La decisione di rinnovare un simile programma nucleare ha sollevato l'ira di
tutta la chiesa anglicana. La massima autorità religiosa britannica, l'arcivescovo
di Canterbury Rowan Williams, ha detto che "numerose persone non accetteranno
mai la possibilità di minacciare la distruzione con armi intrinsecamente indiscriminate".
A Williams aveva fatto eco il vescovo anglicano di Bath e Wells, Peter Price,
il quale aveva affermato che il rinnovo del 'Trident' era una vera e propria 'questione
morale'. Secondo il leader della chiesa anglicana in Galles, l'arcivescovo Barry
Morgan, il denaro speso per finanziare il programma nucleare basterebbe per salvare
16 mila bambini da malattie prevenibili.
Il fronte anti-nuclearista. Ma il Primo ministro britannico è stato osteggiato anche da membri della maggioranza
di governo. Il Liberaldemocratico Sir Menzies Campbell ha precisato che la disponibilità
nucleare della Gran Bretagna dovrebbe essere invece ridotta del 50 per cento.
Finora, 53 parlamentari laburisti hanno firmato una mozione per cancellare il
Trident, ma con il supporto dell'opposizione Tory al provvedimento esistono ben
poche speranze per una sconfitta della maggioranza alla Camera dei Comuni, quando
il progetto dovrà essere approvato nel marzo prossimo. Caroline Lucas, del partito
dei Verdi, ha riferito che "non esiste alcuna autorità morale nel dare lezioni
ad altri Paesi, come l'Iran, su non sviluppare i propri arsenali nucleari, se
noi stessi aggiorniamo e incrementiamo il nostro". Il fronte anti-nuclearista,
rappresentato dal Campaign for nuclear disarmament, si è invece detto, in perfetto
stile britannico, "estremamente dispiaciuto" dall'annuncio di Blair.
Luca Galassi