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Meglio dei piccoli ospedali. L’idea
venne a un gruppo dell’Università di
Cuenca, diretto da Edgar Rodas, un chirurgo che lavorando per diversi
anni negli ospedali delle piccole città, aveva visto come spesso siano
scarsamente equipaggiati e con poco personale. Una realtà che costringe
i pazienti delle
zone rurali dell’Ecuador a raggiungere città come Quito, la
capitale, anche per piccoli interventi, sobbarcandosi chilometri di
viaggio e lasciando per giorni la propria famiglia al villaggio. “I
pazienti che vengono da zone rurali non conoscono la città e hanno
molti problemi “, racconta Ana Vicuña, anestesista e direttore di
Cinterandes,
la fondazione che ha fatto partire l’iniziativa.
“Generalmente devono aspettare due giorni per un appuntamento e 15
prima dell’intervento chirurgico”. Così, nel caso di patologie minori,
convivono con i disturbi: “Abbiamo visto pazienti che avevano ernie da
20 anni” dice Vicuña. E il camion bianco offre una soluzione: “Tutti
parlano della necessità di fare qualcosa - dice Rodas riferendosi alla
necessità di un miglioramento delle cure sanitarie nelle zone rurali -
ma non dicono come. Noi pensiamo di aver trovato come farlo”.
Oltre cinquemila successi. Il camion comprende una sala operatoria di tre metri per cinque. In
questi anni ha ospitato tonsillectomie, riparazioni di ernie,
asportazioni di piccoli tumori superficiali: circa 5.200 operazioni hanno risolto
i disturbi dei pazienti,
senza rischi importanti. Si sono verificate complicazioni in meno
dell’un per cento dei casi, poi risoltesi positivamente, grazie anche a
una particolare attenzione a chi offrire questa possibilità: prima
dell’arrivo del camion, i medici che lavorano nelle diverse comunità
selezionano i casi con caratteristiche idonee all’intervento in tali
condizioni. I pazienti vengono poi conosciuti e visitati anche dagli
operatori del camion mobile: tre chirurghi, uno o due anestesisti, un
infermiere e un assistente. Il tipo di interventi eseguiti varia poi da
comunità a comunità, in base a quanto disponibile, per seguire
adeguatamente il paziente nel periodo successivo alla chirurgia. Se poi
c’è l’accesso a Internet, le possibilità offerte dalla telemedicina,
per la valutazione e il controllo dopo l’operazione, permettono di ampliare il
tipo di interventi realizzati nel camion bianco, includendo
colecistectomie e isterectomie.
I risultati della prevenzione. Accanto alla chirurgia, non viene dimenticata l’importanza della
medicina di base. Cinterandes riporta che un medico, nelle zone più
isolate, segue da 5mila a 10mila persone, o anche più, dispersi in
un’ampia area. Le possibilità di intervento si limitano alle questioni
più urgenti e mancano le opportunità di educazione sanitaria e
prevenzione delle malattie. Con l’Integral Family Health Programme, 22
medici distribuiti in 10 comunità seguono la salute dei bambini, delle
madri, delle famiglie, cercando di prevenire malattie, malnutrizione e
così via. Un programma di questo tipo, nella città di Santa Ana
(sudovest della regione di Cuenca), in quattro anni ha permesso di
vaccinare tutti i bambini (prima lo erano solo 3 su 10) e di ottenere
risultati nella malnutrizione, scesa dal 63 al 23 per cento circa fra
uno e 4 anni di vita.
Valeria Confalonieri